Loretta Claudia Guglielmi - Personal Change Coach & Pranoterapeuta

Loretta Claudia Guglielmi - Personal Change Coach & Pranoterapeuta ☯ Metodo 'OLTRE' per Ritrovare uno Scopo Vero
🎯 40-50enni bloccati in un Lavoro senza più Stimoli
💝 E se ti stessi solo autosabotando?

Scrivimi in privato per ricevere il quiz gratuito 💬
📜 Professionista DBN accreditata R.E.O.O. Sono un Personal Coach che accompagna allAutorealizzazione chi vuole rivoluzionare vita o lavoro. Un percorso completo e intensivo per trasformare passo dopo passo il "vorrei, ma..." e il non ci riesco in "io posso", per conquistare la Vita che meriti. I tuoi Demoni interiori, la Vocina dentro che ti dice

"Non si può fare, è troppo rischioso, rimani dove sei", possono diventare i tuoi alleati più potenti e i tuoi più grandi Fan. Non solo Mindset: quella Voce si nutre dei tuoi condizionamenti, del tuo stress, delle tue emozioni, della storia che ti ha insegnato che i sogni sono per bambini. Se non rilassi il corpo, non puoi avere emozioni e pensieri equilibrati. Se la paura è forte, non puoi pensare lucidamente. E se la mente crede che tu debba stare ferm@, il Vero Sé che vuole emergere e dare un senso alla tua Vita non può parlare. Ma noi ci rivolgeremo a tutte le sfere del tuo Essere anche con il riequilibrio somato-emozionale, per sintonizzarle su un'unica frequenza, e allora il Cambiamento sarà possibile. Professionista ai sensi della L. 4/2013 accreditato R.E.O.O.

Non si tratterà più di cambiare lavoro, fra un po’.Si tratterà di ritrovare un’identità professionalein linea con l’iden...
08/05/2026

Non si tratterà più di cambiare lavoro, fra un po’.
Si tratterà di ritrovare un’identità professionale
in linea con l’identità e le qualità personali,
che rispecchi chi siamo davvero.

Unici, necessari per chi siamo e come siamo.

Si tratterà di definire un vero ruolo, non più una mansione,
che possa traghettarci nel lavoro del futuro.

E allo stesso tempo restituirci passione,
ridare un senso a ciò che facciamo.

Si tratta oggi di trovare quel nostro talento umano
che la tecnologia la guidi
- e non parlo (solo) di soft skills.

Potenzialmente, potrebbe trattarsi di una rivoluzione.
E potrebbe portare
i supermanager tossici
che campano dei meriti altrui
a non avere più niente da dare,
e le vere capacità ad emergere,
al loro posto.

Non accadrà domani. Ma neanche fra tanto.

E per riconnettersi con se stessi
dopo anni di adattamento,
per trovare il ruolo perfetto
e la direzione più giusta per noi,
non ci vuole un giorno.

Ma nemmeno un percorso eterno.

Bastano pochi mesi col metodo giusto.
Purché tu ti metta in gioco
e scommetta su di te, davvero.

Tu non trovi che il momento perfetto
per fare questo primo passo sia proprio ora?

06/05/2026

😱 “Ok… ma quindi quando succederà davvero?”

Oh, già ora.
Solo che non fa rumore.

Succede quando entri in riunione e senti, anche solo per un secondo, che domani potresti non essere più indispensabile.
Non perché non vali.
Ma perché quello che porti oggi… inizia a essere replicabile.

E questa cosa spaventa più di quanto si dica.

Non per il lavoro in sé.
Ma per ciò che quel lavoro rappresenta.

Chi sei.
Il tuo posto nel mondo.
Il fatto di non essere “messo da parte”.

🤖 E allora scatta la reazione intelligente: aggiornarsi.
Nuovi tool, nuovi corsi, nuove competenze.

“Ridefinire i ruoli”, lo chiamano.

Giusto.
Talmente giusto che rischia di tenerti in superficie.

Perché mentre migliori quello che fai…
continui a evitare una domanda molto più strategica:

se domani il tuo ruolo cambiasse radicalmente, tu sapresti ancora dove andare?

🧩 Qui non stiamo più parlando di IA.

Stiamo parlando di identità.
Di direzione.
Di quella sensazione sottile di essere finito su un binario che non hai scelto fino in fondo… e che adesso potrebbe anche finire.

E no, non ne trovi un altro (solo) con il “reskilling”.
Non è questione di competenze.

🌱 Le persone che stanno già preparandosi al futuro fanno qualcosa di diverso.

Scendono più in profondità.

