04/11/2025
La mia parte sporca (e luminosa)
«Il dono di un’immagine è che essa offre un luogo dove guardare la propria anima.»
(traduzione da The Thought of the Heart and the Soul of the World)
Per anni ho pensato che dentro di me ci fosse una spaccatura.
Da una parte la profondità, la ricerca dell’essere, il silenzio, la meditazione, lo spazio immobile dove ogni cosa trova senso.
Dall’altra, la parte che ama l’apparenza, gli abiti, il trucco, la vanità, il desiderio di piacere e di sentirmi bella.
Due mondi che sembravano incompatibili.
E allora mi sono spesso detta che quella parte frivola, leggera, colorata era m***a.
Che non poteva convivere con la mia parte che legge Hillman, che ascolta il silenzio, che cerca l’anima delle cose.
Mi sono vergognata del mio gusto, dei miei outfit, della mia attrazione per l’immagine, come se fosse una colpa, un tradimento della mia profondità.
E invece — lo sto capendo solo adesso — quella è parte della mia salvezza.
Perché la bellezza, anche quella che nasce da un ombretto, da un cappotto ben tagliato, da una scarpa che slancia, è viva.
È un linguaggio dell’anima, anche quando profuma di superficie.
È la mia maniera di dire “sono qui”, anche mentre la morte, da qualche parte, aspetta.
Ieri ho incontrato una donna forte, razionale, in gamba che mi chiedeva una consulenza di immagine. Per rinnovarsi.
Abbiamo iniziato con una meditazione, le ho fatto immaginare l’energia del cambiamento salire dai piedi, trasformare il corpo, aprire lo spazio dentro.
Ma non era lì che voleva andare.
Voleva ritrovarsi nei vestiti, nel modo di camminare per strada, nel sentirsi bene nel proprio corpo ogni mattina.
Così abbiamo parlato di scarpe — comode ma con un rialzo, per dare slancio.
Di tute morbide ma eleganti, di cappellini, di cardigan lunghi, di trucco facile, veloce, ma pieno di luce.
Quando si è vista allo specchio, ha sorriso.
Ha detto che sarebbe andata subito a comprarsi quei pantaloni.
E io, per un attimo, ho sentito che non c’era più distanza tra il mio amore per la bellezza e la mia fame di verità.
Che non era un conflitto, ma un incontro.
Perché io sono fatta così: di grazia e di fango.
Di profondità e di leggerezza.
Di serietà e di glitter.
E va bene così.
Perché è proprio da questa mescolanza che nasce la mia arte, il mio mestiere, il mio Psicotrucco.
Non voglio più nasconderla, questa parte.
Voglio celebrarla.
Perché la bellezza non è una maschera: è un modo per toccare la vita.
E a volte serve passare anche attraverso la m***a per accorgersi di quanto possiamo essere luminosi.
Forse il punto è proprio questo: non c’è opposizione tra l’esterno e l’interno.
La bellezza non è superficie, ma manifestazione.
È il modo in cui ciò che sentiamo prende forma, colore, movimento.
Ed è lì che nasce lo Psicotrucco, nel punto in cui il gesto estetico e il gesto dell’anima si incontrano.
Se anche tu desideri riscoprirti,
ti aspetto all’Officina dell’Essere — un luogo dove la bellezza non si finge, ma si riconosce.
💌 psicotrucco@gmail.com | 🌐
Psicotrucco Gestalt Counselling – Officina dell’Essere Benvenuto/a nel mondo dello Psicotrucco – Gestalt Counselling, Officina dell’Essere. Un luogo di trasformazione, creatività e consapevolezza, ideato e fondato da Elena Donati. La mia cerchia di utenza-Lo Psicotrucco si rivolge a chi sen...