07/04/2026
Pasqua è sinonimo di Rinascita,
ma cosa deve rinascere?
La dieta inizia sempre il lunedì o con l'arrivo della primavera, i buoni propositi con l'inizio dell'anno nuovo e i nuovi progetti con la fine delle vacanze estive e il rientro nella routine autunnale.
E così anno dopo anno, ripromettendoci di essere più buoni, più magri e performanti, più evoluti o più realizzati, la vita ci scorre tra le mani fino alla sua beffarda conclusione che ridendo ci dira':
"bene per il nuovo viaggio oltre la vita, deposita tutto ciò che hai accumulato, perché tutto appartiene a madre terra e qui resterà, compreso il tuo corpo".
Eppure continuiamo a affannarci a risolvere problemi e ci dimentichiamo la cosa più importante, l'unica grande verità:
Non siamo qui per risolvere ad uno ad uno i nostri problemi, ma per scoprire che nella strada che intraprendiamo per risolverli, possiamo cambiare il nostro stato di coscienza fino a entrare proprio qui e adesso nel tanto atteso regno dei Cieli.
Cambiare stato di coscienza significa vedere la bellezza laddove fino a un attimo fa non eravamo in grado di scorgerla.
Ricordiamoci che la parola Pasqua deriva dall’ebraico Pesach (פסח) e richiama l’idea del “passare oltre”, facendo riferimento alla narrazione biblica in cui il popolo ebraico guidato da Mosè fuggì dalla schiavitù in Egitto per tornare a essere un popolo libero.
Quindi il primo compito a cui siamo chiamati è appunto smettere di essere schiavi di tutto ciò che ancora ci governa, che siano vicoli esteriori e materiali o comprese le nostre emozioni e i nostri pensieri.
Ma poi arriva il Cristianesimo,
e qui la parola Pasqua viene associata al concetto di rinnovamento e fa riferimento alla crocifissione e soprattutto alla resurrezione di Gesù.
Siamo invitati quindi a spogliarci di ogni attaccamento fino a rinunciare a quello più radicale: la vita stessa.
Entrambe queste festività si celebrano poi nel periodo dell'anno un cui la natura torna a produrre la sua abbondante rinascita, attraverso fioriture e nascite di cuccioli, ricordandoci che trasformazione e resurrezione sono l'essenza stessa della Vita.
La psicologia spesso ci invita a trovare dei buoni motivi per vivere,
ma la vera spiritualità ci spinge più in là, chiedendoci non tanto cosa ci tenga in vita,
ma per cosa saremmo disposti a morire.
Fare questo passaggio significa trovare il senso della vita dentro la sua stessa impermanenza.
Se smettiamo di lottare per la vita, un po' alla volta smetteremo di farlo anche per raggiungere tutti questi nostri obiettivi che dovremo abbandonare con la morte stessa.
E solo allora potremo iniziare a vedere Chi siamo:
Spirito che osserva la danza della Vita.
E ogni esperienza, ogni obiettivo, ogni conquista, ogni ostacolo, ogni perdita, ogni dolore, a ben guardare, sono solo passi di questa danza che permette la continua espansione di coscienza verso Amore e Bellezza.
Se ci arrendiamo alla Vita e abbandoniamo il nostro ostinato bisogno di controllarla, e ci limitiamo a farci lavorare da Essa come fa l'acqua con la pietra,
non avremo più paura di nessun ostacolo,
perché finalmente vedremo che potrà portarci via solo spigolosità superflue, rendendoci giorno dopo giorno un'opera d'arte sempre più in armonia con la bellezza dell'universo.
Perché scrivo oggi della Pasqua se è già passata da due giorni?
Perché se il rito Pasquale lo abbiamo davvero compreso,
sarà proprio oggi,
al rientro dalle feste,
che saremo chiamati a ricominciare ancora una volta il nostro instancabile lavoro di Risveglio 😊