La bolla di Kore: yoga e ayurveda

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La bolla di Kore: yoga e ayurveda Riscoprire l'amore per se stessi attraverso lo yoga il massaggio e l'alimentazione ayurvedica; nell'

La giornata internazionale dello yoga è stata istituita nel 2014 dalle Nazioni  Unite su spinta dell'allora già primo mi...
21/06/2024

La giornata internazionale dello yoga è stata istituita nel 2014 dalle Nazioni Unite su spinta dell'allora già primo ministro Narendra Modi.Questo aprile ci si aspettava una vittoria schiacciante invece l'"altra India" è andata a votare per difendere la democrazia tanto sudata figlia della scelta di lotta nonviolenta e inclusiva.
Hanno votato i poveri, gli schiacciati da un sistema che li ignora, i discriminati e in generale tutti quelli che vogliono fermare l'avanzata di un governo che ha tutti i presupposti delle peggiori derive di destra antidemocratiche.
Fasci, insomma.

Ma cosa c'entra con lo yoga?

La politica di Modi e del suo partito, il Bharata Janatha party è caratterizzata da una ideologia di destra spiccatamente etno-nazionalista che rivendica la cultura identitaria dell' India come esclusivamente induista.Declinata però su un paese di 1 miliardo e mezzo di persone, Si parla di tipo 200 milioni di indiani musulmani,per citare solo la più numerosa (e perseguitata) delle minoranze etnico religiose .Con una propaganda che sa coinvolgere il cinema, la musica rap e i programmi radiofonici, oltre alla classica riscrizione della storia in chiave autocelebrativa e legittimante, Il BjP nutre il fondamentalismo violento induista e si appropria facendone una caratteristica "pura, originaria, fondante" di aspetti di una tradizione invece estremamente complessa, poliedrica e refrattaria all' ortodossia.
E intanto reprime il dissenso

Allora come la v***a può e diventare oggetto di divisione e violenza, ecco che lo yoga, parte del patrimonio culturale Indiano che affonda le sue radici nel pensiero, nella storia dell'India e caratterizzati da permeabilità e sincretismi, viene depredato della sua complessità ed usato come simbolo dell' hindutva.

I fascismi, si appropriano della storia, della memoria, delle parole, delle tradizioni di qualunque cosa possa servire a legittimare un'immagine falsamente omogenea e ordinata ed opporla ad un "altro" causa di disordine, impurità e fonte di ogni male: dunque da arginare, o eliminare.

Quindi quest'anno sento di dover partecipare con questo mio "sciopero" dalle celebrazioni, nel mio piccolo...LO YOGA APPARTIENE ALL' INDIA e l' India è sempre stata plurale e complessa.
Ed è ciò che la rende meravigliosa.
Quindi no, niente "108 saluti al sole con la foto del presidente alle spalle"ma resistenza, accanto a chi in questa terra che amo tanto, sta dalla parte giusta, quella dell' uguaglianza e della convivenza, della complessità e della permeabilità.
Si pratica ovviamente, come ogni giorno, con gratitudine, e mai solo per sé stessi.
Contro ogni cosa che puzzi di fascismo. Ovunque.

I ritiri, quelli wild e bellissimi.Persone sconosciute, una baita tra i boschi, yoga, meditazione, trekking in paesaggi ...
17/06/2024

I ritiri, quelli wild e bellissimi.
Persone sconosciute, una baita tra i boschi, yoga, meditazione, trekking in paesaggi belli da commuovere, poche comodità ma TANTA presenza.
E in fondo tolto molto di ciò a cui si è abituati ci si rende conto che non manca nulla... quanta bellezza...

Quando ti manca l’aria

non pensare ai boschi

pensa come i boschi

trema ma senza sgomento

assisti al passaggio

accogli tutto

aspetta

Emiliano Cribari



Tornare a studiare in università quando hai più rughe ma anche più consapevolezza di un tempo, è una cosa che davvero no...
15/03/2024

Tornare a studiare in università quando hai più rughe ma anche più consapevolezza di un tempo, è una cosa che davvero non avrei mai immaginato potesse piacermi così tanto.

E se tralascio i "signora" e il fatto che prendono tutti appunti tipo Tom Cruise in minority report mentre io sfoggio post It e fogli di carta rigorosamente a quadretti o righe indiane, devo dire che è un'esperienza bellissima in ogni suo aspetto.

