15/04/2026
Non ci voleva l’ennesima rissa per capire che il problema esisteva già. Questa situazione l’avevamo già segnalata e denunciata da tempo. Lo avevamo detto chiaramente già nei nostri post precedenti. Già dal 30 marzo noi avevamo posto il problema, quando abbiamo richiamato l’attenzione sui primi episodi di risse, tensioni e problemi che coinvolgevano gruppi di ragazzi. Purtroppo, i fatti successivi hanno confermato che non si trattava di casi isolati: ad Arezzo si sono susseguiti altri casi di violenza che coinvolgono i più giovani, con interventi delle forze dell’ordine e un clima di crescente preoccupazione. Oggi qualcuno “cade dal pero”. Noi no.
Avevamo avvertito prima che la situazione stava peggiorando.
Avevamo chiesto un maggior controllo prima che il fenomeno crescesse.
Avevamo sollecitato interventi e la presa di provvedimenti ancor prima che si arrivasse all’ultimo fatto grave.
Adesso non servono minimizzazioni, né silenzi, né parole. SERVONO FATTI. Serve prendere atto della realtà e intervenire con serietà:
• Maggior controllo del territorio comunale;
• Più prevenzione;
• Più attenzione ai luoghi della movida e dell’aggregazione giovanile;
• Più responsabilizzazione dei giovani aretini.
Non possiamo più ignorare il problema. Quando certi segnali passano in secondo piano, a pagare il conto poi è tutta la comunità.
Arezzo non può e non deve essere considerata una città pericolosa.