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Dopo il primo colloquio di accoglienza, non è necessario decidere subito.C’è uno spazio importante, spesso silenzioso, i...
13/04/2026

Dopo il primo colloquio di accoglienza, non è necessario decidere subito.
C’è uno spazio importante, spesso silenzioso, in cui fermarsi a riflettere: su come ci si è sentiti nella relazione, sulle tematiche emerse, su ciò che ha mosso la richiesta di aiuto.
È un momento utile per entrare in contatto con la propria motivazione, ma anche con la propria disponibilità ad affidarsi e con le emozioni che accompagnano questa scelta.
Se si decide di iniziare un percorso di psicoterapia, lo staff di accoglienza mette in contatto con il professionista che ha condotto il primo colloquio, per concordare la prima seduta.

Se desideri fare un colloquio gratuito, puoi prenotarlo qui:
https://dstanza.transiti.net/auth/register

Quando si diventa genitori all’estero, la vita cambia due volte: cambiano i ritmi, le abitudini, ma soprattutto il modo ...
10/04/2026

Quando si diventa genitori all’estero, la vita cambia due volte: cambiano i ritmi, le abitudini, ma soprattutto il modo di costruire relazioni.
La storia di Francesca attraversa Norvegia e Germania e racconta qualcosa che molti genitori expat conoscono bene:
reti che si creano lentamente, relazioni spesso “funzionali”, e il bisogno profondo di trovare uno spazio autentico in cui sentirsi parte.
Tra gruppi per neogenitori, città che cambiano e nuove maternità, emerge una consapevolezza:
integrarsi richiede tempo, energia e una continua capacità di rimettersi in gioco.
E forse, oggi più che mai, la vera sfida non è conoscere nuove persone, ma costruire relazioni che abbiano tempo, spazio e significato.
👉 Leggi l’articolo completo sul nostro Expat Blog
https://transiti.net/expat-blog/lo-sguardo-di-chi-resta-un-progetto-di-ricerca-sui-familiari-di-chi-espatria/

Vedere un familiare partire porta con sé un peso emotivo profondo, difficile da definire.Se un tempo il distacco aveva u...
02/04/2026

Vedere un familiare partire porta con sé un peso emotivo profondo, difficile da definire.
Se un tempo il distacco aveva una durata, oggi assume una forma più incerta: si prolunga nel tempo, non ha una data di scadenza, crea un’assenza a cui bisogna imparare ad abituarsi.

“Chi resta” intraprende un processo che inizia ben prima della partenza.
Mentre accompagna l’altrə a preparare la valigia, si confronta con una consapevolezza nuova: lasciar andare è un atto d’amore, anche quando significa accettare la distanza.
Con il progetto “Lo sguardo di chi resta”, Transiti indaga i vissuti dei familiari di italianə all’estero:
genitori, sorelle, fratelli, cuginə, nonnə.
Una prospettiva ancora poco esplorata, fatta di assenze, adattamenti, nuove forme di relazione.

Dalle interviste emerge una grande varietà di esperienze:
c’è chi comprende e sostiene la partenza,
chi si confronta con un vuoto inatteso,
chi cerca nuovi modi per restare in contatto, anche attraverso piccoli gesti quotidiani.
La ricerca è ancora in corso e vuole continuare ad ascoltare voci diverse, per restituire la complessità emotiva, sociale e culturale di chi resta.

📖 Leggi l’articolo completo sul nostro Expat Blog:
https://transiti.net/expat-blog/lo-sguardo-di-chi-resta-un-progetto-di-ricerca-sui-familiari-di-chi-espatria/

Chi può fare scienza?Gli stereotipi di genere continuano a influenzare, spesso in modo invisibile, percorsi di studio, s...
27/03/2026

Chi può fare scienza?

Gli stereotipi di genere continuano a influenzare, spesso in modo invisibile, percorsi di studio, scelte e possibilità. Non si tratta di attitudini naturali, ma di aspettative sociali che, nel tempo, diventano “normali”.

Dalla scuola ai modelli di riferimento, ciò che vediamo più spesso finisce per definire ciò che crediamo possibile.