Quello che un tempo avrei cercato di evitare perché " mica è in programma" ora è quella cosa che "però aspetta fammi vedere un po' questa/o che dice in proposito", o " contestualizzare sta citazione"...

Se laVale di 20 anni fa incontrasse laVale di oggi allo stesso esame chissà cosa si direbbero?

L' unica cosa certa è che entrambe apprezzavano e apprezzano i messaggi sui muri dei bagni, ho sempre avuto la passione per ciò che è così urgente, impellente da venir detto sul muro di qualunque bagno.
I bagni raccontano tantissimo.

Oggi questa piastrella del dipartimento di antropologia era particolarmente feliciona.

E io pure

PS: cmq il citato film è del 2002 ... Come la maggior parte de* mie* compagn* di corso.
Mi merito del "voi" , manco del "lei"

Tra le biblioteche e le librerie bisogna solo fare attenzione a non perdersi via giornate intere.Il Kerala ha una ricca ...
21/01/2024

Tra le biblioteche e le librerie bisogna solo fare attenzione a non perdersi via giornate intere.

Il Kerala ha una ricca e raffinata produzione letteraria interna che però ha diffusione nel resto dell' India, quindi molto è tradotto in inglese

Questi libri invece sono degli interessanti punti di vista su alcuni temi a me cari :

1 la condizione della donna in India nello specifico rispetto a delle espressioni della tradizione più antica e conservatrice del mondo induista che la vedono Sati immolata sulla pira del marito defunto, o eliminata appena nata in attesa dello sperato figlio maschio. Un libro datato ( scritto i primi anni 90, quindi da tenere in considerazione il gap)ma interessante spunto per esplorare un cambiamento e messa in discussione di costumi ancora in corso,( visto per altro dagli occhi di una indiana londinese che quindi vive questa indagine come un viaggio a doppio senso) per altro libro introvabile nelle librerie.

2 matrimonio tra persone dello stesso sesso nell' India tra tradizione e trasformazione, non l' ho ancora finito quindi mi riservo di scrivere qualcosa dopo 😬

3 Devdutt pattanaik , notissimo divulgatore leggero ma sapiente, decisamente anticonformista di testi della tradizione propone una riflessione sul concetto di qeer cercando nei miti, quelli più universalmente riconosciuti e le tradizioni regionali la conferma che non solo non c'è nulla di strano, ma nemmeno di nuovo o scandaloso: i miti sono molto più q***r di quello che possiamo immaginare

4 una raccolta di 18 racconti deliziosi scritti da donne indiane sparse a vivere per il mondo, con tagli altrettanto diversi

Grazie di cuore, a chi c'era fisicamente e a chi ha donato ma non poteva esserci.A chi ogni giorno si impegna a ribadire...
31/12/2023

Grazie di cuore, a chi c'era fisicamente e a chi ha donato ma non poteva esserci.
A chi ogni giorno si impegna a ribadire l'ovvio, che a quanto pare ovvio non è.
A chi salva fisicamente un essere umano che chiede aiuto
A chi sceglie di stare dalla parte di chi ha bisogno
A chi dedica il proprio tempo a servire l'altro
A chi dedica qualche prezioso attimo
E a chi quando serve esserci cerca e trova il modo, anche un piccolo ma significativo modo , per fare sentire la propria voce. E ribadire la propria posizione.

Quando attorno si fa buio, bisogna essere ancora più luminosi.
DISARMANTEMENTE LUMINOSI

Questo è il mio augurio per me e per tutt* per l' anno che arriva: di cercare, trovare,custodire e migliorare il proprio modo di essere DISARMANTEMENTE LUMINOSI in ogni gesto, in ogni pensiero.

" Tutto ciò che è sulla terra,nella terra e al di sopra di essa sorge da un' unica fonte emanante.
se i miei pensieri, le mie parole e azioni riflettessero la comprensione totale di questa unità io sarei la pace che in questo momento vado cercando"

(Gayatri mantra, da Donna Farhi)


PRATICA ONLINE PER RESQ 31-12 ORE 9.30/10.45Donazione direttamente a resQ euro 15L' ultima pratica di yoga dell'anno vor...
22/12/2023

PRATICA ONLINE PER RESQ
31-12 ORE 9.30/10.45
Donazione direttamente a resQ euro 15

L' ultima pratica di yoga dell'anno vorrei dedicarla, insieme.

