dott.ssa Paola F. Di Franco

dott.ssa Paola F. Di Franco psicodiagnosi
valutazione funzionale
psicoterapia cognitivo-comportamentale
formazione

L’idea di “una Barbie autistica” o del gruppo Aut  playmobil rischia davvero di fare l’effetto opposto dell’inclusione: ...
13/01/2026

L’idea di “una Barbie autistica” o del gruppo Aut playmobil rischia davvero di fare l’effetto opposto dell’inclusione: invece di normalizzare, separa. È come se dicesse implicitamente: le Barbie “normali” non possono essere autistiche; l’autismo è una caratteristica così totalizzante da dover diventare il personaggio. E questo è problematico.
Chi ha deciso che Barbie dottoressa, infermiera, astronauta ecc. non possano essere autistiche? O non possa esserlo il pizzaiolo sotto casa senza la sigla etichettante?
Nella vita reale le persone autistiche sono già ovunque, hanno mille storie diverse. Non portano un cartellino addosso.
Il rischio maggiore di queste operazioni è che
l’autismo venga ridotto a un set di segni esteriori (accessori, colori, posture, “tratti riconoscibili”) e
si rafforzi l’idea che sia qualcosa di visibile, definibile, stereotipabile
come “categoria speciale”
L'inclusione dovrebbe essere meno marketing-centrica e più coerente con la realtà. Non basta che l"autismo rappresenti un business già nel mondo della riabilitazione?

In questo periodo natalizio vedo alberi splendidi, carichi di decorazioni perfette.Alcune p***e brillano più di altre.Mi...
20/12/2025

In questo periodo natalizio vedo alberi splendidi, carichi di decorazioni perfette.
Alcune p***e brillano più di altre.
Mi fanno pensare a quanto, nella vita professionale, non sia sempre facile scegliere dove appenderle.
Criticare certe realtà tutto l’anno e poi farsi trovare sotto lo stesso albero quando conviene è una forma curiosa di spirito natalizio.
Io resto affezionata all’idea che la coerenza sia una qualità rara, ma riconoscibile. Non luccica, non fa scena, però regge.
Buone feste a chi le p***e preferisce averle vere, anche se non fanno decorazione.

20/12/2025
Questa volta non si è trattato di una battuta infelice né di un fraintendimento.La ministra ha detto: “siete solo dei po...
13/12/2025

Questa volta non si è trattato di una battuta infelice né di un fraintendimento.
La ministra ha detto: “siete solo dei poveri comunisti”, intendendo il comunismo come insulto, come marchio di disvalore. Ma l'insulto non è questo...questo è pari al b***etto "chi non salta...ecc. " Il livello era quello, con la schiera di lecchini in prima fila pronti a saltare.
L'insulto è arrivato dopo.
Lei ha aggiunto "siete inutili"
Il tutto in un contesto che avrebbe dovuto essere di ascolto, confronto, costruzione.
E invece ha deriso. Ha umiliato. Ha polarizzato.
Ricevendo applausi
Questa non è politica.
È violenza simbolica esercitata dall’alto che aumenta lo stigma sociale, delegittima il disagio,
e produce danni reali sul piano psicologico, motivazionale, identitario.
Qui non basta l’indignazione a caldo.
Non basta archiviare l’episodio come “tono sbagliato”.
Perché quando una ministra umilia gli studenti, non sta parlando a titolo personale: sta educando. E ciò che educa è il disprezzo.
Il segnale necessario, oggi, è uno solo: dimissioni, perchè il semestre filtro ha fallito e perché una ministra non può permettersi di rispondere a degli studenti con questi toni.

12/12/2025
VOTA E FAI VOTAREIn questi giorni ho lavorato con un piccolo gruppo di ragazzi  sul tema delle votazioni.Sembra una cosa...
24/11/2025

VOTA E FAI VOTARE

In questi giorni ho lavorato con un piccolo gruppo di ragazzi sul tema delle votazioni.
Sembra una cosa ovvia, ma in realtà non lo è affatto: molti giovani non ricevono a scuola un vero supporto su come orientarsi tra candidati, programmi e promesse.
E quando parliamo di ragazzi nello spettro, questo diventa ancora più evidente e di fatto accade che seguano le preferenze dei genitori come accade in tanti altre situazioni, non riuscendo ad identificare le.proprie
Nel nostro percorso abbiamo scoperto due difficoltà diffuse:
1 "Non so come si fa a scegliere chi votare"
Molti dichiarano apertamente di non avere strumenti per capire quali temi sono importanti per loro, come confrontare i programmi o come riconoscere proposte realistiche da quelle semplici “sparate”.
Non è un problema individuale: è proprio la mancanza di un lavoro educativo su questo tema.
2 "E se dicono b***e?"
E hanno ragione: in campagna elettorale può succedere che i candidati facciano promesse difficili da mantenere.
Ma uno dei ragazzi ha proposto un’idea potentissima: un’analisi longitudinale della coerenza.
Tradotto: guardare non solo cosa dicono oggi, ma cosa hanno fatto ieri. Sapete quanto sono sensibili alle dissonanze ( se lo fossimo anche noi ci eviteremmo errori ripetuti)
Da qui sono venute fuori diverse “prese per il fondelli” di certi comportamenti politici poco credibili.
Perché tutto questo è importante?
Perché nell' Intervento Mediato dal Contesto:
non si lavora solo sulle competenze del ragazzo, ma sul mondo intorno a lui.
Portare dentro la realtà — come le elezioni — permette di sviluppare autonomia, senso critico, partecipazione e la tanto nominata autodeterminazione
Non prepariamo cittadini “perfetti”, ma persone che sanno orientarsi e non si sentono sole davanti a una scelta complessa.
Il risultato?
Abbiamo costruito insieme un diagramma di flusso per scegliere in modo consapevole: semplice, visivo, concreto.
Un modo per aiutare a mettere ordine tra valori personali, promesse elettorali e chiarezza comunicativa.

Non diciamo chi votare.
Aiutiamo a capire come scegliere.

E, soprattutto, li aiutiamo a capire che il loro voto conta davvero.
Ora mj domando, quanti colleghi, educatori, docenti, in questo periodo hanno lavorato su questi temi? Non farlo significa passar4 un unico messaggio: la tua opinione non conta!

16/11/2025

Conversazione della domenica....
«Che lavoro fa la tua mamma?»
«Lavora con i bambini speciali!»
«Speciali tipo… con i superpoteri? Volano? Sparano glitter?»
La bambina mi guarda, perplessa: «Nooo… sono bambini normali…»
«Ah, meno male! Perché se avessero i superpoteri, allora sì che mi preoccuperei.
Ma dimmi: cosa li rende “speciali”?»
La bambina ci pensa un attimo, e dice:
«…Boh. Forse lo dice la mamma per essere gentile.» (!!!)
«Può darsi. Però sai, ogni bambino ha qualcosa di speciale. Anche tu.. perché ognuno è diverso.»
Lei : «Allora magari è meglio dire che la mamma aiuta bambini… diversi, ognuno a modo suo.»
Ecco qua..
Bambini, facciamo riflettere questi adulti!!

Indirizzo

Capua

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando dott.ssa Paola F. Di Franco pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a dott.ssa Paola F. Di Franco:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare