Dott.ssa Paola Materzanini - Medico Psicoterapeuta

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Medico Psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale, mi occupo di:
> percorsi individuali per momenti di particolare difficoltà psicoemotiva o relazionale
> percorsi di autoconoscenza
> terapie familiari e di coppia
Psicoterapeuta Dipendiamo®
EMDR

Interessante giornata di studio su "Musica e Psicoterapia" organizzata da Istituto di Formazione Psicosomatica "Massimo ...
11/11/2025

Interessante giornata di studio su "Musica e Psicoterapia" organizzata da Istituto di Formazione Psicosomatica "Massimo Rosselli" Firenze.

Cosa può portare la Musica nel lavoro di psicoterapia? In primis, l'Ascolto.
Un ascolto che inizia prima delle parole: in effetti, il primo suono che ascoltiamo non è una parola ma un intero "paesaggio sonoro" del mondo intrauterino, fatto di battiti più o meno rapidi, respiri più o meno regolari, vari altri rumori, e silenzio.
Quanti "Paesaggi sonori" attraversiamo durante la vita! Anche da qui si può partire per un'esperienza di integrazione e di ricostruzione di una storia personale.

La Musica comunica, e così come suoni lunghi e legati e magari discendenti (ad es. l'adagio Op. 11 di S. Barber) possono trasmettere emozioni malinconiche e struggenti, succede che suoni staccati e saltellanti possano imitare l'effetto di una risata (es. Ouverture del Barbiere di Siviglia).

Se poniamo attenzione alle modalità che il paziente utilizza per esprimersi, utilizzando i criteri musicali, possiamo raccogliere molti indizi preziosi e approfondire il lavoro.

La musica diventa anche improvvisazione, come nel jazz. In realtà non si tratta di improvvisare da zero, ma di abbandonare le certezze di uno spartito scritto, magari da qualcun altro. È l'arte del disimparare, è l'accettare per un attimo anche il caos, è mettersi veramente in ascolto di quel che accade, e da lì proseguire il pezzo. Nella musica così come in psicoterapia😊🎧🎵🎶

Ho partecipato a questa interessante giornata di studio su "Musica e Psicoterapia" organizzata da Istituto di Formazione...
10/11/2025

Ho partecipato a questa interessante giornata di studio su "Musica e Psicoterapia" organizzata da Istituto di Formazione Psicosomatica "Massimo Rosselli" Firenze.

Cosa può portare la Musica nel lavoro di psicoterapia? Certo, in primis l'Ascolto.
Un ascolto che inizia prima delle parole: in effetti, il primo suono che ascoltiamo non è una parola ma un intero "paesaggio sonoro" del mondo intrauterino, fatto di battiti più o meno rapidi, respiri più o meno regolari, vari altri rumori, e silenzio. 🌫️🌱🌸🏞️
Quanti "Paesaggi sonori" attraversiamo durante la vita! Anche da qui si può partire per un'esperienza di integrazione e di ricostruzione di una storia.🎼🎼

La Musica comunica, e così come suoni lunghi e legati e magari discendenti (ad es. l'adagio Op. 11 di S. Barber) possono trasmettere emozioni malinconiche e struggenti, succede che suoni staccati e saltellanti possano imitare l'effetto di una risata (es. Ouverture del Barbiere di Siviglia).

Ecco che se poniamo attenzione alle modalità che il paziente utilizza per esprimersi, utilizzando i criteri musicali, possiamo raccogliere molti indizi preziosi e approfondire il lavoro.

La musica diventa anche improvvisazione, come nel jazz. In realtà non si tratta di improvvisare da zero, ma di abbandonare le certezze di uno spartito scritto, magari da qualcun altro. È l'arte del disimparare, è l'accettare per un attimo anche il caos, è mettersi veramente in ascolto di quel che accade, e da lì proseguire il pezzo. Nella musica così come in psicoterapia😊🎧🎵🎶

17/10/2025

Come riconoscere subito una relazione potenzialmente pericolosa in 10 mosse
(E, soprattutto, smettere di credere di poter “salvare” chi ti sta distruggendo)

1. Ti fa sentire “speciale” troppo presto.

Ti idealizza, ti dice che sei “la donna che aspettava da sempre”, che “non ha mai provato nulla di simile”.
Non è amore, è strategia di aggancio.
Serve a legarti velocemente, a farti abbassare le difese.
Il vero amore non brucia i tempi, li costruisce, li scandisce con cura e rispetto.

