25/10/2015
Diverticolosi e diverticoliti: alternative agli antibiotici
Si tratta di piccole estroflessioni presenti soprattutto nella parte terminale dell’intestino, il sigmoide (nel 90% dei casi). Tendono ad essere piuttosto comuni dopo i 40 anni e sono sempre presenti nella metà degli ultrasessantenni. Spesso i diverticoli sono asintomatici, ma le persone che ne sono affette possono soffrire frequentemente di diarrea, stipsi, meteorismo, crampi e tensioni addominali.
Tuttavia, può capitare che i diverticoli si infiammino e allora si parla di diverticolite; secondo gli ultimi studi, questo accade solo nel 4% dei casi. Allora, subentrano dei sintomi, spesso di comparsa subitanea, anche se non sempre tutti presenti e con la stessa intensità: dolore al basso addome, crampi, febbre, brividi, nausea, vomito, cambiamento dell’abituale regolarità intestinale, sanguinamento, che a sua volta può causare astenia, senso di stordimento e vertigini. Più raramente, un’ infezione dei diverticoli può causare complicazioni come un ascesso, perforazione, fistole, peritonite e ostruzione intestinale.
Le cause
Non c’è nessuna certezza sulle cause dei diverticoli. Per oltre 50 anni si è creduto che fossero la conseguenza di una dieta povera di fibre. Tuttavia, un recente studio (1) ha mostrato che non c’è nessun nesso tra una dieta a basso contenuto di fibre e lo sviluppo di diverticoli intestinali e che piuttosto sarebbe una dieta ricca di fibre e più frequenti evacuazioni a causare i diverticoli. Altri studi hanno focalizzato l’attenzione sul ruolo della serotonina. Bassi livelli di questo neurotrasmettitore potrebbero portare ad un minore tono del colon e a maggiori spasmi. Ulteriori ipotesi indicano anche altre cause: obesità, sedentarietà, fumo di sigaretta e abuso di farmaci come antinfiammatori e cortisonici.
Sulle cause della diverticolite, invece, gli scienziati non hanno dubbi: si tratta di proliferazioni batteriche all’interno dei recessi diverticolari, dovuti a cambiamenti della flora intestinale e causati soprattutto da errori alimentari, ma anche da stress e strapazzi fisici.
Terapia convenzionale
Nel caso di pregressi episodi di diverticolite, la medicina accademica prescrive antibiotici inassorbibili e se sono presenti complicazioni come emorragia rettale, fistole e ascessi si ricorrere all’antibiotico, eventualmente associato alla mesalazina. Nelle forme gravi o che non rispondono alla terapia medica, è indicata la chirurgia.
Dieta
Fino a non molto tempo fa, di fronte alla presenza della diverticolosi o dopo episodi di diverticolite, i medici prescrivevano una dieta priva di alimenti che contenevano filamenti (es. fagiolini, sedano) e semi. Sulla base di recenti studi, questa restrizione pare non sia più necessaria (2). Tuttavia questa raccomandazione per molti rimane valida eccome. Comunque è molto difficile generalizzare perché le rispose ai singoli alimenti variano moltissimo da persona a persona; qualcuno potrebbe tollerare i pop corn e non tollerare i semi di lino, e via di questo passo. Anche la raccomandazione di assumere almeno 30-40 g di fibra al giorno, si scontra con la sensibilità personale, perché alcuni pazienti le fibre non le tollerano in nessun modo. Personalmente credo che la dieta vada cucita addosso al paziente dopo un’attenta anamnesi alimentare. E’ certo che tutto ciò che può irritare l’intestino, come i cibi piccanti, gli insaccati, le grigliate, i pomodori, i peperoni, gli alcolici, le pizze, i dolci e la cioccolata, e che viene consumato in eccesso può facilmente portare ad un nuovo episodio di diverticolite o causare dolore da contrattura, tensione e meteorismo nei soggetti per lo più asintomatici. Comunque, una dieta ben confezionata riduce o annulla le recidive nei pazienti soggetti ad episodi acuti di diverticolite.
