Rheda Keder

Rheda Keder Fondatrice CEO di LaTeva Health Precision
■Salute metabolica di precisione ■Biomarcatori Funzionali
■Revisione medica
■Ormoni•Infiammazione•Peso•Longevity

01/06/2026

29/05/2026
28/05/2026

“Prendi il farmaco per la tiroide, magari il TSH è anche rientrato nel range…
ma il peso non scende.
E allora inizi a pensare:
‘Sono io il problema?’
‘Mangio troppo?’
‘Il mio metabolismo è morto?’
No.

Il punto è che normalizzare il TSH non significa automaticamente riaccendere il metabolismo.
Il farmaco può essere necessario.
Può aiutare la tiroide a lavorare meglio.
Ma non corregge tutto il resto.

Se hai insulina alta, glicemia instabile, cortisolo alto, stress cronico, sonno disturbato, ferritina bassa, vitamina D bassa, infiammazione, poca massa muscolare o una cattiva conversione degli ormoni tiroidei… il corpo può continuare a trattenere peso.
Perché il dimagrimento non dipende solo dalla tiroide.

Dipende dal segnale che il tuo corpo riceve ogni giorno:
sicurezza o stress?
energia o scarsità?
stabilità o infiammazione?

Ecco perché tante donne mi dicono:
‘Le analisi sono normali, ma io mi sento ancora gonfia, stanca e bloccata.’
Perché nessuno sta guardando il quadro completo.
Non basta chiedersi:

‘Com’è il TSH?’
Bisogna chiedersi:
‘Com’è il metabolismo?’
‘Com’è l’insulina?’
‘Com’è il sonno?’
‘Com’è il cortisolo?’
‘Com’è la ferritina?’
‘Com’è la composizione corporea?’

Perché il tuo corpo non dimagrisce quando è sotto pressione.
Dimagrisce quando torna a sentirsi al sicuro.”

Se prendi il farmaco per la tiroide ma il peso è bloccato, commenta TIROIDE e inizia il nostro programma.

27/05/2026

Hashimoto è una malattia autoimmune della tiroide, ma l’intestino può essere uno dei luoghi principali in cui l’autoimmunità viene accesa, mantenuta o amplificata. La medicina classica la classifica come tiroidite autoimmune perché il bersaglio finale è la tiroide: il sistema immunitario produce anticorpi come anti-TPO e anti-tireoglobulina e attiva cellule immunitarie contro il tessuto tiroideo.

Il punto è che circa il 70% dell’attività immunitaria è collegata al sistema intestinale attraverso il tessuto linfatico associato all’intestino. Quindi l’intestino non è solo “digestione”: è una centrale immunologica. Quando il microbiota è alterato, la barriera intestinale è infiammata o più permeabile, il sistema immunitario può essere esposto più facilmente a frammenti batterici, antigeni alimentari e molecole infiammatorie. Questo può favorire uno stato di allerta immunitaria cronica. Le review recenti parlano infatti di un vero asse intestino-tiroide, in cui microbiota, permeabilità intestinale, infiammazione e metabolismo tiroideo si influenzano a vicenda.

Il meccanismo più importante è questo: se la barriera intestinale perde selettività, il sistema immunitario può iniziare a reagire in modo eccessivo. Non significa che “l’intestino bucato causa sempre Hashimoto”, ma significa che una barriera intestinale alterata può contribuire al terreno autoimmune. Alcuni studi su pazienti con Hashimoto hanno trovato alterazioni del microbiota e segnali compatibili con maggiore permeabilità intestinale, inclusi lavori su zonulina e disbiosi.

Poi c’è il discorso del glutine e della celiachia. Hashimoto e celiachia compaiono più spesso insieme rispetto alla popolazione generale. Questo non vuol dire che tutte le persone con Hashimoto debbano automaticamente togliere il glutine, ma vuol dire che in presenza di gonfiore, diarrea, stipsi, anemia, ferritina bassa, carenze, dermatiti, familiarità autoimmune o anticorpi tiroidei molto alti, ha senso valutare anche celiachia o sensibilità al grano. La connessione tra celiachia e malattie tiroidee autoimmuni è ben documentata.

Scrivi info per iniziare il mio programma.

