21/05/2026
Quanta sofferenza…
Quando svolgo il mio lavoro, ne incontro tanta.
Sono orgogliosa di poter essere di aiuto alle persone che si rivolgono a me.
E sì, molto spesso le persone arrivano per sciogliere le tensioni del proprio corpo. Ma quelle tensioni non sono soltanto fisiche. Spesso riguardano la sfera emotiva.
Entrano dalla porta del mio studio diffidenti, impauriti, tristi, scoraggiati, con lo sguardo spento.
Mi reputo un’operatrice con un elevato grado di empatia.
Solo una persona empatica può davvero ricoprire un ruolo di aiuto.
Entrano chiusi, ermetici… ma alla fine mi permettono di “entrare” nella loro emotività repressa e compressa. Perché, molto spesso, all’origine c’è sempre un’emozione trattenuta. Un’emozione che, nel lungo termine, si cristallizza nel corpo.
Il corpo è la lavagna della nostra emotività.
Il mio obiettivo è sì sciogliere le tensioni nel corpo… ma per poterlo fare ho bisogno che mi venga aperta la porta dell’emotività.
È meraviglioso quando quella porta si apre davanti a me.
È meraviglioso essere uno strumento che accompagna all’apertura di quello scrigno interiore.
La frase che più spesso mi viene detta è:
“Non penso mai a me stess*, per me vengono prima gli altri. Non ho mai tempo per me.”
Anime belle… la vita è adesso.
E a un certo punto — senza che ci sia dato saperlo, perché potrebbe accadere in qualsiasi momento — tutto potrebbe finire.
Vivere nel rimpianto non significa vivere in armonia con sé stessi. Non significa vivere bene.
La felicità è una scelta.
Anche vivere nella sofferenza, a volte, lo è.
Provare dolore è umano, è biologico.
Ma continuare a restare intrappolati nella sofferenza è una scelta.
O decidi oggi di voler migliorare il tuo stato attuale… oppure quello stato di sofferenza continuerà a sopraffarti.
L’amore che provo nello svolgere il mio lavoro è lo stesso amore che dovreste imparare a mettere verso voi stessi.
P.S. Alla fine di ogni trattamento, le persone che si rivolgono a me non vogliono più andare via. Vogliono restare nel mio studio.
E sapete perché?
Perché hanno sentito amore.
Vanno via con una luce diversa negli occhi. Più luminosa.
Rilassati.
Ricuciti.