Emmaus - Casa di preghiera

Emmaus - Casa di preghiera Accoglie tutti! Giovani e adulti, laici e religiosi, da soli o in gruppi, credenti o non credenti.

Emmaus accoglie tutti: giovani e adulti, laici e religiosi, da soli o in gruppi, credenti o no in un luogo di pace per riscoprire la bellezza del silenzio, della riflessione e della condivisione fraterna. Emmaus permette una sosta di silenzio, nella preghiera, nella riflessione, nella condivisione fraterna per riscoprire o approfondire i valori fondamentali del Vangelo. Emmaus è aperta ad ogni persone che, nelle inevitabili difficoltà o nei momenti di stanchezza o di indecisione, si è allontanata dall'ideale di vita cristiana e vuole riscoprire l'Amore misericordioso di Dio e la dignità a cui è chiamata. La comunità propone incontri di formazione, preghiera, approfondimento, riflessione...
La comunità è sempre a disposizione di tutte quelle persone che desiderano essere aiutate nel proprio cammino di fede. Riceve gruppi o persone singole che lo richiedono per un'esperienza di preghiera, approfondimento spirituale, esercizi, ritiri...

Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco Anche la delusione può diventare un luogo pasquale. Nella delusione croll...
08/04/2026

Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco

Anche la delusione può diventare un luogo pasquale. Nella delusione crolla il nostro immaginario, si infrangono le aspettative, si spezza l’idea che ci eravamo fatti della vita. E quando ciò che avevamo sognato va in frantumi, la domanda diventa inevitabile: che cosa rimane di noi? La pagina del Vangelo di Luca di oggi racconta proprio questo: una Pasqua che nasce dentro una delusione. I discepoli di Emmaus sono l’immagine di ciascuno di noi quando, feriti e disillusi, ce ne torniamo indietro, ripiegando su noi stessi. Ed è proprio lì che Gesù si accosta. Non irrompe, non forza, ma cammina accanto. Ascolta, raccoglie, e poi, con pazienza, rimette insieme i pezzi, spiegando il senso degli eventi: «E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui». Per questo la Parola di Dio è così decisiva. Non è un testo da studiare soltanto, ma una presenza viva. È il Risorto che continua a parlarci, a rileggere con noi la nostra storia, anche quando è segnata da fratture e incomprensioni. A un certo punto accade qualcosa: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via?». Il cuore riprende a ba***re. Non perché tutto sia già risolto, ma perché qualcosa dentro si è rimesso in moto. Poi arriva il momento del riconoscimento, nello spezzare il pane. Ma proprio in quell’istante Gesù scompare dalla loro vista. È un dettaglio importante: la fede non è trattenere Gesù, ma lasciarsi rimettere in cammino. I discepoli ripartono. Tornano a Gerusalemme, diventano testimoni. La delusione non è più un punto di arrivo, ma un passaggio. Il Vangelo ci suggerisce che anche le nostre delusioni possono diventare luogo di incontro con Dio. La Pasqua, allora, non elimina la possibilità di vedere i nostri sogni infranti, ma ci restituisce alla vita con un cuore capace di ricominciare.

Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco C’è un effetto profondo che il dolore può produrre nella nostra vita: può...
07/04/2026

Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco

C’è un effetto profondo che il dolore può produrre nella nostra vita: può renderci ciechi. La sofferenza, quando è grande, può impedirci di vedere con lucidità ciò che abbiamo davanti. È proprio questa l’esperienza di Maria di Magdala nel Vangelo di oggi. Maria vede Gesù, gli parla, gli rivolge domande, eppure non lo riconosce. Lo scambia per il giardiniere. Il dolore le offusca lo sguardo. Non è assenza di Gesù, ma incapacità di riconoscerlo. Eppure è proprio dentro questa esperienza di smarrimento che il Risorto si fa strada. Gesù non si impone con un segno clamoroso, ma compie un gesto semplice e decisivo: la chiama per nome. «Maria!». È un passaggio fondamentale. Come se volesse dire che, anche quando il dolore ci disorienta, anche quando non riusciamo più a capire, noi restiamo conosciuti, chiamati, custoditi. Il dolore può confonderci, ma non cancella la nostra identità. Anzi, a volte proprio dentro la prova possiamo riscoprire chi siamo davvero. Cadono le maschere, si sgretolano le illusioni, e resta ciò che è essenziale. Il dolore, pur nella sua durezza, può diventare un luogo di verità. La Pasqua, allora, è anche questo: sapere che dentro la nostra disperazione c’è qualcuno che ci cerca e ci chiama. Non ci lascia soli nel buio, ma entra proprio lì, dove non riusciamo più a vedere. E quando Maria si sente chiamare per nome, finalmente riconosce. E da quel momento la sua vita cambia: «Ho visto il Signore!». Ed è così che alcuni dolori che sembravano la fine erano invece l'inizio di qualcos'altro.