A chi spera in un futuro migliore ed è disposto a rischiare tutto per darsi un'opportunità

A chi si impegna ogni giorno per aiutare fratelli e sorelle che ci stanno provando

A chi pensa che non sia nemmeno ammissibile il dubbio in merito al cosa vada fatto...e ritiene sia NECESSARIO FARE LA PROPRIA PARTE.

Per partecipare fai la tua donazione in uno dei seguenti modi poi mandami screenshot per ricevere il link zoom.
Qui in DM o Wazzup 338678336

Per donazione a ResQ:
IBAN:
Banca Popolare Etica
IT21L0501801600000016907305

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ResQ


Perché non fai una foto di natale f**a da usare sui social? Io
16/12/2023

Perché non fai una foto di natale f**a da usare sui social?

Io

Un ritiro, come dice la parola stessa, vuole essere uno spazio in cui ritirare i sensi dal caos del mondo esterno e dall...
08/11/2023

Un ritiro, come dice la parola stessa, vuole essere uno spazio in cui ritirare i sensi dal caos del mondo esterno e dalla vita quotidiana e darsi tempo spazio e strumenti per vedere cosa c'è, se togliamo tutto quel rumore.
Cosa resta?
Che suono fa il bosco se lo ascolto.
Che impatto hanno i miei pensieri se tolgo gli elementi frenetici.
Che sapore ha il cibo se preparato con sacralità e condiviso con piacere di godersi ogni gesto.
Come reagisce il corpo se a scandire la giornata sono le pratiche.

I ritiri sono per me occasione di condividere quell' insieme di situazioni che ogni anno mi rigenerano quando torno in Ashram in India.

E siccome ho scelto di vivere tra i boschi, sui monti, credo che sia importante cercare di accordare bene gli strumenti che si hanno a disposizione, cercando quelli più utili affinché quell'armonia, quella melodia che sa di "ma che bello ritrovarSi" sia uno spartito disponibile in ogni momento.
Basta darsi il tempo, lo spazio e la fiducia.

Per info scrivimi☺️🕉️
🕉️

Varanasi è stata la prima città dell' India in cui, dodici anni fa, mi sono accorta che  c'era qualcosa di per me famigl...
23/09/2023

Varanasi è stata la prima città dell' India in cui, dodici anni fa, mi sono accorta che c'era qualcosa di per me famigliare che mi richiamava forte, visceralmente. La persona con la quale ero(ebbene sì la prima volta non ero da sola!)mi vedeva sgattaiolare tra i ghat all' alba o guidarlo in vicoli bui in cerca di QUEL posto per mangiare che avevo adocchiato durante il giorno e non capiva come potessi essere così a mio agio in quel disordine che a tratti sembrava delirante.
La città è cambiata molto in questi anni e lo sono anche io, così come è maturato e mi si è chiarito il mio rapporto con l'India, la mia gratitudine, il mio desiderio di conoscere e comprendere la terra che è madre del percorso che ho scelto per la mia vita, sia personale che lavorativa.
Ma è rimasta con Benares quell' intimità, quella sensazione come di arrivare a casa di un parente stretto o un amico storico e poter "sbragare", confidarsi anche senza parlare, senza vergogna senza paura di giudizio. Non ci sono convenevoli, programmi, tempo...solo lasciarsi andare, perdersi, nei vicoli, nelle emozioni, nel rumore, nelle immagini scomode, in quelle sacre, nella profondità di un momento luminoso e nell' acidità di uno pesante e grottesco.
Perché Varanasi ha qualcosa di onirico, incontrollabile e senza filtri che insegna senza che ti accorga di cosa ti stia dicendo, come se riportasse alla memoria qualcosa di sepolto.

Shiva, Ganga Maa, entrambi presenti, potentissimi.

E poi tanti tanti tanti gesti gentili, sorrisi, incontri e chiacchiere, a parole o sguardi tra un chai e una puja al tempio.

