15/03/2026
Il 15 marzo invita a riconoscere la complessità dei DCA: non solo sintomi, ma storie, relazioni, identità in cerca di voce. In questo contesto il counseling può offrire:
• uno spazio sicuro, dove la persona non deve difendersi né giustificarsi;
• un ascolto non giudicante, che permette di nominare emozioni spesso taciute: vergogna, paura, controllo, ambivalenza;
• una relazione che restituisce dignità, perché chi soffre non è definito dal disturbo ma dalla sua umanità;
• un accompagnamento alla consapevolezza, che non sostituisce la cura clinica, ma la integra sostenendo motivazione, autocomprensione e capacità di chiedere aiuto.