2. Vuole sapere sempre dove sei e con chi.

Lo chiama “interesse”, ma è controllo.
Non è “gelosia”, è sorveglianza emotiva.
Quando ogni tuo spostamento diventa oggetto di interrogatorio, non sei amata, sei assediata/infestata.

3. Ti isola. Lentamente, ma sistematicamente.

Ti convince che “le tue amiche non ti capiscono”, che “la tua famiglia è invadente”.
Ti vuole sola perché più sei sola, più diventi gestibile.
Ricorda: un uomo che ha bisogno di eliminare il tuo mondo per farsi spazio…
vuole renderti prigioniera, non condividere la tua vita.

4. Alterna attenzioni estreme e freddezza totale.

Ti confonde, ti destabilizza, ti fa sentire colpevole di “aver fatto qualcosa di sbagliato”.
È rinforzo intermittente: la tecnica manipolativa più potente che esista.
Ti abitua a elemosinare affetto, a sopportare tutto pur di ritrovare “quel lato dolce di prima” che non tornerà mai perché era solo un inganno.

5. Ti colpevolizza per ogni suo malessere.

“Mi fai arrabbiare.”
“Mi hai deluso.”
“Mi hai costretto a reagire così.”
Ti fa credere di essere la causa dei suoi scatti, dei suoi silenzi, dei suoi disastri.
In realtà stai solo assumendoti la responsabilità della sua patologia.

6. Usa l’amore come arma di ricatto.

Ti punisce con il silenzio, con la distanza, con la minaccia di andarsene.
L’amore sano non si usa per terrorizzare chi ti sta accanto.
Questo non è amore. È violenza psicologica.

7. Umilia, ironizza, ridicolizza.

Spesso lo fa “scherzando”, ma il messaggio è sempre lo stesso:
tu vali meno, tu sbagli, tu non sei abbastanza.
Le parole lasciano ferite invisibili, ma profonde.
E una donna che comincia a dubitare del proprio valore è una donna già in trappola.

8. Ti fa sentire in debito per ogni gesto.

“Con tutto quello che faccio per te.”
Questa frase è il manifesto della manipolazione affettiva.
Ti dà per potersi riprendere tutto con gli interessi.
E quando smetterai di “essere riconoscente”,
scoprirai quanto può essere violento il suo “amore”.

9. Minimizza, nega, giustifica.

Quando lo affronti, non chiede scusa.
Ti dice che “hai capito male”, che “sei esagerata”, che “sei troppo sensibile”.
Ti induce a dubitare della tua percezione, del tuo giudizio, della tua lucidità.
Questo si chiama gaslighting.
Ed è il preludio alla tua disintegrazione emotiva.

10. Ti convince che senza di lui non sei niente.

Ti prosciuga l’identità, ti fa credere che da sola non ce la farai mai.
E quando inizi a crederci, ha già vinto.
Ma ricordati questo: nessuno ti completa, se prima ti distrugge.

Questo tipo di uomo non cambia.
Non lo puoi curare.
Non lo puoi guarire.
E soprattutto non lo puoi salvare.

Non sei un laboratorio di riparazione per maschi fallati.
Non è il tuo amore che lo trasformerà.
È la tua assenza che lo disinnescherà. Proteggiti. Chiedi aiuto. Allontanati.

Smetti di credere che stare con qualcuno significhi essere qualcuno.
Perché quando costruisci la tua identità sulle macerie emotive di chi ti consuma,
non stai vivendo un amore, stai partecipando alla tua cancellazione.

Sono felice di annunciare la partenza del percorso di gruppo "Io che non vivo senza Te" - metodo Dipendiamo - con la col...
25/10/2024

Sono felice di annunciare la partenza del percorso di gruppo "Io che non vivo senza Te" - metodo Dipendiamo - con la collega Nicoletta Stucchi, nel nostro studio di Brescia

🌀 Cosa significa soffrire di "dipendenza affettiva"?
🌀 Quanto questa sofferenza si collega ad esperienze vissute nel lontano passato, magari alle prime relazioni che abbiamo intessuto o che abbiamo osservato intorno a noi?
🌀 Quali "strategie" abbiamo imparato allora per riuscire a conservare queste relazioni, a tenerci strette le persone più care?

Il gruppo è:
🍃 Uno spazio di condivisione in cui potersi aprire, senza timore di giudizio; in cui potersi ascoltare, rispecchiare, confrontare, incoraggiare
🍃 Un’occasione per riflettere insieme, uscire dal senso di solitudine e acquisire consapevolezza

Per info e iscrizioni
https://app.centrodipendiamo.it/
WhatsApp 392 1181094

Vi aspettiamo!

