Dott.ssa Sonia Rivela Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

Dott.ssa Sonia Rivela Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale Il primo passo verso la felicità è prendersi cura della propria anima.

11/03/2024

Oggi ho deciso di raccontarvi una storia diversa, su una cosa personale che non vi avevo mai detto.
Trovate il video su Barbascura eXtra

16/10/2021

BAMBINI DELLA SCUOLA PRIMARIA CHE GUARDANO “SQUID GAME”

“Sono un'insegnante di scuola primaria con 2 classi quinte. In questi giorni è venuto alla luce la visione da parte di gran parte dei miei alunni della serie SQUID GAME visibile su una piattaforma che trasmette principalmente serie televisive. Ho trascorso 2 giorni a colloquiare con i miei alunni per capire come lo avessero conosciuto, come e con chi lo avessero visto e il tipo di emozione o motivazione che suscitava in loro. La trama è la costrizione di persone povere, emarginate e problematiche si giocare a 6 giochi (tra cui 1,2,3 stella): la pena per l'errore del gioco è la morte attraverso delle bambole che uccidono gli sconfitti. La serie è coreana e la visione è in lingua originale con i sottotitoli. Durante la ricreazione li vedo spesso giocare a 1 ,2, 3, stella simulando la squalifica dei compagni con il gesto della pi***la. E io che fino a poco tempo mi ero quasi commossa nel vederli giocare in gruppo a dei giochi dei vecchi tempi. Solo ora traggo l'amara realtà”.

Questo è uno dei tanti messaggi che ho ricevuto in questi giorni da parte di adulti preoccupati perché bambini della scuola primaria sono diventati spettatori fedeli della serie televisiva “Squid Game”. Io non l’ho vista. Quindi sto parlando di qualcosa che non conosco, ma di cui ho letto molto. So che la serie è incentrata su adulti coinvolti in un torneo di giochi tipici dell’infanzia, per cui riceveranno cospicui premi in denaro. Però se vengono sconfitti, saranno uccisi. La serie è sconsigliata a chi ha meno di 14 anni, ma l’evidenza di moltissimi docenti ed educatori è che sia entrata nelle preferenze e nelle scelte di visione di molti bambini e bambine, ragazzi e ragazze preadolescenti. La violenza della serie è anche graficamente molto “spinta” ed esplicita: quando si viene uccisi, schizza sangue dappertutto. Gli insegnanti dicono che i bambini ci ridono su e si tranquillizzano vicendevolmente dicendosi “tanto non è sangue vero, è sugo di pomodoro”. In molti hanno chiesto che io commentassi tutto ciò.
Non posso che riprendere ogni singolo concetto espresso nel nostro libro “Vietato ai minori di 14 anni” (De Agostini ed.): quando sei bambino/a o preadolescente la tua mente non è in grado di gestire la complessità di alcune esperienze a cui puoi avere accesso, ma per cui non possiedi competenze emotive-cognitive di rielaborazione e integrazione dentro di te. E’ qualcosa di cui noi genitori dobbiamo essere assolutamente consapevoli. Altrimenti nella vita dei nostri figli entra il peggio e nella loro mente, dimensioni ed esperienze che hanno significati e risvolti emotivi enormi (la vita e la morte lo sono; la violenza fine a se stessa lo è; il gioco che si trasforma in esperienza per vincere soldi o per subire la morte lo è) si depositano in modo caotico e disorganizzato. Potendosi anche trasformare in esperienze traumatizzanti, ovvero che il soggetto non riesce a gestire nella propria psiche. E perciò ne rimane disturbato e impattato. Bambini che guardano “Squid game” e poi ne simulano le azioni nel loro gioco durante l’intervallo scolastico forse stanno semplicemente imitando ciò che hanno visto. O forse ci stanno comunicando che dentro di loro è entrato “qualcosa” che devono buttare fuori, perché non sanno dove metterlo. Il gioco è il loro modo per tentare di farlo. Ma il gioco non fa miracoli e certe cose possono “tatuarsi” nella loro mente e da lì non uscire più. Come psicoterapeuta, rimango tuttora colpito da quanti pazienti adulti mi hanno raccontato di non aver mai superato la traumatizzazione conseguente a certi film dell’orrore visti da bambini o adolescenti; primo fra tutti ”L’Esorcista”. La problematicità sta nel fatto che certi contenuti non vengono “metabolizzati” quando la mente non ha le competenze per riuscire a farlo. E la mente dei bambini e dei preadolescenti non è in grado di metabolizzare i contenuti di una serie come “Squid game”. Anche se non l’ho vista, per tutto ciò che ho letto di questa serie e per il mestiere che faccio questa cosa la posso affermare con certezza.
“Vietato ai minori di 14 anni” non è un messaggio che reprime la crescita: in casi come questi la protegge, la sostiene e la promuove. E forse noi adulti dovremmo smetterla di affermare “ a priori” che è “vietato vietare”, la cosa più frequente che mi sono sentito dire in quest’ultimo mese, dopo che è uscito il nostro libro che ha osato mettere questo verbo nel titolo. Dovremmo fare una lunga riflessione su quanto è tossico l’ambiente in cui stanno crescendo i nostri figli, ma soprattutto su quanto siamo diventati fragili noi adulti nel fare il nostro mestiere di adulti. Adulti con la A maiuscola non permettono ai bambini di vedere “Squid game”. E in una società civile si dovrebbe fare di tutto perché ciò non avvenga. Altrimenti l’unica cosa che succede è che qualche adulto ci pensa su solo dopo aver letto un post come questo su un social network. Che è appunto un singolo post in mezzo a migliaia di altri post, che nello stesso social network, celebrano ed esaltano questa serie tv. Leggete e fate leggere questo messaggio ad altri genitori, se lo ritenete opportuno.