Vanno a vedere dove il loro modo di decidere, leggere le persone, dare direzione… non è replicabile.
E da lì ricostruiscono un’identità pro che non dipende più solo da cosa sanno fare. Ma da come.

Una posizione in cui la tecnologia lavora per loro, non al posto loro

Ma questo cambio non avviene “capendo di più”.
Perché certe paure non stanno nella testa come pensiamo.

🔍 Se questa cosa ti ha toccato più di quanto ti piacerebbe… fermati un attimo lì.

Segui il profilo.
Qui non si parla di sopravvivere al cambiamento.

Si parla di trovare il tuo posto in un mondo che cambia — senza più sparire dentro.

Il Diavolo Veste Prada 1 non è un film sul lavoro.È un film su come ci si perde dentro un lavoro.E la cosa interessante ...
04/05/2026

Il Diavolo Veste Prada 1 non è un film sul lavoro.
È un film su come ci si perde dentro un lavoro.

E la cosa interessante è che non è cambiato molto da allora.
È cambiato solo il linguaggio: oggi parliamo di work-life balance, talento, purpose, burnout, job satisfaction.

Ma sotto, la scena è spesso la stessa:
persone intelligenti che iniziano a funzionare benissimo…
e a sentirsi sempre meno loro. Finché non funziona più nulla.

Il punto non è scegliere tra “restare” o “scappare”.
Quella è una semplificazione che ci viene quando siamo sfiniti.

Il punto vero è un altro:
quanto di quello che fai ogni giorno è allineato a ciò che sei davvero?

E ne è valsa la pena, in un’era in cui anche il posto di lavoro più sicuro potrebbe essere rimpiazzato da un’IA?

Perché il rischio non è la scelta sbagliata.
È la scelta poco lungimirante. Oggi, scegliere il proprio talento non è più un capriccio o una favola Hollywoodiana: è strategia a lungo termine.

Si parla ancora molto di competenze.
Ma le competenze si aggiornano. Sono rimpiazzabili
L’identità no. Il come sai fare quelle cose che pochi sanno fare altrettanto bene: questa sarà la nuova identità professionale.

Se questa cosa ti risuona anche solo un po’,
non serve fare rivoluzioni.

Serve iniziare a rimettere a fuoco una domanda più semplice (e più saggia):

👉 “In cosa, io, funziono in modo naturale?”

Da lì puoi creare un piano smart per il tuo futuro, senza salti nel vuoto.

Se vuoi, posso condividere con te un mini test di 5 minuti che uso spesso per aiutare le persone a chiarirlo.
Non è un quiz motivazionale: è più un piccolo specchio.

💬 Scrivimi in privato oppure nei commenti,
e te lo mando senza complicazioni, né dati da lasciare in ostaggio.

30/04/2026

Paolo, 36 anni. Operaio specializzato da sempre. Un mutuo, una casa conquistata.
Ed è una gran testa: podcast, libri, vuole capire come funziona il mondo. E parlarne, con la gente giusta.

Sente da sempre che ha dentro molto di più.
Da quando ha cambiato azienda, poi, si annoia. Da morire.
Se prova a migliorare un processo, gli dicono: “Anche meno”.

Poco a poco si avvicina al burnout.
Mollare tutto? Magari. Ma perderebbe tutto.
Eppure il corpo chiede di cambiare lavoro. Lo spirito, di poter essere più autonomo.

Vendere? Esporsi? “Non sono abbastanza”.
E il mutuo, poi?

Allora fa un’altra cosa. Invece di saltare nel vuoto, fa un atto di coraggio calcolato: investe su di sé.
Per capire: qual è il mio talento vero? Dove altro posso stare senza spegnermi? A che scopo sono fatto così?

Oggi si forma come promoter per un’altra azienda.
Senza mollare la fabbrica. Lo farà quando fattura bene.

Tre mesi fa, una presentazione a 10 persone? Avrebbe mollato.
Cosa è cambiato?

Che Paolo ha ri-scoperto di saper coinvolgere, entrare in empatia, leggere la stanza.
Dov’era, era “troppo”. Dove sta andando, se la gioca.

Come l’ha reso semplice?
Un coach. Uno specchio giusto in cui guardarsi. Un piano che lo fa sentire al sicuro.

Cosa l’ha reso più fluido e veloce?

Un lavoro parallelo sulla sua energia. Quella cosa dei chakra.
La carica per ti**re avanti dov’è, finché servirà.

Non ci credi? Ci sta.
Ma intanto succede. Ai curiosi come Paolo.

