23/08/2024
Quando osservo bambini i cui atteggiamenti non condivido (si esprimono con arroganza, rispondono con irriverenza, assumono atteggiamenti da bulli, e via dicendo) sto guardando, in realtà, il riflesso di ciò che è stato loro inculcato dai genitori.
Ci sono due agenzie educative principali: la FAMIGLIA e la SCUOLA. E poi ce n'è una terza: le AMICIZIE.
La FAMIGLIA è la prima agenzia educativa, dove si imparano i valori, dove si cresce con i princìpi corretti e la moralità che distingue un uomo da un non-uomo (o donna da una non-donna)
LA SCUOLA, invece, è dove un bambino o una bambina entra in contatto con una realtà più ampia, dove si confronta con i suoi "simili", apprende nuove realtà, studia nuovi metodi, conosce nuove materie, amplia i suoi orizzonti, ed ambisce a coronare un suo sogno professionale, magari alimentato dalle spinte motivazionali dei docenti e dagli amichetti di banco, oltre che dalla famiglia stessa.
Giungiamo quindi alla terza agenzia, le AMICIZIE, i gruppi di amichetti con cui si esce per svagarsi, per andare al cinema, giocare a pallone, prendere la prima cottarella per una fanciulla, condividere situazioni belle e non....insomma, una specie di seconda famiglia.
Tutto questo idillio, in cui io credo ancora fermamente, col tempo è stato alterato, snaturato da continui cambiamenti epocali, in cui le famiglie (alcune per fortuna) si sono trasformate in parco giochi senza regole, dove i bambini ottengono tutto appena aprono bocca, dimenticandosi il valore di ciò che conta perché annebbiati da ciò che la società, con manipolazioni psicologiche molto sopraffine, dice loro che è importante avere, e se non la ottengono scatta il capriccio oltremisura, dove l'autorevolezza ed il rispetto sono solo illusioni e giochi di prestigio, dove non esiste più un grazie o un ti voglio bene, ma è un continuo "voglio questo", "dammi questo"...insomma ANARCHIA.
La scuola, invece, è diventata sempre di più una caserma, dove ti impongono regole, regole e ancora regole, ti bombardano di compiti, verifiche, prove scritte, interrogazioni, fino allo sfinimento, fino alla creazione di un automa, insegnando inoltre che non esiste, anzi NON DEVE ESISTERE, la collaborazione, ma solo una feroce competizione ad essere migliore di quell'altro o di quell'altra (ed il dramma è che ciò è supportato dalle famiglie), arrivare numero uno, sempre e ovunque, anche a danno di altri, quando invece il GIUSTO INSEGNAMENTO DOVREBBE ESSERE DI TRASMETTERE CHE TUTTI SONO NUMERI PRIMI E CHE INSIEME, CON COLLABORAZIONE, INTESA, COMPLICITÀ, SI PUÒ MIGLIORARE CENTO, MILLE, DIECIMILA VOLTE DI PIÙ.
Ed infine le amicizie, termine che indica un rapporto di amore e complicità eterno, che si rivelano effimere, frivole, perché basate su rapporti di convenienza e superficialità, dove il principio dovrebbe essere quello del "DO UT DES", principio che, a mio avviso, è la base di ogni interazione umana interpersonale.
Tutto il mondo è cambiato, più tecnologico, più attivo e reattivo nella sfera della evoluzione materiale, ma sotto la sfera umana e comportamentale si sta, secondo il mio punto di vista, andando verso un lento e progressivo decadimento dei rapporti umani, dove, ormai, la vera interazione viene considerata da un like, da una chat, dai followers, trasformando ciò che dovrebbe essere, e rimanere, virtuale, in reale.
E se non ci riprendiamo la nostra vera umanità potremmo rischiare di smarrirla per sempre.
AD MAIORA SEMPER ET AUTEM