Ma qualcosa sta cambiando: nuovi approcci educativi, modelli più inclusivi e una crescente attenzione alla complessità delle identità aprono spazi diversi.

La sfida non è solo aumentare la presenza delle donne nella scienza, ma trasformare l’idea stessa di chi può farne parte.





Leggi l’articolo completo sul nostro expat blog:
https://transiti.net/expat-blog/linfluenza-degli-stereotipi-di-genere-nel-mondo-della-scienza/

Cosa trova chi viene accolto?Chi arriva trova uno spazio intimo, protetto e privo di giudizio, in cui potersi raccontare...
24/03/2026

Cosa trova chi viene accolto?
Chi arriva trova uno spazio intimo, protetto e privo di giudizio, in cui potersi raccontare liberamente.
Un luogo in cui condividere parti di sé, della propria esperienza di vita e delle difficoltà che si stanno attraversando.
Nel colloquio di accoglienza si è accompagnati nella definizione dei propri bisogni: insieme si prova a dare forma a ciò che si sta vivendo, mettendo a fuoco non solo i problemi, ma anche le risorse, interne ed esterne, per affrontarli.

Un primo passo per prendersi cura di sé, con maggiore consapevolezza.
Se desideri fare un primo colloquio gratuito, puoi prenotarlo qui:
https://dstanza.transiti.net/auth/register

Donne in Transito è un percorso gratuito dedicato alle madri migranti, italiane e straniere, che vivono la maternità lon...
20/03/2026

Donne in Transito è un percorso gratuito dedicato alle madri migranti, italiane e straniere, che vivono la maternità lontane dal proprio paese di origine.

Uno spazio online di ascolto e confronto, guidato da una psicologa esperta di migrazione, in cui condividere esperienze, storie e vissuti in un clima accogliente e senza giudizio. Racconto, ascolto e scrittura diventano strumenti per riconoscersi, sostenersi e integrare culture diverse nell’esperienza della maternità.

Il percorso prevede quattro incontri online in piccoli gruppi (circa 6 partecipanti).
Gruppo 1
13 aprile · 20 aprile · 27 aprile · 4 maggio
Ore 13–15 (GMT+1)
Gruppo 2
16 aprile · 23 aprile · 30 aprile · 7 maggio
Ore 18–20 (GMT+1)

Per registrare il tuo interesse compila il form di :
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeZTFnGWOduRvSOgAIW4RWEsiKG4QvHDlBgXnlzCdPy6wRrrQ/viewform

emanuela.frigerio@transiti.net
+39 331 3877538

Si ringrazia il Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo

Quando un figlio parte per vivere all’estero, non tutte le storie parlano di distanza difficile. Come quella di L. e sua...
18/03/2026

Quando un figlio parte per vivere all’estero, non tutte le storie parlano di distanza difficile. Come quella di L. e sua figlia G.

G. vive da quasi due anni in una grande città europea: è partita con il desiderio di vedere il mondo, lavorare nel campo che ha studiato e costruire un percorso tutto suo. L. lo racconta con una serenità che a volte sorprende chi la ascolta. Il loro rapporto è sempre stato molto forte e la distanza non lo ha cambiato: ogni giorno c’è un messaggio, una breve telefonata, una foto mandata al volo. Piccoli gesti che tengono insieme due vite che oggi scorrono in luoghi diversi. A qualcuno questa serenità sembra strana. “Non ti pesa averla così lontana?” le chiedono. L. sorride e risponde sempre nello stesso modo: la cosa più importante è vedere la propria figlia felice. E se per esserlo ha bisogno di partire, allora partire non è una perdita, è una strada.
Questa è una delle storie possibili che abbiamo ascoltato per il progetto “Lo sguardo di chi resta”, che racconta le esperienze di chi vive l’espatrio attraverso i legami familiari.

Se anche tu sei un genitore, un fratello o una sorella, un nonno o una nonna, un familiare di una persona italiana che vive all’estero, la tua voce è importante.

Scopri il progetto e partecipa: https://transiti.net/progetto/lo-sguardo-di-chi-resta/
📩 chiresta@transiti.net
📱 +39 331 3877538.

