18/11/2023
SOSPENDI IL PENSIERO!
La pratica delle arti marziali tradizionali richiede una concentrazione fuori dall’ordinario.
Occorre una consapevolezza continua, una presenza ininterrotta che impedisca qualunque cedimento alla distrazione. Un’attenzione profonda sorveglia il corpo e il suo agire; guida l'attacco e la difesa; governa le tensioni fisiche e mentali; regola il respiro; acuisce la percezione del tempo e dello spazio.
Entrare nello stato mentale più consono non è semplice.
Questo è il motivo per cui nella pratica marziale sono presenti esercizi che "irrobustiscono" la mente, migliorandone la capacità di focalizzazione, ottimizzandone la connessione con il corpo.
Una di queste pratiche, fra le più note e importanti, è stata mutuato dallo Zen. Nelle arti marziali giapponesi è indubbiamente la più diffusa ed è conosciuta come "Mokuso" o “sospensione del pensiero"(etimologicamente, da "moku" = silenzio, "so"= pensare).
La pratica del Mokuso può apparire semplice; in effetti è “semplice" ma "non è facile”; nella sostanza è un esercizio impegnativo e, se protratto, di ascetica durezza.
Richiede lo spegnimento della mente superficiale, la sospensione di ogni pensiero, il pieno controllo del proprio vissuto, fisico e mentale.
L’attenzione viene volutamente spostata sulle percezioni fisiche “essenziali”. Innanzi tutto quella del respiro e della corretta postura. Si sorveglia quindi, con strenue attenzione, il proprio assetto posturale, perfettamente verticale (eppur rilassato), mentre si coltiva, immobili, la scomoda posizione inginocchiata che i giapponesi chiamano “seiza”.
Con la pratica assidua, lo spazio mentale inizia ad ampliarsi. Lentamente, ma costantemente, la mente si libera da ogni “ciarpame psichico” (i pensieri ripetitivi, le emozioni e gli stati d’animo inconsapevoli, le aspettative o i timori che insorgonono in maniera tanto spontanea quanto... molesta).
A un certo punto, il praticante riesce a raggiungere uno stato di profonda serenità, avverte un senso di distacco, di equanimità e di calma interiore che rendono veramente significativa l'esperienza marziale.