Anche tu hai lavoro che non senti più tuo, paura del cambiamento, voglia di dare un senso a ciò che fai tutti i giorni — e sei curioso/a? Sul mio profilo trovi altre storie vere.

28/04/2026
❓ Quante volte ti sei adattato/aper non sentirti dire che sei “too much”?💣 Il problema non è quello che sei.È come hai i...
24/04/2026

❓ Quante volte ti sei adattato/a
per non sentirti dire che sei “too much”?

💣 Il problema non è quello che sei.
È come hai imparato a trattenerlo.
È non esserti ancora dato/a il permesso di canalizzarlo nella cosa giusta.

❣ Quindi se vuoi cambiare lavoro, non è noia.
È talento che non sta trovando spazio.

E quando un talento non si realizza…
quel posto non rimane libero.
Viene preso da qualcun altro.
Che spesso lo occupa molto peggio.

⏹ Se qualcosa dentro di te si accende leggendo questo, fatti sentire.

💬 Racconta nei commenti in cosa ti dicono che sei “troppo”. Basta una parola
Qui non sei l’unico/a “troppo” in circolazione: ritroviamoci.

15/04/2026

🧩 “Ma davvero è tutto qui?”
Te lo chiedi mentre sei in call e annuisci come i pupazzetti sul cruscotto… solo che dentro sei da tutt’altra parte.
E non è successo ieri.
È una roba che si è infilata sotto pelle pian piano.

💼 Let’s face it.
A un certo punto hai fatto pace con l’idea che il lavoro è quello che è.
Si piglia lo stipendio, si va avanti. Fine della favola.
Solo che non vissero felici e contenti… qualcosa manca. E se provi a cercarla, ti sfugge. In fondo è tutto normale, no?

⚠️ Eppure questa “normalità” ha un piccolo prezzo:
non ti ammazza… ma ti spegne.
La sensazione non timbra alle 18, te la porti dentro ovunque.
Relazioni, energia, la testa che non si ferma mai o, al contrario, non parte più come prima.

🔍 E qui il punto che potrebbe sorprenderti.
Quella domanda — “ma è tutto qui?” — non è capriccio, non è crisi di mezza età, non è che “ti lamenti troppo”. Se dopo i 40 ti tormenta come “Cos’è Matrix?” tormentava Neo… è normale.
E' solo l’umana natura.
Un segno di maturazione.
Ed è tipo la spia della benzina: puoi anche coprirla, ma il carburante sta comunque finendo.

✨ Il problema è che si pensa che l’unica alternativa sia mollare tutto e buttarsi nel vuoto.
E così si sta fermi.
In quel limbo dove non stai male abbastanza per cambiare… ma nemmeno bene abbastanza per restare.

Good news: esistono modi molto più smart (e meno kamikaze) per capire cosa ha senso per te oggi, e come muoverti senza far saltare per aria la stabilità.
Ma soprattutto per lavorare su quella sensazione alla radice, non solo a livello mentale — perché diciamocelo, a pensarci siamo già campioni olimpici.

✨ Ho visto persone passare da “mi tengo sto lavoro fino alla pensione” a “ok, forse posso costruire qualcosa che mi somiglia davvero”, anche in poco tempo… e senza poi fare mosse folli per questo.
Ma smettere di ignorare quella domanda può fare la differenza, fra una seconda metà della vita che merita sotto ogni aspetto, e un’apatia che rischia di diventare burnout, con conseguenze importanti, non solo per te.

👉 Inizia seguendomi.
Trovare il tuo scopo non costa nulla. Far finta di niente sì. E cosa fare dopo sarà sempre una scelta.

A 40-50 anni cambiare non è come a 20, soprattutto cambiare lavoro, siamo d'accordo.Ma alle spalle abbiamo tanti cambiam...
11/04/2026

A 40-50 anni cambiare non è come a 20, soprattutto cambiare lavoro, siamo d'accordo.

Ma alle spalle abbiamo tanti cambiamenti che ci hanno allenato, quando davvero la Vita chiama a cambiare.

Siamo diventati da compagni a mariti e mogli, o da adulti a genitori. Da affittuari a proprietari di una casa, o da impiegati a middle manager, o da dipendenti a lavoratori in proprio.

Abbiamo più responsabilità, ma anche più esperienza e spalle più larghe. Abbiamo la giusta cautela e la capacità di fare le cose con la testa.

E abbiamo ormai la sensibilità di capire che quando è troppo è troppo. Paghiamo il conto dell'aver iniziato a metterci per ultimi nella lista delle priorità, ad un certo punto. Ne parliamo a ogni cena fuori, a ogni serata in compagnia.

