06/05/2026
Questi sono alcuni dei concetti che cerco sempre di trasmettere alle persone che seguo durante un percorso di riabilitazione.
Il primo punto è che il recupero non dipende solo dal fisioterapista.
Il mio lavoro è guidare il processo, ma il risultato finale dipende molto da quanto la persona è coinvolta attivamente.
Per questo non mi piace l’idea di una riabilitazione solo “passiva”, dove il paziente sta solamente a lettino senza essere parte attiva del percorso (anche perché ti assicuro che questa strada a lungo termine non premia).
Il mio ruolo è aiutarti a capire cosa fare per gestire il problema nel modo più autonomo e sostenibile per te.
È importante anche chiarire che ogni persona è diversa.
Anche con la stessa diagnosi o lo stesso tipo di dolore, le risposte e i tempi di recupero possono cambiare molto da individuo a individuo.
Un punto spesso sottovalutato: il recupero non è quasi mai lineare.
Ci sono momenti di miglioramento e momenti in cui i sintomi possono aumentare o essere più variabili. Questo fa parte del processo. Non deve essere visto necessariamente come un peggioramento.
Quello che fai nelle altre 23 ore della giornata ha un impatto enorme.
Poco movimento, abitudini sbagliate, troppo lavoro, stress, poco sonno o sonno di bassa qualità : tutto questo influisce spesso più del tempo trascorso in studio.
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