Quando si parla di espatrio immaginiamo spesso giovani professionisti, studenti o famiglie in cerca di nuove opportunità...
16/03/2026

Quando si parla di espatrio immaginiamo spesso giovani professionisti, studenti o famiglie in cerca di nuove opportunità.

Raramente pensiamo ai pensionati. Eppure negli ultimi anni Porto è diventata una delle mete più scelte dagli italiani nella terza età. Clima mite, qualità della vita, una comunità italiana attiva e – fino a poco tempo fa – condizioni fiscali favorevoli hanno reso la città portoghese una destinazione sempre più attrattiva.

Durante la tappa portoghese del progetto “Traiettorie in Europa”, le psicoterapeute di Transiti Bianca Casella e Anna Pisterzi hanno incontrato un gruppo di pensionati italiani tra i 65 e gli 85 anni presso l’Associazione Dante Alighieri, ospitata nel Consolato italiano a Porto. Ne è emerso un dato interessante: molti non si percepiscono come expat nel senso pieno del termine. Vivono spesso sei mesi a Porto e sei mesi in Italia, mantenendo casa, relazioni e abitudini nel proprio paese d’origine.
Un’espansione della propria vita, più che una separazione.

👉 Leggi l’articolo completo
https://transiti.net/expat-blog/expat-a-meta-vivere-la-terza-eta-a-porto/

Crescere figli in espatrio significa molto più che gestire il multilinguismo.Significa accompagnarli nella costruzione d...
12/03/2026

Crescere figli in espatrio significa molto più che gestire il multilinguismo.
Significa accompagnarli nella costruzione di una pluridentità: un modo di abitare più mondi senza dover scegliere quale sia quello “giusto”. La sfida, spesso, non è l’identità multipla in sé.
È il contesto: stereotipi, pressioni sociali, aspettative di integrazione, giudizi impliciti o espliciti.

Le lingue diventano case emotive.
Le famiglie diventano piccole culture in movimento.
E il ruolo dei genitori è quello di costruire un terreno solido, dove i figli possano sentirsi il 100% di ogni parte che li compone, non frammenti, ma un mosaico armonico.

Nel nuovo articolo del blog di Transiti Psicologia d’Espatrio, con il contributo di Lidia Martinelli, esploriamo sfide, paure, risorse e possibilità della genitorialità tra lingue e culture.

🔗 Leggi qui l’articolo completo:
https://transiti.net/expat-blog/genitorialita-in-espatrio-la-sfida-della-pluridentita-dallinfanzia-alleta-adulta/

Cosa vede chi accoglie?Chi accoglie si affaccia con rispetto nella vita dell’altro. Conosce le sue esperienze, attravers...
10/03/2026

Cosa vede chi accoglie?

Chi accoglie si affaccia con rispetto nella vita dell’altro.

Conosce le sue esperienze, attraversa con lui i momenti di difficoltà e quelli di coraggio, ascolta le sfumature emotive, i dubbi, le necessità spesso non dette. Vede la soddisfazione che accompagna una scelta importante, ma anche la fatica profonda che comportano l’espatrio o il rimpatrio. Entra in contatto con il complesso processo di adattamento a un nuovo Paese, o di riadattamento al contesto italiano, con il senso di spaesamento, con il dolore del distacco e con le trasformazioni che ogni passaggio porta con sé. Accogliere significa restare presenti dentro questa complessità, senza giudizio, con competenza e responsabilità.
Se desideri fare un primo colloquio gratuito, puoi prenotarlo qui:
https://dstanza.transiti.net/auth/register

In emergenza non basta sapere cosa fare. Conta come si comunica, si collabora e si decide sotto pressione.“Ascoltarsi pe...
05/03/2026

In emergenza non basta sapere cosa fare. Conta come si comunica, si collabora e si decide sotto pressione.
“Ascoltarsi per agire meglio” è un percorso formativo rivolto a circa 160 professionisti, tra autisti soccorritori e infermieri, che ogni giorno operano in contesti ad alta complessità. Perché la qualità dell’intervento non dipende solo dalle competenze tecniche, ma anche dalle non-technical skills: comunicazione efficace, coordinamento, leadership flessibile, capacità decisionale e gestione dello stress.
Nei momenti critici possono emergere incomprensioni, rigidità di ruolo, sovraccarico emotivo. Il percorso nasce per rispondere a domande molto concrete: come migliorare i passaggi informativi nei momenti decisivi? come rafforzare fiducia e collaborazione tra professionisti diversi? come prevenire l’impatto dello stress sul team?

