Andrea Bellato Fisioterapista Osteopata

Andrea Bellato Fisioterapista Osteopata Fisioterapista osteopata specialista della colonna vertebrale
(2)

11/04/2026

Gli esercizi per gli abduttori in catena cinetica chiusa possono essere utili in alcuni pazienti con:
- deficit di controllo dell’anca
- instabilità del bacino
- valgismo dinamico del ginocchio
- scarso controllo monopodalico
- alterata gestione del carico sull’arto inferiore

Il loro razionale è chiaro: in catena chiusa, gli abduttori non lavorano solo “per spostare la gamba”, ma soprattutto per stabilizzare il bacino, controllare il femore e migliorare la meccanica dell’arto inferiore in carico.

Possono quindi essere utili per lavorare su:
- gluteo medio
- stabilità lombo-pelvica
- controllo femoro-pelvico
- allineamento dinamico dell’arto inferiore
- tolleranza al carico monopodalico

Ma non sono esercizi adatti a tutti.

Se inseriti nel paziente sbagliato, nella fase sbagliata o senza adeguati prerequisiti di controllo motorio, possono aumentare compensi e irritare ulteriormente la sintomatologia.

Vanno quindi personalizzati in base a:
- quadro clinico
- irritabilità dei tessuti
- controllo lombo-pelvico
- capacità di carico
- qualità del gesto in monopodalico
- obiettivo funzionale del paziente

Il punto centrale è questo:
non conta allenare genericamente gli abduttori, ma capire come integrarli nel gesto funzionale e nel carico reale del paziente.

Scrivi ANCA nei commenti se vuoi altri Reel tecnici sugli esercizi in catena chiusa per anca, ginocchio e controllo del bacino.

Se hai dolore all’anca, instabilità, cedimento del ginocchio o difficoltà nei movimenti in carico, scrivimi in DM. Lavoro anche online con percorsi personalizzati.

11/04/2026

L’assenza di dolore non esclude un problema clinicamente rilevante. Segni come perdita di forza, alterazioni della sensibilità, instabilità, difficoltà nei movimenti fini o cambiamenti nel controllo motorio meritano attenzione anche se non fanno male.

In clinica non conta solo il dolore, ma l’intero quadro funzionale e neurologico. Se vuoi capire se i tuoi sintomi sono da approfondire e seguire un percorso online mirato, scrivimi in DM 📩

fisioterapia osteopatia riabilitazione salute prevenzione forza sensibilita reelitalia fisioterapista benessere

10/04/2026

Se la scapola non si muove bene, prima o poi sarà la spalla a pagare il conto.

In questo video mostro un esercizio utile in alcuni casi di discinesia scapolo-toracica, in cui l’elastico viene trazionato dalla spalla in direzione diagonale verso il basso.
Non è un gesto casuale: questa traiettoria serve a stimolare un lavoro più preciso di controllo, coordinazione e stabilità tra scapola, torace e spalla.

Quando c’è una discinesia scapolo-toracica, la scapola perde qualità nel movimento.
Questo significa che non accompagna più correttamente il gesto del braccio e, nel tempo, possono comparire:
• dolore
• senso di instabilità
• fatica precoce
• rigidità
• compensi cervicali o di spalla

Con un esercizio come questo non stiamo semplicemente “tirando un elastico”.
Stiamo cercando di migliorare il reclutamento muscolare, la gestione del vettore di forza e la sinergia tra i muscoli che devono stabilizzare e guidare la scapola durante il movimento.

Ed è proprio qui che molti sbagliano:
continuano ad allenarsi sopra il dolore, oppure si fermano del tutto, oppure fanno esercizi generici presi online senza sapere se siano adatti al loro caso.

Il problema?
Che una scapola che lavora male altera la meccanica della spalla.
E se lasci passare troppo tempo, il corpo consolida compensi che rendono il recupero più lungo e più complesso.

Non è mai troppo tardi per intervenire, ma prima lo fai, meglio è.
Perché agire subito significa evitare che un’alterazione di controllo diventi un dolore persistente o una limitazione funzionale vera e propria.

Se senti la spalla “strana”, instabile, rigida, affaticata o dolorosa durante i movimenti, non aspettare che il problema si strutturi.