Commento al Vangelo di Alessandro Ginotta Vivi con una luce diversa negli occhi. Vivi con una pace che non si spegne anc...
06/04/2026

Commento al Vangelo di Alessandro Ginotta

Vivi con una luce diversa negli occhi. Vivi con una pace che non si spegne anche quando tutto vacilla. Vivi con una gentilezza che sorprende, con un perdono che spiazza, con una presenza che resta. Perché il Vangelo più potente… non si scrive con l’inchiostro. Si scrive con la vita

Il mio in(solito) commento a:
Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno (Matteo 28,8-15)

Immagina di essere appena risorto. Non è un’immagine poetica, non è una metafora consolatoria: è un passaggio reale, radicale, definitivo, qualcosa che ha spaccato in due la tua storia, lasciando da una parte tutto ciò che eri e dall’altra qualcosa che ancora non sai nemmeno nominare, ma che senti vivo, potentissimo, invincibile dentro di te.

Il buio che ti aveva avvolto non è semplicemente svanito: è stato vinto. La morte non è stata evitata: è stata attraversata. E tu sei qui, ora, con un respiro che non è più solo tuo, con una vita che non è più soltanto vita… ma è eternità che pulsa nella carne. Respiri. E quel respiro è diverso. È pieno. È libero. È luce.

E allora arriva la domanda che non puoi più evitare, quella che si affaccia silenziosa ma inesorabile dentro di te: “E adesso… cosa faccio?”.

Cosa dice uno che ha vinto la morte? Quali parole sceglie chi ha visto l’oltre, chi ha attraversato l’impossibile, chi ha trasformato la fine in un inizio? Io, forse, avrei sentito il bisogno di spiegare tutto, di raccontare ogni dettaglio, di convincere, di dimostrare, di lasciare finalmente senza dubbi chiunque mi stesse davanti. E invece no. Gesù no.

Gesù, nel momento più alto, più decisivo, più sconvolgente della storia, sceglie parole semplici… ma così cariche di eternità da attraversare i secoli e arrivare dritte, oggi, proprio fino a te. “Non temete”.

Queste due parole, così brevi da sembrare leggere, in realtà sono una rivoluzione: non temere più la fine. Non temere più il fallimento. Non temere più ciò che non controlli. Non temere più nemmeno te stesso.

Perché la paura è l’ultima prigione che resta anche dopo che tutte le altre sono cadute… e Gesù viene proprio lì, nel punto più nascosto, più fragile, più vero del tuo cuore, per dirti: “Tu sei libero. Adesso davvero”. E poi aggiunge: “Andate”.

Non “fermatevi”. Non “godetevi il momento”. Non “restatemi accanto”, ma andate!

Perché la vita nuova non si trattiene mai, non si conserva, non si mette al sicuro: la vita nuova si muove, si espande, si dona, si consegna… perché solo così resta viva. E subito dopo, quasi come un colpo al cuore, arriva una parola che cambia tutto: “Ai miei fratelli”.

Fratelli. Proprio loro. Quelli che sono scappati. Quelli che hanno avuto paura. Quelli che non hanno capito. Quelli che, nel momento decisivo, non ci sono stati. Fratelli.

Perché l’amore vero non tiene il conto. L’amore vero non archivia gli errori. L’amore vero non crea distanze. L’amore vero… ricomincia.

E infine, quella indicazione che sembra geografica ma è profondamente esistenziale: “In Galilea”. Non nel tempio. Non nel luogo sacro. Non in un momento perfetto, ma in Galilea.

Nel posto delle cose semplici. Nel luogo della vita quotidiana. Lì dove sei quando non stai recitando, quando non stai dimostrando niente, quando sei semplicemente… te stesso. È come se Gesù ti stesse sussurrando, con una delicatezza disarmante: Tornami a incontrare lì dove vivi davvero. Nelle tue giornate imperfette. Nelle tue relazioni complicate. Nelle tue fatiche che nessuno vede. Nelle tue cadute e nei tuoi tentativi di rialzarti. È lì che mi vedrai.

E allora, a questo punto, non puoi più restare spettatore. Perché questo Vangelo non si limita a raccontarti qualcosa… ti riguarda. Ti attraversa. Ti chiama.

Se anche solo una volta nella tua vita hai sentito qualcosa risorgere dentro di te: una speranza quando tutto sembrava finito, una luce quando eri nel buio, una pace quando eri in guerra, allora questa parola è per te. Vai.

Ma non con la pretesa di convincere. Non con l’ansia di spiegare. Non con il bisogno di essere perfetto. Semplicemente vai… e vivi.

Vivi con una luce diversa negli occhi. Vivi con una pace che non si spegne anche quando tutto vacilla. Vivi con una gentilezza che sorprende, con un perdono che spiazza, con una presenza che resta. Perché il Vangelo più potente… non si scrive con l’inchiostro. Si scrive con la vita.