Acqua
Di grande beneficio è il consumo di almeno un litro o poco più di acqua calda durante la giornata, lontano dai pasti. In questa si possono lasciare in infusione qualche seme di cardamomo o altre erbe medicinali, come ad esempio l’altea, la liquirizia e l’olmaria.
Omotossicologia
Questo tipo di omeopatia moderna mette a disposizione dei farmaci molto efficaci per la cura e soprattutto nella prevenzione della diverticolite. Sono indicati soprattutto alcuni prodotti in fiale da iniettare sottocute a livello addominale, sia durante un episodio acuto che nelle forme subacute o croniche. In questa fiale sono contenuti organoterapici, nosodi e altri farmaci omeopatici di origine minerale e vegetale con spiccate proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche.
Integratori
Glutamina – è un amminoacido che aiuta l’intestino a funzionare meglio, tuttavia non ci sono evidenze scientifiche che questo integratore possa prevenire la diverticolite. Funge da importante “carburante” per le cellule dell’intestino e quindi concorre alla salute dell’epitelio intestinale.
Omega 3 – il consumo di omega-3 come integratore o come alimento può agire favorevolmente sulle forme modeste di infiammazione. Al contrario, il consumo di omega-6 (prevalenti nell’alimentazione moderna) l’infiammazione la favoriscono. Da evitare, quindi, tutti gli oli di semi raffinati e non. Una dieta ricca di omega-3 può anche avere una certa azione preventiva sul tumore del colon.
Probiotici – diversi studi hanno mostrato l’effetto positivo di una integrazione con fermenti lattici per lunghi periodi. Batteri come L. acidophilus, L. plantarum, Bifidi e lieviti come Saccharomyces boulardii possono migliorare eventuali disturbi legati ai diverticoli e prevenire la diverticolite. Nella mia esperienza clinica, la sola dieta e l’assunzione regolare di fermenti, senza il ricorso ai cicli di antibiotici mensili, sono stati sufficienti nella maggioranza dei casi nel prevenire ricadute di diverticolite. L’impiego di yogurt come veicolo di fermenti lattici non è sempre indicato e anzi potrebbe essere addirittura controproducente.
Fitoterapia
La fitoterapia è davvero ottima nella prevenzione e nella cura di forme leggere di diverticolite.
Olmo rosso (Ulmus fulva ) – emolliente, antinfiammatorio delle mucose intestinali, astringente. Protegge le mucose irritate e ne accelera la guarigione. Questa pianta medicinale è impiegata anche per la cura delle gastriti, ulcere gastrointestinali e infiammazioni croniche dell’intestino.
Artiglio del gatto (Uncaria tomentosa ) – azione antinfiammatoria e immunomodulante.
Dioscorea (Dioscorea villosa) – azione antispastica e antibatterica.
Altea (Althaea officinalis) – affetto emolliente, lenitivo, cicatrizzante e antinfiammatorio.
Camomilla (Matricaria recutita) – azione spasmolitica, antinfiammatoria e cicatrizzante.
Olmaria (Spirea ulmaria) – antinfiammatoria, cicatrizzante, digestiva e leggermente antisettica ed astringente.
Liquirizia (Glycyrrrhiza glabra) – azione emolliente, antinfiammatoria e antispastica.
Echinacea (Echinace angustifolia ) – azione antibiotca, immunostimolante e blandamente analgesica.
Aglio fresco (Allium sativum) – azione disinfettante intestinale, immunostimolante e disintossicante.
Viburno (Viburnum opulus) – azione spasmolitica. Riduce la pressione intestinale.
Triphala – vedi monografia
Attenzione: queste piante potrebbero avere degli effetti collaterali, essere controindicate nel caso di malattie autoimmuni, in gravidanza o interagire con alcuni farmaci di sintesi. Consultare sempre un medico esperto in fitoterapia prima di assumerle.