L’approccio è pratico ed esperienziale: simulazioni, role-play, scenari realistici e strumenti immediatamente applicabili nel lavoro quotidiano. Tra un incontro e l’altro si sperimenta sul campo, si torna con esempi concreti e si costruiscono piani d’azione orientati a cambiamenti osservabili.

Il progetto è in corso e proseguirà con una nuova fase dedicata alla dirigenza, circa 40 dirigenti coinvolti, per rafforzare un linguaggio comune tra chi opera sul campo e chi guida l’organizzazione.
Formare le persone. Rafforzare i team. Rendere il sistema più sicuro, efficace e sostenibile.

Le radici degli stereotipi di genere nel fare scienza 🔬La scienza non nasce maschile.Nasce dentro una cultura, un’epoca,...
03/03/2026

Le radici degli stereotipi di genere nel fare scienza 🔬

La scienza non nasce maschile.
Nasce dentro una cultura, un’epoca, uno sguardo.
E molte donne, per poter restare nella ricerca, hanno dovuto adattarsi.

A volte cambiare linguaggio.
A volte cambiare postura.
A volte cambiare sé stesse.

Questi meccanismi non iniziano nei laboratori.
Iniziano molto prima: a scuola, nei libri di testo, negli esempi che scegliamo di raccontare.

L’8 marzo apriamo uno spazio di riflessione:
da dove nascono questi stereotipi?
E come possiamo trasformarli?

Il seminario nasce dalla collaborazione tra Oceanitalians, Università di Napoli Federico II e Transiti con l’obiettivo di incuriosire e incoraggiare ragazze e giovani donne a osare e superare le barriere che spesso emergono proprio quando si devono prendere decisioni importanti per il proprio futuro.

Intervengono Anna Pisterzi, Emilio Balzano, Silvia Fabbrocino e Veronica Coppolaro.

Moderano: Inès Borrione, Oceanitalians;
Daniela Flocco, Università di Napoli Federico II
Gaia Tortorelli, I.C.A. Vivaldi, Padova

🎥 Evento online
📅 8 marzo 2026
🔗 https://lnkd.in/ehhzPybe

Address

London

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Tuesday 7am - 10pm
Wednesday 7am - 10pm
Thursday 7am - 10pm
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Trasferirsi all'estero è un'occasione straordinaria di cambiamento, il modo migliore per conoscere il mondo e confrontarsi con altre culture. Tuttavia, è una scelta che spesso porta con sé un carico di ansia e di stress dovuto alla perdita del proprio tessuto sociale, delle oggettive difficoltà del trasloco, dell'impatto con un paese "altro" senza avere una rete di relazioni che aiuti a integrarsi.

Chi si trasferisce tende a concentrarsi sulle questioni pratiche sottovalutando le ripercussioni psicologiche, salvo poi trovarsi spesso in una condizione difficoltà emotiva, con ripercussioni di varia entità sulla sfera personale, relazionale e lavorativa. Transiti nasce proprio per offrire un aiuto qualificato a chi vive queste situazioni specifiche. In particolare si rivolge a:

LAVORATORI, STUDENTI, FAMIGLIE, COOPERANTI

L'avvento del web ha cambiato molte cose anche nell'ambito della terapia psicologica. Recenti studi esaminati dall'osservatorio e tutela della professione CNOP (Consiglio nazionale ordine degli Psicologi) hanno evidenziato risultati molto positivi, con un deciso cambio di rotta rispetto alle diffidenze iniziali. Pur facendo proprie tutte le cautele del caso, transiti ha accettato la sfida di confrontarsi con Internet, questo enorme cambiamento che interessa anche l'ambito delle relazioni umane.