Scrivimi in DM se vuoi capire se dietro il tuo dolore c’è una discinesia scapolo-toracica e impostare un percorso personalizzato.
Ti seguo in studio e online.

riabilitazione spalla eserciziterapeutici postura

10/04/2026

Nell’ernia del disco, l’esercizio terapeutico può essere una parte importante del trattamento conservativo, ma non esiste un esercizio valido per tutti. Le linee guida per lombalgia e sciatalgia raccomandano infatti programmi di esercizio e gestione attiva, da adattare alla persona e al quadro clinico. (NICE)

Può essere utile soprattutto quando sono presenti:
- lombalgia associata a radicolalgia
- deficit di controllo lombo-pelvico
- ridotta tolleranza al carico
- alterazione del movimento
- decondizionamento funzionale

L’obiettivo non è “rimettere a posto il disco”, ma migliorare:
- modulazione del dolore
- tolleranza al movimento
- controllo motorio
- capacità di carico
- funzione nelle attività quotidiane

Ma attenzione: l’esercizio va sempre personalizzato in base a:
- quadro clinico
- eventuale componente radicolare
- irritabilità dei sintomi
- direzionalità del movimento
- tolleranza neurologica e meccanica al carico

Nel paziente sbagliato, nella fase sbagliata o con una progressione errata, anche un esercizio teoricamente corretto può peggiorare i sintomi. Inoltre, la letteratura più recente supporta l’utilità dell’esercizio, ma segnala che non c’è ancora un unico protocollo standard valido per tutti. (PubMed)

Il punto centrale è questo:
nell’ernia del disco non conta fare “l’esercizio giusto visto online”, ma fare l’esercizio giusto per quel paziente, in quella fase.

Scrivi DISCO nei commenti se vuoi altri Reel tecnici su ernia del disco, sciatalgia ed esercizio terapeutico.

Se hai mal di schiena, dolore irradiato o sintomi compatibili con un’ernia del disco e vuoi capire quali esercizi siano davvero indicati nel tuo caso, scrivimi in DM. Lavoro anche online con percorsi personalizzati.

10/04/2026

Quando mettere il collare cervicale

Il collare cervicale non va usato come soluzione automatica per qualsiasi dolore al collo. Ha indicazioni specifiche, soprattutto in fase acuta, nel post-trauma o quando serve una protezione temporanea del rachide cervicale, ma un utilizzo improprio o prolungato può aumentare rigidità, decondizionamento e dipendenza dal supporto.

Il punto non è immobilizzare sempre, ma capire quando serve davvero e per quanto tempo. Se vuoi capire come gestire correttamente il tuo dolore cervicale con un percorso online personalizzato, scrivimi in DM 📩

osteopatia riabilitazione valutazioneclinica dolore postura salute reelitalia fisioterapista educazionesuldolore benessere

09/04/2026

La sciatica non è una diagnosi, ma un quadro clinico: dolore irradiato lungo il decorso del nervo sciatico, spesso associato a formicolio, bruciore o alterazioni della sensibilità. Nella maggior parte dei casi è legata a un’irritazione o compressione delle radici nervose lombari, non a un semplice “mal di schiena che scende”.

Capire l’origine dei sintomi è fondamentale per impostare il trattamento corretto. Se vuoi essere seguito online con un percorso mirato, scrivimi in DM 📩

doloreradicolare fisioterapia osteopatia riabilitazione esercizioterapeutico

09/04/2026

La tendinopatia dell’adduttore non dipende solo da un “muscolo infiammato”.

Spesso è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui:
- sovraccarico funzionale
- aumento improvviso dei carichi
- deficit di forza degli adduttori
- alterato controllo lombo-pelvico
- ridotta capacità di assorbire e trasferire carico
- gestione non ottimale dei cambi di direzione, sprint o calci
- scarsa tolleranza tendinea al carico

Il dolore in sede adduttoria può comparire soprattutto in:
- sport con cambi di direzione
- calci ripetuti
- accelerazioni e decelerazioni
- lavori ad alta intensità
- ridotta progressione dei carichi

Il trattamento non deve limitarsi a “riposo e stretching”.

La gestione corretta può includere:
- modulazione del carico
- progressivo rinforzo degli adduttori
- lavoro su core e controllo lombo-pelvico
- recupero della capacità di carico
- rieducazione funzionale
- progressione verso corsa, cambi di direzione e gesto sport-specifico

Il punto centrale è questo:
se non correggi il modo in cui il tendine viene caricato, il dolore tende a ripresentarsi.

