15/02/2026
Intervista di Fausto Orrù in occasione della presentazione del libro Gallese's Proctology 07-02-2026
1. Dottore, lei è considerato un vero luminare della proctologia. Però dire che le emorroidi non fanno male non è un po’ una provocazione?
1 - non è affatto una provocazione, ma la pura realtà: "emorroidi" è un termine abusato per indicare qualsiasi cosa fuoriesca dall'ano e qualsiasi malattia che provochi dolore e/o sanguinamento. Le malattie anali sono tantissime e se chiamiamo tutto "emorroidi" non riusciremo mai a fare una precisa diagnosi e di conseguenza sbaglieremo il più delle volte la terapia, con fallimenti, a volte peggioramenti e anche possibili danni.
2. Cosa l’ha spinta a dedicare addirittura un libro a una materia di cui, di solito, si preferisce non parlare?
2- per la verità la spinta è quella che tento io di dare una dignità a una parte della patologia umana troppo trascurata e banalizzata dalla gente (dicono tutti di "soffrire di emorroidi"), ma soprattutto dai Medici che non vedono oltre il loro naso e si adagiano sulle notizie tramandate dai predecessori... che risalgono a circa 6500 anni fa e credetemi, le procedure che si fanno adesso, differiscono veramente poco da quelle degli antichi egizi o dei romani. In effetti cambia il cucchiaio (Laser, radiofrequenza, ultrasuoni, ma la minestra è sempre la stessa. Io dico sempre che le emorroidi i pazienti le portano in bocca e i medici le hanno nel cervello.
3. Nel libro lei si definisce “scienziato e santo”: ironia, provocazione o una sincera autobiografia?
3 - Ho ripreso una gag di Igor (Aigor) del film Frankenstein Junior: ma è tutta questione di autostima... non potete capirlo
4. Chi la conosce sa quanto per lei l’umorismo sia fondamentale. Quanto è stato importante saper scherzare per affrontare un lavoro che, diciamolo, mette spesso a dura prova pazienti… e medici?
4- la chirurgia è una professione stressante, usurante, sia fisicamente che psicologicamente. Si ha a che fare con esseri umani e anche cercando di dare il meglio di se non è statisticamente possibile incorrere, per fortuna poche volte, in risultati negativi. Adesso poi il medico è diventato bersaglio di pazienti, avvocati e magistrati che una volta comprendevano le difficoltà di interventi spesso definiti "banali" da certa stampa, ma che invece richiedono anni e anni di studio e di esperienza. Beati quei medici che non fanno niente, perche i problemi si presentano per chi ha il coraggio di affrontare tutto, anche i casi difficili e a volte impossibili.
5. Rispetto a quarant’anni fa, oggi è più facile parlare di proctologia o resta ancora un argomento da sussurrare?
5- Ribadisco che da 6500 anni i discorsi tra medici in proctologia girano sempre intorno agli stessi argomenti triti e ritriti. Solo da circa 40 anni, grazie ad Antonio Longo, si è aperto uno spiraglio di progresso, che naturalmente è osteggiato da chi vuole mantenere la tradizione e si adagia sulle care, facili, rassicuranti "emorroidi"
6. In Italia circa il 30% della popolazione soffre di questa patologia: sono davvero tutti da operare o spesso si tratta di fastidi passeggeri che vanno e vengono?
6- Per la verità le malattie anali (non le emorroidi) colpiscono il 50% della popolazione adulta e rappresentano un peso sociale notevole per pazienti in primis, per i sanitari e per gli aspetti economici. Rispetto al passato si tenta sempre più di trattare i pazienti conservativamente finchè è possibile. Del resto l'ano è un organo unico, non esiste il pezzo di ricambio e quindi sarebbe bene tenerselo caro. Gi interlventi devono essere eseguiti solo quando è strettamente necessario e sempre a vantaggio del paziente.
7. Il libro arriva ora che lei è in pensione. Se lo avesse scritto prima, pensa che avrebbe perso pazienti… o magari ne avrebbe guadagnati?
