Corina Pasat - Psicologa

Corina Pasat - Psicologa Psicologa

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Per me fare terapia a volte significa attraversare il dolore fino a scoprire che io sono molte cose insieme: sono l'arti...
25/09/2025

Per me fare terapia a volte significa attraversare il dolore fino a scoprire che io sono molte cose insieme:

sono l'artista che dipinge, sono il quadro che disegno e sono l'osservatore che guarda.

Imparo che per capire un quadro devo prima imparare a stare, a restare di fronte a me stesso così come sono.

Dipingo e osservo cosa ho dipinto grazie al mio sentire che diventa il mio pennello e il mio sguardo.

Come è stato per te fare terapia? "All’inizio era una pianta secca.Non morta, ma immobile, silenziosa, quasi dimenticata...
09/07/2025

Come è stato per te fare terapia?

"All’inizio era una pianta secca.
Non morta, ma immobile, silenziosa, quasi dimenticata anche da sé stessa.
Le foglie erano avvizzite, i rami spezzati dal peso del tempo e dell’indifferenza.

Viveva così da tanto, quel silenzio le sembrava normale.
Non sapeva più cosa fosse la sete, né il calore.

Poi, un giorno, accadde qualcosa.
Qualcuno si accorse di lei.

Non fu un gesto grandioso, né un atto rumoroso.

Fu la semplicità di una presenza che non aveva fretta, che non spingeva, che osservava con occhi gentili.
Una mano si avvicinò, versò qualche goccia d’acqua.

Nulla di più.

Eppure, da quel gesto, qualcosa iniziò a muoversi.
All’inizio fu solo la terra che si ammorbidì.
Poi un piccolo battito sotterraneo, una radice che tentava, timidamente, di allungarsi.

Ci volle tempo.

La luce non bastava, serviva costanza.
L’acqua non era sufficiente, serviva fiducia.

Ma la cura continuava, silenziosa e presente, e la pianta cominciò a ricordarsi.

Ricordarsi di essere viva.
Ricordarsi di avere bisogno, e soprattutto, di avere il diritto di ricevere.

Con il passare delle stagioni, la pianta cambiò.
Le foglie si ridestarono, nuove gemme apparvero.
La linfa tornò a scorrere lenta e forte.
E con ogni giorno che passava, si scopriva capace di accogliere la vita, ma anche di sostenerla.

Le radici, ormai profonde, sapevano cercare nutrimento.

Il sole non faceva più paura.
Né la pioggia.

Finché arrivò un momento — impercettibile ma netto — in cui si accorse che stava fiorendo.

Non perché qualcuno la stesse ancora innaffiando, ma perché aveva imparato a farlo da sé.
A riconoscere i propri bisogni.
A offrire a sé stessa la cura che un tempo aspettava dagli altri.
E da quel fiore, un giorno, spuntò un’altra cosa: il desiderio di essere, per qualcun altro, quella prima goccia d’acqua"

Immagini che rimangono 🌷

Foto di una delle mie prime gare di Taekwon-Do. "Cosa ha aiutato te a superare i "momenti no"?" Domanda che un atleta di...
26/06/2025

Foto di una delle mie prime gare di Taekwon-Do.

"Cosa ha aiutato te a superare i "momenti no"?"

Domanda che un atleta di Taekwondo mi ha fatto durante un incontro conoscitivo ed introduttivo della psicologia nello sport praticato.

Sto introducendo la psicologia nel mondo del Taekwondo, arte marziale che ho praticato per tanti anni e che ora approccio da un punto di vista diverso.

Il mio percorso da atleta mi ha portata ad affrontare diversi temi importanti per la mia crescita personale.

Differenziarmi è stato uno dei primi passi, ma anche uno dei più impegnativi.

Sono riuscita a fare diventare nel corso del tempo le mie sconfitte in gara "cadute" sportive, non personali. Inizialmente sentivo che una sconfitta rappresentasse una sconfitta anche per me come persona, così come una vittoria rappresentava una vittoria come persona.

Questo mi portava a vivere ogni gara con molto peso e fatica.
Nel tempo ho ridimensionato il tutto e ho fatto un po' di ordine.

Le mie vittorie e le mie sconfitte sono rientrate nel mondo dell' atleta, non erano solo mie ma anche di chi mi accompagnava nel percorso.
Ho diviso il peso.
Ho trasformato le sconfitte in momenti di crescita.

La mia autostima nel mentre aumentava così come la mia confidenza, sentirmi capace fisicamente mi rendeva sicura anche mentalmente.

Allenare l'attenzione e ricordare di fare piccoli step alla volta è stata un' altra conquista.
"un round alla volta" sono diventate le mie parole ancoraggio.

Nel corso del tempo ho dato spazio di crescita a me come persona ma anche a me come atleta, e ne sono molto fiera.

"Quando provo ansia è come se mi seguisse ovunque, mi sento sospeso sopra la possibilità di sprofondare, non tocco mai i...
14/05/2025

"Quando provo ansia è come se mi seguisse ovunque, mi sento sospeso sopra la possibilità di sprofondare, non tocco mai il fondo, il mondo intorno a me diventa vuoto, senza direzione.
Sento intorno a me un vuoto omogeneo e distante."

Il mondo dell' ansia ci pone di fronte alla consapevolezza che possiamo fallire, è un luogo dove ci confrontiamo con la nostra fragilità.

Posso accogliere l'ansia nella sua purezza e sentire con i sensi aperti le opportunità che mi porta, oppure posso guardare altrove.

Sono umana e in quanto tale mi prendo la possibilità di poter dire che non sono perfetta e che va bene così.

"solo quando ho smesso di cercare casa dentro gli altri e ho eretto le fondamenta di casa dentro meho scoperto che non c...
23/04/2025

"solo quando ho smesso di cercare casa dentro gli altri
e ho eretto le fondamenta di casa dentro me
ho scoperto che non c'è radice più intima
di quella tra una mente e un corpo
che hanno deciso di essere uno"

Rupi Kaur

"fidati del tuo corpo a reagire al giusto e allo sbagliato è più bravo della tua mente - parla a te"rupi kaur, il sole e...
14/04/2025

"fidati del tuo corpo
a reagire al giusto e allo sbagliato
è più bravo della tua mente

- parla a te"

rupi kaur, il sole e i suoi fiori

Imparare a essere gentili con sé stessi accogliendo ciò che si sente.
Fare terapia è anche questo.

Indirizzo

Rotonda Dei Mille, 4
Bergamo

Sito Web

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