26/05/2026

Dove sbagliano molti medici/comunicatori
1. Confondono carne rossa fresca e carne processata.
Una bistecca, un pezzo di manzo, agnello o vitello non sono la stessa cosa di wurstel, salame, prosciutto industriale, bacon con nitriti, carne affumicata o prodotti conservati. La lavorazione può generare o introdurre composti problematici come nitriti/nitrati, composti N-nitroso, idrocarburi policiclici aromatici e altre sostanze da affumicatura o conservazione.

2. Usano studi osservazionali come se fossero prove causali.
Molte associazioni tra carne rossa e cancro derivano da studi epidemiologici: si osserva che chi mangia più carne ha più rischio. Ma spesso chi mangia molta carne nel modello occidentale mangia anche più pane, patatine, dolci, alcol, cibo ultra-processato, si muove meno, fuma di più o ha più obesità. Gli aggiustamenti statistici aiutano, ma non eliminano completamente il confondimento.

3. Non distinguono il contesto metabolico.
100 grammi di carne grass-fed, in una dieta senza zucchero, senza ultra-processati, con buona glicemia, buon sonno, buon movimento e basso stato infiammatorio, non sono biologicamente equivalenti a un panino industriale con hamburger, salse, pane raffinato, patatine fritte, bibita zuccherata e sedentarietà.

4. Confondono rischio relativo e rischio assoluto.
Il famoso dato del +18% riguarda 50 g al giorno di carne processata e rischio relativo di tumore colorettale, non significa che una persona “ha il 18% di probabilità in più assoluta” di sviluppare cancro domani. Per il singolo individuo l’aumento assoluto può essere piccolo, anche se a livello di popolazione resta rilevante

5. Ignorano cottura, qualità e dose.
Il problema aumenta quando la carne viene carbonizzata, fritta ad alte temperature, grigliata fino a bruciarsi o trasformata industrialmente. La IARC stessa segnala che ammine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici aumentano soprattutto con cotture ad alta temperatura come griglia, barbecue e frittura intensa.

Ora lo sapete la conoscenza e' unica arma di salvezza se ti dicono che la carne rossa fresca e cancerogena inviagli il mio reel.

25/05/2026

Hai sempre fame, desideri dolci dopo i pasti e il grasso addominale non se ne va? Potrebbe non essere “mancanza di forza di volontà”. Potrebbe essere biologia.

L’insulino-resistenza è una condizione in cui le cellule rispondono sempre meno bene all’insulina, l’ormone che aiuta il corpo a gestire il glucosio nel sangue.

Il risultato? Il corpo è costretto a produrre più insulina per ottenere lo stesso effetto.

E quando l’insulina resta cronicamente alta, possono comparire segnali molto comuni: fame continua, voglia di zuccheri, stanchezza dopo i pasti, grasso addominale ostinato, sonno non ristoratore, sete frequente, nebbia mentale, acne ormonale, fibromi penduli e macchie scure sulla pelle.

Il problema è che molte persone trattano questi sintomi come problemi separati.

La fame viene vista come debolezza.
La pancia come genetica.
La stanchezza come stress.
L’acne come ormoni impazziti.
La voglia di dolci come mancanza di controllo.

Ma spesso il corpo sta solo cercando di dirti che il metabolismo non sta più funzionando in modo efficiente.

La buona notizia? L’insulino-resistenza può migliorare quando si lavora sulle basi: proteine adeguate, meno zuccheri e carboidrati raffinati, pasti più sazianti, movimento dopo i pasti, sonno profondo e stabilità glicemica.

Non devi mangiare meno.
Devi iniziare a mangiare in modo più intelligente per il tuo metabolismo.

Scrivi INSULINA nei commenti se vuoi capire da dove iniziare per migliorare fame, energia e grasso addominale.

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25/05/2026

Il peso non cala? Allora forse non ti serve “mangiare meno”.
Ti serve un reset metabolico.

Quando il corpo è infiammato, stressato e metabolicamente bloccato, il dimagrimento non risponde più alla semplice logica delle calorie.

Il peso può restare fermo perché il corpo sta difendendo energia.

Insulina alta.
Cortisolo alterato.
Infiammazione intestinale.
Sonno disturbato.
Fame nervosa.
Glicemia instabile.
Massa muscolare bassa.
Ormoni disregolati.