7- Io sono sempre stato in prima linea; sono nato come Chirurgo d'Urgenza e questo ho fatto per 40 anni, senza lasciar mai per perso qualsiasi paziente... e tanti ancora mi ringraziano. In gioventù ero in Ospedale giorno, notte, Natale, Pasqua, Ferragoso e Feste comandate, tutte le volte che una persona in pericolo avesse bisogno della mia opera. Il tempo per scrivere ne avevo poco. Dopo il pensionamento mi sono dedicato alla Procto-Perineologia a i massimi livelli; nelle strutture private non ci sono, tranne poche eccezioni, le condizioni per operare in urgenza o per poter trattare patologie gravi come tumori o pazienti "fragili". Negli ultimi anni ho raccolto molti appunti che mi ero conservato e ho deciso di dar loro una sistemata... così è nato il libro...
8. La sanità oggi è spesso descritta come “a pezzi”. È messa peggio la sanità pubblica o un sedere dopo un intervento chirurgico?
8- Da oltre 20 anni predico la litania che il Sistema Sanitario Nazionale, gratuito, universale, migliore del mondo, è stato dall'inizio un carrozzone insostenibile, dato che non è affatto gratuito, ma si basa sui contributi versati dai cittadini con le tasse per cui a poco a poco è divenuto sempre più insostenibile economicamente e di conseguenza organizzativamente, con personale demotivato, prestazioni sempre più rarefatte e non di eccellenza e per questo le definizioni "gratuito, universale e migliore" non sono più attinenti alla realtà. Il sedere dopo chirurgia spesso è dolente, sanguinante e gonfio, ma tutto passa se l'intervento è riuscito bene tecnicamente, ma soprattutto se è stato preceduto da una diagnosi precisa e una adeguata pianificazione di tutto l'iter diagnostico e terapeutico. Le "emorroidi" dimenticatele.
9. In un Paese che legge poco – e la Sardegna purtroppo non fa eccezione – perché dovremmo leggere proprio il suo libro?
9- Nessuno è obbligato a leggere il mio libro: quelli furbi scopriranno che gli conviene... provare per credere.
10. Alla fine dei conti, si sente più santo o più scienziato?
10- Santo lo sono anche se non ho tanta pazienza, perchè quella poca che mi ha fornito la natura la utilizzo tutta per spiegare ai poveri pazienti e ai meno poveri miei colleghi, che le "emorroidi" se le devono togliere dalla testa e dalla bocca e invece devono lasciarle nel c**o, dove è il loro posto e dove svolgono il loro sporco lavoro. Dopo aver letto il libro ringrazierete di avere le emorroidi... l'organo, non la malattia che invece rappresenta un bias cognitivo.
11. Dopo una vita passata a studiare il “lato B” dell’umanità, c’è ancora qualcosa che riesce a sorprenderla?
11- Certo che si, non ce n'è uno uguale all'altro, nessuno con la stessa malattia, nessuno con la stessa terapia: io lavoro su misura, non faccio sempre le stesse cose a tutti. E le cose curiose non mancano mai.
12. Ha mai pensato di cambiare specializzazione… o ormai è troppo tardi per voltarsi indietro?
12- nella mia carriera ho operato dal collo, al torace, al mediastino, al cuore, all'addome, alla pelvi, all'apparato vascolare, ai muscoli, alle ossa, agli sfinteri, agli organi riproduttivi di maschi, femmine e altro. La sola cosa che non ho mai operato e la Neurochirurgia, cioè nervi e cervello: qualcuno però dice che il colon sia il secondo cervello... a me sembra che per tanti il tratto finale del tubo digerente si a il primo e a volte l'unica cosa con cui ragionano
13. Qual è la frase più assurda che un paziente le abbia mai detto in ambulatorio?
13- Riferisco solo una frase detta al telefono da un paziente, non a me, ma una mia gentile collega che me l'ha raccontata: "Dottoressa, aiuto, mi si sono trombate le emorroidi!"
14. Se le emorroidi potessero parlare, cosa le direbbero di lei?
14- Che direbbero? "ma chi si crede di essere quello? Non ci considera nemmeno..."
15. Ultima domanda: nella vita è più importante avere una buona testa… o un buon fondoschiena?
15- quando la gente non capisce nemmeno con le mattonate mi viene da dire "In c**o gli entra, in testa no"
Forse è meglio non farmi altre domande perchè sto scivolando nel triviale. Grazie per la bella chiacchierata, ma mo' ve dovete legge er librooo cocchiiiii