Corina Pasat - Psicologa

Corina Pasat - Psicologa Psicologa

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08/01/2026

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Per me fare terapia a volte significa attraversare il dolore fino a scoprire che io sono molte cose insieme: sono l'arti...
25/09/2025

Per me fare terapia a volte significa attraversare il dolore fino a scoprire che io sono molte cose insieme:

sono l'artista che dipinge, sono il quadro che disegno e sono l'osservatore che guarda.

Imparo che per capire un quadro devo prima imparare a stare, a restare di fronte a me stesso così come sono.

Dipingo e osservo cosa ho dipinto grazie al mio sentire che diventa il mio pennello e il mio sguardo.

Come è stato per te fare terapia? "All’inizio era una pianta secca.Non morta, ma immobile, silenziosa, quasi dimenticata...
09/07/2025

Come è stato per te fare terapia?

"All’inizio era una pianta secca.
Non morta, ma immobile, silenziosa, quasi dimenticata anche da sé stessa.
Le foglie erano avvizzite, i rami spezzati dal peso del tempo e dell’indifferenza.

Viveva così da tanto, quel silenzio le sembrava normale.
Non sapeva più cosa fosse la sete, né il calore.

Poi, un giorno, accadde qualcosa.
Qualcuno si accorse di lei.

Non fu un gesto grandioso, né un atto rumoroso.

Fu la semplicità di una presenza che non aveva fretta, che non spingeva, che osservava con occhi gentili.
Una mano si avvicinò, versò qualche goccia d’acqua.

Nulla di più.

Eppure, da quel gesto, qualcosa iniziò a muoversi.
All’inizio fu solo la terra che si ammorbidì.
Poi un piccolo battito sotterraneo, una radice che tentava, timidamente, di allungarsi.

Ci volle tempo.

La luce non bastava, serviva costanza.
L’acqua non era sufficiente, serviva fiducia.

Ma la cura continuava, silenziosa e presente, e la pianta cominciò a ricordarsi.

Ricordarsi di essere viva.
Ricordarsi di avere bisogno, e soprattutto, di avere il diritto di ricevere.

Con il passare delle stagioni, la pianta cambiò.
Le foglie si ridestarono, nuove gemme apparvero.
La linfa tornò a scorrere lenta e forte.
E con ogni giorno che passava, si scopriva capace di accogliere la vita, ma anche di sostenerla.

Le radici, ormai profonde, sapevano cercare nutrimento.

Il sole non faceva più paura.
Né la pioggia.

Finché arrivò un momento — impercettibile ma netto — in cui si accorse che stava fiorendo.

Non perché qualcuno la stesse ancora innaffiando, ma perché aveva imparato a farlo da sé.
A riconoscere i propri bisogni.
A offrire a sé stessa la cura che un tempo aspettava dagli altri.
E da quel fiore, un giorno, spuntò un’altra cosa: il desiderio di essere, per qualcun altro, quella prima goccia d’acqua"

Immagini che rimangono 🌷

Foto di una delle mie prime gare di Taekwon-Do. "Cosa ha aiutato te a superare i "momenti no"?" Domanda che un atleta di...
26/06/2025

Foto di una delle mie prime gare di Taekwon-Do.

"Cosa ha aiutato te a superare i "momenti no"?"

Domanda che un atleta di Taekwondo mi ha fatto durante un incontro conoscitivo ed introduttivo della psicologia nello sport praticato.

Sto introducendo la psicologia nel mondo del Taekwondo, arte marziale che ho praticato per tanti anni e che ora approccio da un punto di vista diverso.

Il mio percorso da atleta mi ha portata ad affrontare diversi temi importanti per la mia crescita personale.

Differenziarmi è stato uno dei primi passi, ma anche uno dei più impegnativi.

Sono riuscita a fare diventare nel corso del tempo le mie sconfitte in gara "cadute" sportive, non personali. Inizialmente sentivo che una sconfitta rappresentasse una sconfitta anche per me come persona, così come una vittoria rappresentava una vittoria come persona.

Questo mi portava a vivere ogni gara con molto peso e fatica.
Nel tempo ho ridimensionato il tutto e ho fatto un po' di ordine.

Le mie vittorie e le mie sconfitte sono rientrate nel mondo dell' atleta, non erano solo mie ma anche di chi mi accompagnava nel percorso.
Ho diviso il peso.
Ho trasformato le sconfitte in momenti di crescita.

La mia autostima nel mentre aumentava così come la mia confidenza, sentirmi capace fisicamente mi rendeva sicura anche mentalmente.

Allenare l'attenzione e ricordare di fare piccoli step alla volta è stata un' altra conquista.
"un round alla volta" sono diventate le mie parole ancoraggio.

Nel corso del tempo ho dato spazio di crescita a me come persona ma anche a me come atleta, e ne sono molto fiera.