Sono felice di annunciare la partenza del percorso di gruppo "Io che non vivo senza Te" - metodo Dipendiamo - con la col...
25/10/2024

Sono felice di annunciare la partenza del percorso di gruppo "Io che non vivo senza Te" - metodo Dipendiamo - con la collega Nicoletta Stucchi, nel nostro studio di Brescia.

🌀 Cosa significa soffrire di "dipendenza affettiva"?
🌀 Quanto questa sofferenza si collega ad esperienze vissute nel lontano passato, magari alle prime relazioni che abbiamo intessuto o che abbiamo osservato intorno a noi?
🌀 Quali "strategie" abbiamo imparato allora per riuscire a conservare queste relazioni, a tenerci strette le persone più care?

Il gruppo può essere:

🍃 Uno spazio di condivisione in cui potersi aprire, senza timore di giudizio; in cui potersi ascoltare, rispecchiare, confrontare, incoraggiare

🍃 Un’occasione per riflettere insieme, uscire dal senso di solitudine e acquisire consapevolezza

Vi aspettiamo!

Per info e iscrizioni:
https://app.centrodipendiamo.it/
WhatsApp 392 118 1094

12/10/2024

Dialogo con Raffaele Morelli, psichiatra e psicoterapeuta, e il compositore Giovanni Allevi. - Sky TG24

Un'esperienza intensa e speciale, con la super collega Manuela Morra😊🌷
27/06/2024

Un'esperienza intensa e speciale, con la super collega Manuela Morra😊🌷

21/05/2024

𝗧𝗥𝗔 𝗦𝗖𝗘𝗚𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗘 𝗗𝗘𝗖𝗜𝗗𝗘𝗥𝗘. 𝗟𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝘂𝗯𝗯𝗶

🔎 “Scegliere” e “decidere” possono apparire come due sinonimi, ma se ne studiamo gli etimi, troviamo una sottile ma netta differenza. La scelta è più dettata dalla pancia, la decisione dalla testa. L’emotività può salvare o può disorganizzare, ma anche la razionalità può salvare o può inaridire. È necessario quindi riuscire a tollerare l’incertezza e far dialogare, nei momenti topici, la pancia con la testa.

📆 Martedì 28 maggio alle 20.00 vi aspettiamo per l’evento “𝗧𝗥𝗔 𝗦𝗖𝗘𝗚𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗘 𝗗𝗘𝗖𝗜𝗗𝗘𝗥𝗘. 𝗟𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝘂𝗯𝗯𝗶".

📍Museo Mille Miglia, sala "San Paterio" Via della Bornata, 123 - BRESCIA

🗣️ Parteciperanno: 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗼 𝗕𝗼𝗻𝗼𝗺𝗲𝘁𝘁𝗶, 𝗦𝗮𝗿𝗮 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗿𝗶𝘀, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗼𝗻𝗱𝗶, 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘀𝗼, 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱𝗲 𝗕𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼𝗿𝗲.

👉Clicca qui per saperne di più sull’evento: https://shorturl.at/fu37f

Grata ed entusiasta di questa nuova formazione con EMDR😊Non una semplice "tecnica", ma una modalità di facilitare e assi...
21/04/2024

Grata ed entusiasta di questa nuova formazione con EMDR😊
Non una semplice "tecnica", ma una modalità di facilitare e assistere al processo di guarigione del paziente dalle sue antiche ferite e dai blocchi che anche le esperienze attuali continuano a riportare.

Felice di questo nuovo viaggio appena iniziato😊
21/02/2024

Felice di questo nuovo viaggio appena iniziato😊

07/02/2024
🌱Un percorso per sviluppare consapevolezza su una modalità molto faticosa e disfunzionale di stare nelle relazioni🌱Uno s...
04/02/2024

🌱Un percorso per sviluppare consapevolezza su una modalità molto faticosa e disfunzionale di stare nelle relazioni

🌱Uno spazio di condivisione in cui potersi
aprire, rispecchiare e confrontare con i "compagni di viaggio"

🌱Un'occasione per trovare strumenti e nuovi modi di amarsi e di amare 🌹

Insieme alla collega Manuela Morra, in partenza il 20 febbraio, in modalità online 😊

Indirizzo

Brescia

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 19:00
Martedì 16:00 - 19:00
Mercoledì 14:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 14:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393921181094

Sito Web

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