Iside

Iside Sono Marica e ti accompagno a riscoprire nuovi punti di vista sulla vita e l’equilibrio dentro di te.

23/03/2026

Quale Arcano dei Tarocchi ti rappresenta in questo momento?
C'è una carta che ti parla di più?

La primavera non arriva chiedendo permesso. Arriva e basta.� Dopo mesi in cui tutto è stato più lento la primavera porta...
19/03/2026

La primavera non arriva chiedendo permesso. Arriva e basta.� Dopo mesi in cui tutto è stato più lento la primavera porta un messaggio chiaro: è tempo di tornare alla vita.
L’equinozio di primavera è un punto di equilibrio perfetto, perché giorno e notte hanno la stessa durata. È come se la natura ci ricordasse che si può rinascere senza correre e che il cambiamento non deve per forza essere violento.
Questo rituale è pensato in modo semplice, pratico, e soprattutto reale.
Prendi una candela un foglio e una penna. Se vuoi, tieni vicino una ciotola con acqua e un pizzico di sale. Accendi la candela e mettila davanti a te. Poi prendi l’acqua, aggiungi il sale e mentre lo fai ripeti mentalmente: “𝑨𝒑𝒓𝒐 𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐. 𝑨𝒑𝒓𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒕𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒂.”
Immergi le dita nell’acqua e passala sui polsi, sulla fronte e sul petto, all’altezza del cuore. Come se stessi dicendo al tuo corpo: “puoi lasciare andare l’inverno.” Respira lentamente.
𝐎𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐢𝐥 𝐟𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐞. Non parole generiche, ma cose concrete, riconoscibili, che sai esattamente come si presentano nella tua vita.
Quando hai scritto, guarda quelle parole e sotto aggiungi una frase semplice: “Non mi serve più. Ti lascio andare.”
Poi gira pagina o prendi un altro foglio. E qui scrivi tre cose che vuoi far nascere. Anche in questo caso, niente idee vaghe. Pensa a qualcosa di pratico: più costanza, più presenza, più fiducia, più spazio per te, più radicamento nel corpo, più chiarezza. E tra queste tre, scegline una sola. Solo una. Quella che senti davvero importante per questa primavera.
Scrivi una frase netta, come un impegno gentile verso te stessa: “Questa primavera scelgo di…” e completa la frase. È la tua intenzione principale, il seme.
Infine apri una finestra e fai entrare aria nuova. Butta via un oggetto vecchio. Riordina un cassetto per due minuti. Annaffia una pianta. Se hai un seme, piantalo. Qualunque cosa tu scelga, fallo con presenza, perché la primavera non è un pensiero: è un’azione.
Quando hai finito, torna davanti alla candela e ripeti: “𝑰𝒐 𝒎𝒊 𝒂𝒑𝒓𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂. 𝑰𝒐 𝒎𝒊 𝒂𝒑𝒓𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒊𝒂 𝒓𝒊𝒏𝒂𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂. 𝑰𝒐 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒈𝒐 𝒅𝒊 𝒇𝒊𝒐𝒓𝒊𝒓𝒆.” Poi resta qualche secondo in silenzio, come se stessi lasciando che quella frase scenda dentro.
Se vuoi rendere tutto ancora più efficace, scrivi la tua intenzione principale su un post-it e mettila dove la vedrai ogni giorno.

Quello che stiamo vivendo oggi, come società, non è solo un’epoca di solitudine. Io la chiamo “𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐝𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭...
16/03/2026