Per questo il trattamento deve essere sempre personalizzato in base a:
- quadro clinico
- irritabilità del tendine
- richieste funzionali
- sport praticato
- fase del recupero

Scrivi ADUTTORE nei commenti se vuoi altri Reel tecnici sulle cause più frequenti del dolore inguinale nello sport.

Se hai dolore all’adduttore, fastidio inguinale o ricadute frequenti durante allenamento o partita, scrivimi in DM.
Lavoro anche online con percorsi personalizzati.

09/04/2026

Se la spalla fa male, non basta “muoverla un po’”. Devi capire come la stai caricando.

In questo video mostro un esercizio con elastico in cui il paziente tira verso il basso in modo controllato.
È un lavoro molto utile in diversi casi di dolore di spalla perché aiuta a migliorare il controllo del complesso scapolo-omerale, la stabilità e la gestione del carico durante il movimento.

Molte spalle dolorose, infatti, non hanno solo un problema di forza.
Spesso c’è un’alterazione del timing muscolare, del controllo della scapola, della centratura della testa omerale e della capacità di tollerare il carico senza compensi.

Per questo esercizi come questo, se ben dosati, possono essere utili per:
• migliorare il reclutamento muscolare
• ridurre compensi e sovraccarichi
• recuperare controllo e stabilità
• accompagnare la spalla verso un movimento più efficiente e meno doloroso

Il problema è che quasi tutti aspettano troppo.
All’inizio il dolore viene ignorato, poi si prova a fermarsi del tutto, poi si ricomincia male o troppo forte.
Ed è proprio così che un problema gestibile diventa più irritabile, più rigido e più difficile da recuperare.

No, non è mai troppo tardi. Ma prima intervieni, meglio è.
Perché più tempo passa, più il corpo consolida compensi, perdita di forza e strategie sbagliate di movimento.

Se hai dolore alla spalla quando alzi il braccio, ti alleni, dormi sul fianco o fai gesti semplici quotidiani, non aspettare che passi da solo.

Scrivimi in DM se vuoi capire da dove nasce il tuo problema e impostare un percorso personalizzato.
Ti seguo in studio e online.

eserciziterapeutici elastico shoulderpain postura movimento dolore stabilità rinforzo recuperofunzionale

08/04/2026

La scoliosi non si corregge “stando più dritti”. Si lavora con esercizi mirati, asimmetrici e costruiti sul tuo schema corporeo.

In questo video ti mostro un esercizio con elastico molto utile in alcuni casi di scoliosi:
con le braccia proiettate in avanti, un braccio tira mentre l’altro spinge.

Perché lo facciamo?
Perché nella scoliosi il problema non è solo “la colonna storta”, ma anche il modo in cui il corpo organizza forza, controllo, rotazione, stabilità e respirazione.
Questo tipo di lavoro serve a stimolare un controllo più preciso del tronco, migliorare la gestione delle forze tra i due lati e dare al paziente una strategia più efficace per muoversi meglio.

Il punto però è questo:
non tutti gli esercizi vanno bene per tutte le scoliosi.
Fare esercizi generici, copiati online o eseguiti senza una valutazione, spesso non aiuta. In alcuni casi può persino rinforzare compensi già presenti.

Ed è qui che tanti sbagliano:
aspettano, rimandano, si adattano al fastidio, oppure iniziano a fare esercizi a caso.
La scoliosi, quando non viene seguita bene, può portare nel tempo a più rigidità, sovraccarichi, dolore e peggior qualità del movimento.

Non è mai troppo tardi per iniziare, ma prima intervieni e meglio è.
Prima valuti il problema, prima puoi impostare un lavoro davvero utile e specifico.

Se hai una scoliosi, una sensazione di asimmetria, tensioni ricorrenti o dolore alla schiena e vuoi capire quali esercizi siano adatti al tuo caso, scrivimi in DM.
Ti seguo in studio e online con un percorso personalizzato.

maldischiena rieducazioneposturale colonna doloreschiena mobilita stabilita benessereposturale

Indirizzo

Piazza San Giacomo 1
Bellombra
45011

Telefono

+393880441845

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Andrea Bellato Fisioterapista Osteopata pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Andrea Bellato Fisioterapista Osteopata:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare