06/12/2024
Condivido volentieri le parole del mio collega Rodolfo Cambi, che esprime in toto quello che è anche il mio pensiero sulla vicenda Bove.
La stampa sta affrontando il problema di Edoardo Bove con una superficialità impressionante. L'ultima che si legge è che al giocatore è stato proposto l'impianto di un ICD (defibrillatore impiantabile, e che ciò gli impedirebbe di continuare l'attività agonistica.
Ciò in parte è vero, ma le Linee Guida COCIS /Comitato Organizzativo Cardiologico per ldoneità allo Sport agonistico) del 2023 dicono:
"Nei soggetti sottoposti ad impianto ICD, l’idoneità può essere presa in considerazione qualora le due seguenti condizioni siano rispettate:
• dopo almeno 3 mesi dall’impianto o dall’ultimo intervento dell’ICD con stimolazione anti-tachicardica o shock (sia esso appropriato o meno) e previa valutazione del rischio intrinseco
e/o di contatto dello sport praticato;
• in assenza di una cardiopatia incompatibile di per sé con lo sport o, comunque, di una cardiopatia che tenderebbe a peggiorare nel tempo per il carico emodinamico correlato (sport ad impegno
cardiovascolare da medio a elevato, quali la maggioranza di quelli del Gruppo C e D).
Il giudizio deve essere individualizzato e coinvolgere Centri Cardiologici ad elevata competenza in materia.
L’idoneità deve essere negata in presenza di cardiopatia incompatibile di per sé con lo sport o di cardiopatia che tenderebbe a peggiorare per il carico emodinamico correlato (ad esempio, i soggetti con cardiomiopatia aritmogena o cardiomiopatia ipertrofica che abbia richiesto l’ICD stesso in prevenzione primaria o secondaria, etc.) indipendentemente dal rischio aritmico e di intervento, appropriato e non, dell’ICD, e negli sport a rischio intrinseco."
Quindi, per il momento (per quanto è dato sapere) bisogna attendere il completamento delle indagini cliniche e strumentali, poi il giocatore potrà trovarsi di fronte alla rinuncia alla pratica dello sport agonistico; e ciò, anche se dovesse andare a giocare in un Paese dove la presenza di un ICD viene giudicata compatibile con l'agonismo; chi ha scritto "Ma non sarebbe l'ora di adeguarci in Italia alle regole di altri Paesi dove tale uso è consentito?" evidentemente non ha ben chiaro che l'idoneità allo sport agonistico viene sempre valutata sulla base di una serie di esami a volte anche complessi, in casi come questo, e niente è scontato, in nessun caso.
Ed in ultimo, va sempre valutato il tipo di sport, perché sport che prevedono contatti fisici violenti ritengo sarebbero incompatibili con la presenza di un ICD.
Prima di parlare bisogna essere documentati, altrimenti si rischia di fare brutte figure...