Quello che stiamo vivendo oggi, come società, non è solo un’epoca di solitudine. Io la chiamo “𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐝𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐭𝐭𝐨”, in cui la pelle viene sostituita dagli schermi. La presenza reale viene rimpiazzata da un “ci sentiamo”, e i corpi si evitano, si tengono a distanza, si scusano persino quando desiderano avvicinarsi.
Dentro questa mancanza si è insinuata una narrazione che ci ha convinti che il bisogno di contatto sia una debolezza e se hai bisogno di un abbraccio allora sei “troppo sensibile” o “troppo fragile”.
Il bisogno di contatto è biologico, e soprattutto è umano.
E forse, a farci più male, sono solo gli abbracci mancati di quando eravamo bambini.
Ci sono abbracci che diventano nostalgia e altri diventati una ferita silenziosa, perché non si tratta soltanto del gesto in sé, ma di ciò che quel gesto rappresentava.
Oggi siamo allenatissimi a raccontarci, soprattutto sui social, dove condividiamo pensieri, fragilità e pezzi di vita, ma nel frattempo ci stiamo disabituando alla cosa più semplice e più potente: 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞.
In una società che ha fretta abbiamo imparato a non sentire troppo, a regolare le emozioni con la testa, a restare composti anche quando dentro vorremmo solo crollare per un attimo tra le braccia di qualcuno, e così finiamo per essere più informati, più consapevoli a parole, ma anche più soli.
In un mondo che premia l’autosufficienza e glorifica chi “non ha bisogno di nessuno”, l’abbraccio è un gesto controcorrente, perché ti riporta alla verità più semplice: 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐢.
Sai come io vedo l’abbraccio? Come un confine morbido, un gesto in cui due persone si riconoscono e si rispettano senza invadersi, senza pretendere, senza aggiustare niente, e proprio per questo può cambiarti una giornata, perché ti ricorda che esiste ancora un posto nel mondo in cui puoi mollare le spalle, respirare davvero e sentirti, anche solo per un momento, al sicuro.

12/03/2026

Sei davvero convinto che il numero 0 sia un numero vuoto? Nel reel di oggi ti racconto qualcosa che probabilmente non sai!

Chi ci ha davvero raccontato la storia di Britney Spears?La storia della cantante non parla solo di pop, di canzoni, di ...
09/03/2026

Chi ci ha davvero raccontato la storia di Britney Spears?
La storia della cantante non parla solo di pop, di canzoni, di successo o fallimenti.
E qui entra la numerologia, per intenderci, quella fatta bene. 𝐈𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐍𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐞̀ 𝟖. 𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐩𝐢𝐭𝐚𝐠𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐥’𝟖 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐒𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐨: quindi immagine pubblica, soldi, comando, controllo, autorità. È il numero di chi nasce per stare in alto, per reggere un regno, per diventare un simbolo.
Ma 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐞𝐚 𝐥’𝟖 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐤𝐚𝐫𝐦𝐚. E no, non intende parlare di punizione.
E adesso arriva la parte che dà fastidio, perché qui bisogna liberarsi dall’illusione di una cosa: che la storia di Britney sia la storia di una donna “fuori di testa”.
Invece di parlare di una popstar impazzita, proviamo a conoscere la lingua di ciò che è successo davvero. Britney Spears è stata controllata in qualsiasi cosa: controllo sul corpo, sulle scelte, sul denaro, sulla libertà. Una ragazza diventata un impero prima ancora di diventare adulta. Una donna trasformata in un marchio. Un’icona mondiale che non poteva decidere nemmeno per sé.
𝐄 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐥’𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝟖 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐳𝐳𝐚: 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐨𝐧𝐨. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥’𝟖 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 “𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐨𝐬𝐚?”, 𝐥’𝟖 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 “𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚?”. E se tu non comandi la tua vita, qualcuno lo farà al posto tuo. Sempre.
Ecco cosa svela la numerologia: non ti dice “che tipo sei”, ti mostra la struttura dietro una storia. E in Britney, quella struttura è chiarissima. Lei era nata per essere Sovrano. Ma per anni, quel regno l’ha governato qualcun altro.
E se questa cosa ti sembra lontana, ti sbagli: perché l’8 non riguarda solo Britney. Riguarda ogni persona che ha dentro una forza enorme ma si ritrova in una vita dove qualcun altro decide.

05/03/2026

Scopri l’importanza della Mappa Numerologica e Tarologica: uno specchio profondo per conoscere chi sei davvero e riconoscere la tua strada.

02/03/2026

𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝟐
Il numero 2 è il numero della relazione, dell’incontro e dell’ascolto profondo.
È l’energia della sensibilità, dell’empatia e della collaborazione.
Chi porta il 2 ha un’anima capace di percepire ciò che non viene detto, di leggere tra le righe, di sentire i movimenti sottili dell’altro.
Il 2 non ama lo scontro: cerca l’armonia, la mediazione, il punto di equilibrio tra opposti. Questo è un numero femminile, lunare, ricettivo. Accoglie, contiene, unisce.
𝐃𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟐
* capacità di creare legami autentici
* diplomazia e tatto
* grande intuizione emotiva
* talento nel lavorare in coppia o in gruppo
𝐎𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟐
* paura del conflitto
* tendenza a mettersi in secondo piano
* dipendenza affettiva o bisogno di approvazione
* difficoltà a dire “no”
La lezione del numero 2 è imparare che l’unione non richiede l’annullamento di sé: è importante restare in relazione senza perdersi, amare senza dimenticarsi.
Il 2 ci insegna che la vera forza non è nel fare rumore, ma nel restare presenti, fedeli, con il cuore aperto.

