16/12/2025
DOLORE CRONICO: CI VUOLE UNA RETE. FORMAZIONE PER LA RETE. NON BASTA ESSERE PERSONE ALTAMENTE RESILIENTI. SERVE IL GIUSTO CONTESTO.
‼️La Fibromialgia, così come le malattie croniche connotate da dolore, non è “avere male ogni tanto”.
È dolore totalizzante - giorno e notte - senza pause.
È svegliarsi già stanchi, già distrutti, già devastati.
È portare dolore nei muscoli, nei tendini, nelle ossa, nella pelle, nei nervi, negli organi, nei tessuti, nelle mucose. Ovunque.
È non avere un solo minuto senza dolore.
E sì: alcuni giorni sono ancora peggiori.
💔Tanto da aver contemporaneamente paura di morire dal dolore e di vivere “così” per sempre..
‼️Quando le terapie non funzionano, quando il corpo non risponde più, il pensiero diventa uno solo: vorrei la .
Perché l’intensità del dolore è paragonabile a quella di un malato in fase terminale.
Ma senza gli stessi riconoscimenti. Senza tutele. Senza comprensione.
Molti dicono: “è nella testa”, “è depressione”.
‼️È falso. Nulla di più falso e
⚠️ATTENT@
🤯Tu come staresti ad avere dolori ovunque, simili a ustioni, coltellate nei muscoli, ossa frantumate, testa che scoppia, gambe che non reggono dal dolore, nervi scoperti - e tanto altro - giorno e notte, senza tregua, per mesi, anni, decenni?
Felice e arzillo?
O con umore altalenante?
Potrebbe depressione?
Appunto: aggiungersi. É altra cosa.
‼️La malattia logora il corpo e l’anima.
E da soli, anche con una resilienza immensa, non ce la si fa.
⚠️Serve una .
Familiari, partner, amici , , .
Perché esistono anche per chi sta accanto al malato.
E senza quella rete, il dolore vince.
‼️Le neuroscienze lo spiegano chiaramente: un sistema nervoso devastato dal dolore continuo vive già in uno stato di allarme costante.
‼️Se a questo si aggiungono solitudine, incomprensione, giudizio, conflitto, o persone che intralciano invece di sostenere, il corpo entra in iperattivazione cronica. Il dolore aumenta, l’infiammazione cresce, la soglia di tolleranza crolla.
🤯Il danno si amplifica.
💔Una famiglia o un contorno che non vuole vedere, non vuole , non vuole , può diventare parte della malattia.
Altrimenti, la scelta più sana è una sola: andarsene. Ma per davvero. Prendersi la responsabilità di non farcela (perché é umano) ma se non si vuole , é più utile non esserci in nessun modo.
Perché è meglio l’assenza che una presenza che continua a ferire.
💯Se invece ci tieni davvero alla persona che ami e che è malata, e scegli di voler restare, concediti di fare un percorso.
Per te e per la persona.
Contattami.
‼️L’appello é a tutti i della cura che ruotano intorno al malato cronico. Tutti. Dai medici tradizionali a quelli olistici.
I percorsi formativi sono fondamentali.
Contattatemi.
Aiutare il paziente passa anche attraverso il giusto , , profonda della storia di malattia della persona.
Le persone con malattie croniche devono attivarsi per lavorare sulle emozioni che attraversano ogni giorno, ma senza il tuo aiuto, come hai letto, la situazione può peggiorare drasticamente, nonostante tutta la resilienza della persona che ami.
Scegli.
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