In questa condizione, ridurre ancora di più il cibo spesso peggiora il problema: il corpo percepisce scarsità, aumenta la fame, trattiene liquidi, abbassa la spesa energetica e rende tutto più difficile.

Il reset metabolico serve proprio a questo: riportare il corpo in una condizione in cui può usare meglio l’energia, stabilizzare la fame, ridurre l’infiammazione e ricominciare a perdere peso senza vivere in guerra con il cibo.

Non devi punirti.
Devi capire perché il tuo corpo non sta rispondendo.

Il peso non è il problema.
È il segnale.

Commenta RESET se vuoi capire da dove iniziare.

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24/05/2026

Perché questo è un piatto metabolicamente intelligente.

Hai proteine complete dalla carne e dalle uova: servono per massa muscolare, sazietà, riparazione dei tessuti, enzimi, ormoni e stabilità glicemica. Le diete più ricche di proteine tendono ad aumentare sazietà e termogenesi, aiutando molte persone a controllare fame e composizione corporea.

La carne porta nutrienti altamente biodisponibili: vitamina B12, zinco e ferro eme. La B12 è essenziale per sistema nervoso, globuli rossi e DNA; il ferro eme della carne è più facilmente assorbito rispetto al ferro non-eme vegetale.

Le uova, soprattutto il tuorlo, sono una fonte preziosa di colina, fondamentale per membrane cellulari, metabolismo, cervello e sistema nervoso.

L’avocado aggiunge grassi monoinsaturi, potassio, magnesio e fibra; è un alimento a basso carico glicemico e può rendere il pasto più saziante senza aggiungere zuccheri raffinati.

Il punto più importante è questo: un piatto così non ti dà il classico picco glicemico di pane, biscotti, cereali o dolci. È ricco di nutrienti, proteine e grassi buoni, quindi tende a dare energia più stabile, meno fame nervosa e meno bisogno di “cercare zuccheri” dopo poche ore.

Unica nota: per chi ha istamina alta, l’avocado non sempre è ideale; in quel caso va personalizzato.

24/05/2026

Uns colazione semplice per: istamina/infiammazioneintestinale/bile densa.

Il video e' puramente educativo e consiglio di essere seguiti da un professionista.

24/05/2026

La contraccezione ormonale non è stata originariamente creata per “sistemare gli ormoni delle donne”.
Si è diffusa ampiamente a metà del XX secolo perché risolveva contemporaneamente diversi grandi problemi sociali ed economici.

1. Espansione della forza lavoro
Una contraccezione affidabile ha permesso alle donne di:
ritardare la gravidanza,
rimanere più a lungo nel percorso scolastico,
entrare stabilmente nel mondo del lavoro,
costruire una carriera con meno interruzioni.
Questo ha ampliato drasticamente la forza lavoro e ha trasformato l’economia.

2. Produttività economica
Le famiglie con due redditi sono diventate sempre più necessarie con l’aumento del costo della vita.
Più lavoratori significava:
più contribuenti,
più consumatori,
maggiore crescita economica.
La contraccezione ha contribuito a rendere possibile una partecipazione continua delle donne al mondo del lavoro.

3. Pianificazione familiare e controllo della popolazione
Governi e istituzioni hanno promosso la contraccezione per:
ridurre le gravidanze indesiderate,
abbassare il tasso di natalità in determinati gruppi demografici,
diminuire la dipendenza dall’assistenza sociale,
controllare la crescita della popolazione.

4. Espansione farmaceutica
La contraccezione è diventata uno dei farmaci a lungo termine più redditizi della storia.
Inoltre, ha iniziato a essere prescritta anche per:
acne,
dolori mestruali,
cicli irregolari,
sintomi legati all’umore,
sintomi della PCOS.
Anche quando la causa alla radice non veniva pienamente indagata.

La contraccezione ormonale non era stata originariamente progettata per:
ottimizzare la salute femminile,
supportare l’equilibrio ormonale,
migliorare la fertilità a lungo termine,
risolvere le cause alla radice,
potenziare la funzione metabolica,
sostenere l’ovulazione naturale.
La mia opinione: quando un farmaco viene progettato con un obiettivo diverso dal miglioramento primario della tua salute, è importante iniziare a farsi domande su ciò che sta realmente accadendo.

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