25/04/2026
Foto del setting a fine seduta con T., adolescente autistico. Nella prima sessione T. ha espresso verbalmente un rifiuto per la Musicoterapia, derivato da altre esperienze già avute in questo campo.
Gradualmente, stando con lui nel setting, aspettandolo e incontrandolo nel suo tempo e nel suo spazio, seguendo il concetto Benenzoniano di essere "contemplatori" di ciò che accade nel setting, T. ha scelto di re-stare.
T. nelle prime sessioni non ha apparentemente mostrato interesse verso il lato musicale e sonoro del setting, manifestando invece una spiccata sensorialita' tattile, una predilezione per l'elemento acqua e un linguaggio ecolalico particolarmente ricco ma non direzionato alla comunicazione coi musicoterapisti, ai quali non ha quasi mai rivolto lo sguardo.
Ieri abbiamo deciso di introdurre nel setting un set di lettere in plastica morbida che ha subito attirato la sua attenzione. Dopo poco ha composto una parola: TRALUSCO. L'ha associata a un arpeggio di ukulele, che ha suonato lui stesso. L'abbiamo cantata insieme, e T. ci ha guardato e sorriso, più volte.
In Musicoterapia è spesso così: i piccoli cambiamenti non sono tanto frutto di ciò che facciamo o non facciamo quanto di come riusciamo a costruire intorno all'Altro un contesto che gli fornisca i giusti mezzi espressivi.