05/11/2025
Esistono tanti mantra nello Yoga, tutti che portano messaggi positivi di amore, rispetto, evoluzione, protezione. Alcuni celebrano la vita, tutti esprimono gratitudine, verso il divino o l’insegnante. Il suono delle parole in sanscrito recitato con devozione dal profondo del petto genera delle vibrazioni che agiscono a livello di sistema nervoso centrale, producendo l’effetto desiderato espresso dalle parole, anche se non se ne conosce il significato. Tra tutti, il Vande Gurunam, il solo mantra che recitiamo all’inizio della nostra pratica, è per me il più potente, che ancora ogni volta mi provoca la pelle d’oca, sia da allieva che quando da insegnante come in questo caso guido la classe. Qual’è il vostro mantra preferito? “Mi inchino ai piedi di loto del supremo Guru, che insegna la via per la grande felicità della propria realizzazione. Come un guaritore della giungla elimina l’illusione e il veleno dell’ignoranza dell’esistenza condizionata. Di aspetto umano nella parte superiore del corpo, porta con se la conchiglia del suono divino, il disco del tempo infinito e la spada della discriminazione. A Patanjali, incoronato da un cobra dalle mille teste bianche, io mi inchino”