10/10/2021

Ogni anno, il 10 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale, conosciuta a livello internazionale come .

"Visto da vicino nessuno è normale" Franco Basaglia

FASE 2 E PAURA DELL’ALTROLa paura dell’altro, la mancanza di certezze e anche di stabilità, sono ciò che spaventa di più...
28/04/2020

FASE 2 E PAURA DELL’ALTRO

La paura dell’altro, la mancanza di certezze e anche di stabilità, sono ciò che spaventa di più in questo momento storico. Nella fase del lockdown abbiamo vissuto casa nostra come l’unico rifugio sicuro e la nostra mente si è abituata a percepirla come tale, così come la percezione di tutto ciò che è al di fuori della nostra finestra è visto come incerto e instabile. Da ciò è facile percepire un senso di angoscia e per questo la ricerca della nostra identità passa attraverso il bisogno di equilibrio e certezza. Uscendo di casa dovremo certamente affrontare l’assenza di tutte quelle certezze che prima facevano parte della nostra quotidianità e dovremo comunque affrontare una realtà diversa da come l’abbiamo lasciata tre mesi fa. La nostra paura è legata anche al modo in cui abbiamo vissuto il nostro isolamento, chi iperattivandosi, chi ipoattivandosi, chi dissociandosi da ciò che succedeva fuori.
Il mondo è cambiato, siamo cambiati anche noi e saremo capaci di riadattarci più che a riprendere la vita lì dove l’abbiamo lasciata. Il nostro modo di pensare è cambiato e così creatività, intelligenza emotiva e flessibilità ci aiuteranno ad adattarci a ciò che ci aspetta.
Sicuramente è una fase delicata e chiunque abbia bisogno di essere sostenuto non abbia timore nel contattarci e chiederci aiuto.
Anche da lontano si può essere vicini.

Come parlare del Corona virus ai vostri bambini ?? Ecco un modo semplice e adatto Ideato da Explora, il museo dei bambin...
08/04/2020

Come parlare del Corona virus ai vostri bambini ?? Ecco un modo semplice e adatto Ideato da Explora, il museo dei bambini di Roma.