E forse, senza nemmeno accorgertene, qualcuno incrocerà il tuo sguardo, si fermerà un attimo, e dentro di sé si farà una domanda che è già una preghiera: “Ma da dove viene questa luce?”. E lì, proprio lì… senza clamore, senza rumore, senza bisogno di parole… Dio sarà già passato.

Lascia che ti dica una cosa, e lasciala scendere piano, fino in fondo: Il mondo non ha bisogno di persone che parlano di Risurrezione. Ha bisogno di persone che la vivono. E tu, sì, proprio tu, potresti essere uno di loro

Cristo é davvero Risorto!Buona Pasqua di Risurrezione!!
05/04/2026

Cristo é davvero Risorto!
Buona Pasqua di Risurrezione!!

Silenzio...
03/04/2026

Silenzio...

02/04/2026
31/03/2026

Il tradimento di Giuda.

Il rinnegamento di Pietro.

La fuga di tutti.

Nel brano dell'ultima cena sfugge un particolare proprio perché ci si concentra solo su Giuda.
Ma pensandoci un attimo...
Quando Gesù dice "uno di voi mi tradirà", in quel preciso momento ha investito tutti. Ha messo tutti i presenti all'angolo e infatti tutti si interrogano "chi sarà? Sono io?".

E già il fatto di porsi questa domanda è indicativo perché se tu sei tranquillo, caro discepolo, se la tua coscienza è a posto, cioè non è divisa, perché ti preoccupi? Cosa c'è che non va? Cosa nascondi in cuor tuo?

E Gesù lo sa perché conosce i cuori, conosce il tuo, il mio. Sapeva che lo avrebbero lasciato solo. Pietro è il capro espiatorio, si espone e Gesù lo rimette al suo posto ripetendo la frase che dice in forma di domanda "darai la tua vita per me?"

Questo è il punto. Dio sa realmente chi siamo, sa che cadiamo, tradiamo e lo rifacciamo ancora e ancora. Ma Lui ti ama sapendo tutto questo, ti viene incontro perché sa che ti vergogni. E inoltre sa che ti vergogni non tanto per il tradimento ma perché quando lo fai ti scopri vulnerabile, fallibile, non perfetta come credi o come vuoi dimostrare. L'essere umano è così e anche se ci si scandalizza è inutile indorare la pillola di bei propositi.
Tu credi di stare male per il male che hai fatto ma in realtà stai male perché hai scoperto la tua natura fragile e ti provoca un male insopportabile.
E quando vieni tradita provi questo dolore perché l'altra persona ha deluso le tue aspettative.

Ha deluso le tue aspettative.

Forse perché, in fondo, non ti ritieni così amabile. Forse, in fondo, ti accontenteresti di una persona che tiene a te, che ti voglia almeno un po' di bene.
Dio no. Dio ti ama infinitamente, in modo incommensurabile e tu non sei abituata a questo Amore totale, pieno, assoluto verso di te, non lo ritieni possibile e forse nemmeno credibile.

Forse è questo il punto per cui spesso sentiamo Gesù così lontano e non riusciamo ad accoglierlo.
Perché non ci sentiamo degni. Perché non ce lo meritiamo e allora lo respingiamo.

Prova per una volta, oggi, ad abbandonarti. Hai visto che le uniche volte che ci credi è quando sei disperata? Perché? Perché non hai più difese, non combatti più, sei a terra. E allora lì ti aggrappi a Gesù e lo senti, senti questo Amore.

Ma perché aspettare di crollare? Non puoi provare a credere nel Suo Amore infinito per te anche oggi, adesso, in questo momento?
Hai idea di come si trasformerebbe la tua vita se tu ti sentissi meritevole di tutto questo Amore?

Lascialo entrare definitivamente, permetti a te stessa di vivere questo Amore. Non devi fare nulla. Ci devi solamente credere e abbandonarti.
Permetti a Cristo di trasformare la tua vita, le tue relazioni, il tuo lavoro, le tue amicizie, le tue angosce, permettigli di inondare tutti questi aspetti del Suo Amore e il Regno dei Cieli per te inizierà da oggi, da quel preciso momento.

Buona Settimana Santa!
30/03/2026

Buona Settimana Santa!

Buona e serena Domenica delle PALME!!!
29/03/2026

Buona e serena Domenica delle PALME!!!

26/03/2026

Oggi 26 marzo cenacolo di preghiera alle ore 17.00
Vi aspettiamo!🙏

Vi aspettiamo venerdì prossimo per vivere insieme la Liturgia penitenziale per una Pasqua di misericordia!
24/03/2026

Vi aspettiamo venerdì prossimo per vivere insieme la Liturgia penitenziale per una Pasqua di misericordia!

Indirizzo

Viale Alfonso E Giovanni Agosti, 12
Bagnoregio
01022

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