"Quando provo ansia è come se mi seguisse ovunque, mi sento sospeso sopra la possibilità di sprofondare, non tocco mai i...
14/05/2025

"Quando provo ansia è come se mi seguisse ovunque, mi sento sospeso sopra la possibilità di sprofondare, non tocco mai il fondo, il mondo intorno a me diventa vuoto, senza direzione.
Sento intorno a me un vuoto omogeneo e distante."

Il mondo dell' ansia ci pone di fronte alla consapevolezza che possiamo fallire, è un luogo dove ci confrontiamo con la nostra fragilità.

Posso accogliere l'ansia nella sua purezza e sentire con i sensi aperti le opportunità che mi porta, oppure posso guardare altrove.

Sono umana e in quanto tale mi prendo la possibilità di poter dire che non sono perfetta e che va bene così.

"solo quando ho smesso di cercare casa dentro gli altri e ho eretto le fondamenta di casa dentro meho scoperto che non c...
23/04/2025

"solo quando ho smesso di cercare casa dentro gli altri
e ho eretto le fondamenta di casa dentro me
ho scoperto che non c'è radice più intima
di quella tra una mente e un corpo
che hanno deciso di essere uno"

Rupi Kaur

"fidati del tuo corpo a reagire al giusto e allo sbagliato è più bravo della tua mente - parla a te"rupi kaur, il sole e...
14/04/2025

"fidati del tuo corpo
a reagire al giusto e allo sbagliato
è più bravo della tua mente

- parla a te"

rupi kaur, il sole e i suoi fiori

Imparare a essere gentili con sé stessi accogliendo ciò che si sente.
Fare terapia è anche questo.

Raccontare la propria storia e guardarla con stupore. Per me fare terapia è anche questo, imparare ad amare quello che c...
11/04/2025

Raccontare la propria storia e guardarla con stupore.

Per me fare terapia è anche questo, imparare ad amare quello che c'era prima di oggi.

Nuovi biglietti da visita! Dove ricevo: - in presenza a Bergamo, via Angelo Maj 25- in modalità onlineScrivimi per ulter...
21/03/2024

Nuovi biglietti da visita!

Dove ricevo:

- in presenza a Bergamo, via Angelo Maj 25
- in modalità online

Scrivimi per ulteriori informazioni!

Mi lascio alle spalle un weekend intenso di formazione sul lavoro con il trauma e gli abusi. L'immagine che mi porto a c...
26/02/2024

Mi lascio alle spalle un weekend intenso di formazione sul lavoro con il trauma e gli abusi.

L'immagine che mi porto a casa è quella della terapia psicologica come un lavoro di tessitura meticoloso dove uno degli obiettivi è quello di trovare il filo giusto per identificare le risorse e poter tessere insieme una nuova parte da aggiungere a quello che già c'è.

Per poter collegare i fili e fare sì che la struttura stia su, è importante fare integrazione.

Siamo fatti di sensazioni, emozioni e pensieri e non c'è fatica maggiore che lavorare su sé stessi.

"... anche le persone devono appassire, cadere, radicare, crescere per poter fiorire" "Ma dottoressa, è proprio necessar...
10/01/2024

"... anche le persone devono appassire, cadere, radicare, crescere per poter fiorire"

"Ma dottoressa, è proprio necessario provare sofferenza?"

Oggi mi sono ricordata di quanto spesso ci si dimentica di come la sofferenza e il dolore siano aspetti inevitabili e parti essenziali del nostro vivere e di come questo venga nascosto, poco condiviso e non ricordato.

È difficile dire "no, oggi non sto bene".

A volte il desiderio è quello di poter andare oltre , anestetizzarsi, spegnere il flusso di pensieri, spegnere le emozioni, "nascondere sotto il tappeto".

Ricordati che puoi stare male e che va bene così, domani è un altro giorno.

Condivido alcune riflessioni un po' sparse che ho avuto oggi dopo un incontro in carcere.Cosa significa chiedere scusa? ...
08/06/2023

Condivido alcune riflessioni un po' sparse che ho avuto oggi dopo un incontro in carcere.

Cosa significa chiedere scusa?
Cosa significa perdonare?
Cosa significa avere una dipendenza? Cosa significa avere un sogno ed essere in carcere?

"Un giorno alla volta" è una frase che è stata condivisa durante l'incontro e mi ha rimandata alla frase che spesso io dicevo a me stessa quando ero un'atleta agonista e mi aiutava a rimanere concentrata sul presente, "un round alla volta".

Vivere una detenzione, avere una dipendenza e voler lavorare su sé stessi richiede una capacità immensa di volontà e perseveranza.

Hanno risuonato in me tanto la fatica dell'attesa, la frustrazione di un risultato che non sembra mai giungere, la paura di non essere accettati, il dolore vissuto di un ragazzo e il suo desiderio di usare quella sensibilità per realizzare il suo sogno.

Sono tanti pensieri che prima o poi prenderanno una forma, per ora chiudo dicendo che mi emoziona sapere che un vissuto totalmente diverso dal mio,possa in qualche modo avere una sincronia con me.

Indirizzo

Rotonda Dei Mille, 4
Bergamo

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