Ma ci siamo rassegnati al fatto che siamo tutti su questa barca. Che a questa età, la vita è portare le responsabilità come un giogo e sopportare qualsiasi cosa per poterle sostenere. A volte fino a scartare anche i cambiamenti realmente fattibili senza salti nel vuoto.

Per paura del cambiamento, come se non ne avessimo sostenuti altri prima (e anche brillantemente)? O per paura di uscire dal club delle persone considerate responsabili?

Perché se senti un fastidio allo stomaco nel leggere queste parole, allora una parte di te ha capito che la frustrazione ti sta facendo male, non solo dentro. Ha capito che proprio per sostenere le tue responsabilità in modo duraturo ti servirebbe ritrovare anche soddisfazione e un senso di scopo.

Il fastidio è quella parte di te che si ribella a un'idea di responsabilità che... inizia a non avere più senso :-) E combatte contro ciò che ti hanno detto essere "da gente responsabile".

Se quel fastidio ti punge, puoi scrivermi in DM. Ti aiuto a capire se il cambiamento che vorresti è da persona responsabile verso se stessa E verso gli altri.

30/03/2026

😶 “Senza di me non saresti nessuno.”
Non te l’ha mai detto così, chiaro e pulito.
Però ogni volta che provi anche solo a immaginarti in un nuovo lavoro… quella frase la senti lo stesso, vero?

🤏 E allora fai quello che faremmo tutti: ti metti in discussione.
Magari ha ragione. Magari sei tu che non sei abbastanza pronto/a. Magari fuori è peggio.
E così stringi i denti, lavori di più, dimostri di più… sperando che prima o poi quella sensazione di essere “al posto giusto” arrivi.
Il problema è che di solito non arriva. E DI CERTO non perché non sei abbastanza.

🧠 Permettimi di fare la domanda chiave.
Se davvero lui/lei fosse così sicuro/a del tuo “non valere abbastanza”… perché continuare a ricordartelo, anche se indirettamente?
Non è che, forse, quella sicurezza serve più a lui/lei che a te?
Non è che tenerti nel dubbio è il modo più semplice per non rischiare di perdere qualcuno di valore, e che gliene venga chiesto il motivo?
Perché un leader sano e sicuro… non ha bisogno di convincerti che senza di lui/lei crolli.

🔍 Il punto non è diventare più forte per resistere.
Il punto è iniziare a guardarti con uno sguardo che non sia contaminato dalla “sua” tossicità.
Uno sguardo esterno, lucido, che non distorca l’immagine che hai di te.
Quando la vedi anche tu, non devi più convincerti di valere… inizi semplicemente a sapere che la storia che ti sta raccontando non è la tua.

🚪 Non tutti poi cambiano lavoro. Non tutti lo fanno subito
Ma tutti, finalmente, smettono di sentirsi “in debito” verso chi li ha fatti dubitare di sé.
E da lì, restare o andare diventa finalmente una scelta. Non una reazione.

👉 Se vuoi arrivare a quel punto — quello in cui muore la domanda “ma sarò abbastanza?” — seguimi.
Capiamo come puoi ricordarti chi sei… e scegliere la tua strada di conseguenza.


NON È CHE NON SAI CHE LAVORO FARE.È che non ti riconosci più in quello che fai, e non vuoi sbagliare un’altra volta.⏳️ A...
27/03/2026

NON È CHE NON SAI CHE LAVORO FARE.
È che non ti riconosci più in quello che fai, e non vuoi sbagliare un’altra volta.

⏳️ A 40+ non cerchi “un altro lavoro”.
Cerchi di dare un senso a tutto quel tempo, che altrimenti ti sembra rubato alla tua vita. 

☯️ Vuoi fare qualcosa che ti rappresenti. Che non ti svuoti. E che sia in equilibrio con tutto il resto, con tutte le tue priorità.

🔥 Per forza non lo trovi partendo da:
esperienze, skill, competenze.

Lo trovi partendo da chi sei.
Da quel tuo modo di fare le cose, da quel tuo modo unico di vederle, che continua a emergere, anche dove non dovrebbe...

💪 È lì che smetti di adattarti, e riprendi il potere di scegliere davvero. Perché non ti limiti più chiedendoti “se sarai abbastanza”. Sai che sarai semplicemente perfetto/a dove c’è bisogno di te, e inizi a fiutare qual è il posto giusto al primo colloquio. O quando pensi a quel sogno nel cassetto...

Indirizzo

Arzignano

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Loretta Claudia Guglielmi - Personal Change Coach & Pranoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Loretta Claudia Guglielmi - Personal Change Coach & Pranoterapeuta:

Condividi