E cmq i tramonti sui tetti vista Gange sono spettacolari nonostante le bande di scimmie.
Però nemmeno una foto f**a sui tetti per colpa loro, solo il video di me malaticcia e spelacchiata che vedo la Ganga la prima mattina.

Fashion as usual

C'è un tempio che amo più di tutti a Varanasi,  è uno dei più antichi, sopravvissuto quasi indenne, si trova in cima al ...
21/09/2023

C'è un tempio che amo più di tutti a Varanasi, è uno dei più antichi, sopravvissuto quasi indenne, si trova in cima al Kedar ghat ed è tempio "vivo", vibra di partecipazione e a giudicare dal numero di persone che vi operano gode di buona salute economica.
Oggi ci sono tornata dopo 3 giorni in cui mi sono mossa pochissimo perché non stavo bene.Sono arrivata, mi sono seduta accanto ad un giovane pandit che recitava i veda ad alta voce e sono stata lì un paio d'ore, un po' ad occhi chiusi ma anche molto, moltissimo, osservando. Amo i rituali, sono una cosa che mi attrae in generale e forse capirci qualcosa è la ragione per la quale mi sono rimessa a studiare.
Ma poi al di là della voglia di conoscere, ce ne sono alcuni (e mica tutti)in cui non assisto ma partecipo, perché non è curiosità bensì trasporto, non è fascino dell' esotico ma fede.
In questo tempio torno perché sento che devo tornare a pregare, perché ne esco più leggera, con gli occhi brillanti.
E lo scelgo senza nessun dubbio, ogni volta.
Forse oggi ho capito come mai.
Mi sono resa conto-o almeno così lo sento-che questo tempio più di altri qui(oh è una città meta di milioni tra pellegrini ma pure turisti) è pieno di persone che vengono a pregare, a recitare, a meditare, molto più che solo x vedere le cerimonie. Al di là del rituale comunitario , importante e sentito tanto quanto quello domestico, qui c'è proprio chi viene come a trovare un amico. A qualsiasi ora.E dà vita al proprio di rituale,simile agli altri ma intimo, speciale.
Ti lavi i piedi e le mani, prendi un'offerta di fiori se vuoi, qualche rupia,o anche nulla,ti siedi con la Ganga alle spalle, il toro Nandi a guardia del linga di pietra, e stai lì, ma mica importa a fare cosa.Qualche bambino rumoroso, qualcuno che recita, qualcuno medita, molti si fermano davanti a qualche statua nascosta e la baciano, le sussurrano qualcosa, la ricoprono di fiori o la lavano e ravvivano il fuoco che davanti c'è sempre, anche minuscolo magari. E poi quando è ora inizia il richiamo e allora le gestualità si uniformano per la durata della rumorosa cerimonia per poi ridisperdersi, con la fronte rigata di vibhuti(quella cenere bianchina in foto)ciascuno col proprio rituale.

Varanasi è una città potente, disarmante. E il crocevia tra la terra e il divino, dimora  di Shiva per eccellenza, nella...
19/09/2023

Varanasi è una città potente, disarmante.
E il crocevia tra la terra e il divino, dimora di Shiva per eccellenza, nella quale ve**re a morire libera dal Samsara È meta millenaria di pellegrini in cerca di assoluzione, illuminazione, liberazione, benedizione, un luogo senza tempo o forse che È il tempo stesso.
E in quel tempo senza tempo se si ha pazienza si può iniziare a vedere la realtà intrisa di mito ma si deve accettare di lasciare dissolversi le proprie certezze e convinzioni. Gli occhi, il corpo fisico e non solo quello accusano l' ambivalenza di vicoli che attraggono e respingono allo stesso tempo, la sacralità in ogni angolo e l' umanità che ci scorre dentro feroce e materiale alla ricerca di punti di contatto.
Ogni volta che ci torno è diverso, ogni volta sempre più in profondità, ogni volta mi stacca di dosso un pezzo, per mostrarmi l'interno.

Ancora qualche giorno, con i ritmi che sono quelli in cui devo stare. E si sa, Shiva accoglie ogni cosa di se gli si voglia o possa donare, e come sempre trova il modo di ricordare ciò che conta davvero e di mostrare ciò che possiamo lasciare andare di noi, perché ci incatena ad un' idea limitante.

E invece è tutto spaventosamente più grande di così.

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