05/05/2026
Addio a Masieri, inventò “Aznalubma”.
Masieri nell’allestire i mezzi di soccorso pensò di rovesciare la parola ambulanza, scriverla al contrario in modo che fosse facilmente leggibile dallo specchietto retrovisore dalle persone che si trovavano alle spalle un’emergenza e potessero cedere strada. E così “aznalubma“ fu; l’idea è stata copiata in tutto il mondo.
Senza diritti, insieme a un’altra innovazione arrivata sempre da Scandicci. Sempre a Masieri è dovuta infatti la nascita del servizio di guardia medica e poi del servizio con medico rianimatore sulle ambulanze. Il mezzo fu allestito ‘in casa’ grazie al progetto del volontario Humanitas Paolo Pinzani e con la collaborazione di Vittorio Dolfi, Mario Righi e altri volontari. Il servizio iniziò il 19 giugno 1975.
Fu anche presidente dell’unione regionale delle Pubbliche assistenze, durante il suo mandato le associate divennero 162 da 53. In Toscana mise a punto una convenzione unica, d’intesa con le Misericordie, in base alla quale la Regione rimborsava i vari servizi di trasporto di ambulanza e di dializzati. E poi la protezione civile, dall’alluvione di Firenze, al terremoto in Friuli, fino al sisma dell’Irpinia con i volontari toscani, guidati da un altro scandiccese eccellente, Sandro Moni, che arrivarono per primi sul posto. Il 23 novembre 1980 l’Irpinia fu travolta dal sisma.
“La sera, all’ora di cena – ebbe a raccontare Masieri – mi telefonò il viceprefetto Gaetano Spirito, dalla sala di intervento della nascente protezione civile. In poche ore tramite l’Unione regionale mobilitammo 25 ambulanze dalla Toscana, con sei medici. Arrivarono alle 6 di mattina, polvere dappertutto, niente luce o acqua. Non era ancora arrivato nessuno”.
I toscani sono famosi in Italia per questo intervento. Lo stesso presidente Pertini, in visita ai senzatetto, ebbe a domandarsi se fosse in Toscana o in Irpinia, sentendo che il dialetto prevalente era quello con la C aspirata. Il volontariato Toscano, Pubbliche, Misericordie, Croce Rossa, è diventato quello che è grazie a Masieri e ai pionieri delle altre associazioni che insieme a lui l’hanno costruito.