Diffondere la conoscenza è il primo atto di responsabilità ed ognuno, grande o piccolo, è chiamato a fare il proprio dovere. Per far capire meglio cosa sta a...

Condivido pienamente.
28/03/2020

Condivido pienamente.

L'appello: "Come possiamo osannare medici e infermieri se poi li stiamo lasciando soli"

BAMBINI E QUARANTENA In questi giorni mi è capitato spesso di ricevere chiamate e messaggi da genitori preoccupati per g...
26/03/2020

BAMBINI E QUARANTENA

In questi giorni mi è capitato spesso di ricevere chiamate e messaggi da genitori preoccupati per gli effetti che questa quarantena avrà sui loro figli.
Sicuramente, con la chiusura delle scuole e delle palestre, la routine settimanale dei piccoli è cambiata. Se per i più piccoli è difficile capire il pericolo di un virus invisibile per i più grandi invece la questione appare molto più chiara. Proprio i più grandi vedendo gli adulti di riferimento smarriti e impauriti potrebbero entrare anche loro in uno stato di allerta. Per colmare i dubbi dei propri figli suggerisco sempre di misurare e filtrare le informazioni in base sia alle loro richieste sia alla loro età. È necessario evitare che nell’ambiente familiare ci sia un’esposizione prolungata e ripetuta a telegiornali e video inerenti il Covid19.
Risulta comunque importante riorganizzare la quotidianità dei propri figli.

ECCO I MIEI CONSIGLI :

1. Lavarsi e vestirsi (anche se non si esce è importante mantenere questa routine precedente alla quarantena).
2. Stabilire degli orari che scandiscano la programmazione delle attività didattiche
3. Pianificare le attività didattiche.
4. Strutturare dei momenti di pausa
5. Stimolare l’uso corretto della tecnologia
6. Minimizzare qualsiasi potenziale situazione di conflitto
7. Strutturare con i propri figli attività ludico/ricreative

Ricordate che i bambini possono avere molte risorse e il loro desiderio di tornare alla normalità è pari al nostro.
Per tutti i bambini che seguivano un percorso di psicoterapia o di riabilitazione prima della quarantena non esitate a contattare il vostro specialista che saprà sicuramente darvi indicazioni specifiche per ogni singolo caso, in modo da non perdere tutti gli obiettivi raggiunti in ambito terapeutico
Il periodo non è facile, per qualsiasi dubbio contattarmi.

Sostegno Psicologico e Psicoterapia online.Contattami per una prima consulenza GRATUITA.
21/03/2020

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PERCHÉ NON BISOGNA AVER PAURA L’emozione che maggiormente pervade il nostro animo in questo periodo è la paura. Vorrei p...
20/03/2020

PERCHÉ NON BISOGNA AVER PAURA

L’emozione che maggiormente pervade il nostro animo in questo periodo è la paura.
Vorrei provare a spiegarvi perché è importante cercare di sostituire quest’emozione con altre che in questo momento potrebbero essere più funzionali al nostro benessere e persino al nostro sistema immunitario.
La paura è un’emozione primaria che attiva in modo diretto e repentino il sistema neurovegetativo autonomo. e quell’arcaico meccanismo chiamato attacco-fuga. Da ciò l’attivazione a cascata di adrenalina e cortisolo, neurotrasmettitiri rilasciati in caso di stress.
Tutto ciò indebolisce il nostro sistema immunitario esponendoci maggiormente all’azione dei virus come il Covid19

COSA FARE
Ritrovare se stessi e la propria centralità limitando innanzitutto il tempo di esposizione ad informazioni stressanti, (scegliete un solo momento al giorno da dedicare a questo tipo di attività selezionando canali tv e pagine accreditate sui social ).
Ascoltate musica, leggete un libro, createvi nuovi interessi, nutritevi delle relazioni anche a distanza, riassaporate il piacere dell’autenticità dei piccoli gesti che la routine ci ha portato via.
Chiedete aiuto senza alcun timore, confrontandosi e migliorandosi .

Indirizzo

Avellino
83100

Telefono

+393392840215

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