𝐒𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐢 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐭𝐮𝐨𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢𝐦𝐢 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨.

26/02/2026

Ripetiamo di nuovo tutti insieme: i tarocchi non predicono il futuro.

Cosa significa lavorare davvero coi numeri? Oggi te lo spiego con un esempio molto concreto e non astratto.𝐂𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐭...
23/02/2026

Cosa significa lavorare davvero coi numeri? Oggi te lo spiego con un esempio molto concreto e non astratto.
𝐂𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐬𝐡𝐚𝐥𝐥 𝐁𝐫𝐮𝐜𝐞 𝐌𝐚𝐭𝐡𝐞𝐫𝐬 𝐈𝐈𝐈, 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐄𝐦𝐢𝐧𝐞𝐦. Bene, ho studiato i suoi numeri e il suo Numero del Destino è l’1.
𝐋’𝟏 𝐞̀ 𝐥’𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐨: colui che apre strade nuove, che rompe gli schemi, che combatte per esistere. Non segue, guida. Non chiede permesso.
Eminem è stato esattamente questo nel mondo del rap: 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞, una voce fuori dal coro, uno che ha cambiato le regole del gioco.
Ricordo che da adolescente i suoi testi mi arrivavano pieni di rabbia e quasi mi facevano paura. Riascoltandolo oggi, invece, sento soprattutto dolore.
Ed è qui che la numerologia fatta bene diventa profonda perché l’1 porta con sé una ferita primaria: 𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞.
Eminem non ha mai incontrato suo padre da adulto e la sua assenza non è solo un fatto biografico: è una mancanza strutturale, archetipica.
Perché puoi essere famoso, potente, riconosciuto dal mondo intero ma ogni uomo ha bisogno del suo papà.
E quando quel padre non c’è, il Guerriero combatte senza tregua. A volte contro il mondo e molte altre volte contro sé stesso.
Ecco cosa svela la numerologia vera: non etichette, non previsioni da bancarella, ma chiavi di lettura dell’anima e delle ferite che ci muovono.
I numeri non ti dicono chi devi essere bensì 𝐭𝐢 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐭𝐮𝐞 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞.

𝐓𝐮 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢 𝐢 𝐭𝐮𝐨𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢? 𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐢 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨!

19/02/2026

Ognuno di noi ha un numero (o più di uno) che lo segue da sempre, uno dei miei è il numero 7.
E tu invece? Scrivilo nei commenti!

Qualche tempo fa una persona mi ha chiesto: “𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐚𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨? 𝐍𝐨𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢...
16/02/2026

Qualche tempo fa una persona mi ha chiesto: “𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐚𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨? 𝐍𝐨𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢.”
Questa frase mi è rimasta impressa, perché racchiude un grande equivoco.
L’albero genealogico non serve a dimostrare che veniamo da una famiglia “importante”, titolata o prestigiosa.
Fare l’albero genealogico significa guardare da dove veniamo davvero e significa anche dare un volto, un nome e una storia a chi ci ha preceduto. Persone comuni, sì, ma che hanno amato, sofferto, lottato, rinunciato, resistito e tutto questo vive ancora dentro di noi.
Nel nostro sistema familiare non ereditiamo solo il colore degli occhi o il cognome ma anche scelte non fatte, dolori taciuti, esclusioni, segreti, fallimenti, traumi, ma anche risorse, talenti e forze immense.
Quando qualcuno dice “non siamo nobili”, spesso sta dicendo senza saperlo: “𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞.”
E invece è proprio lì che sta il punto, ogni famiglia è un regno e ogni antenato ha lasciato un’impronta e ogni discendente porta avanti qualcosa che chiede di essere visto.
L’albero genealogico non si studia per glorificare il passato, ma per liberare il presente.
Perché finché non sappiamo da dove arrivano certi blocchi, certe ripetizioni, certe fatiche continueremo a pensare che il problema siamo noi.
E non lo siamo, stiamo semplicemente portando avanti una storia che merita ascolto.
Questa è la vera ricchezza e non ha nulla a che fare con i titoli.
𝐄 𝐭𝐮 𝐡𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐚𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨?

14/02/2026

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