21/02/2026
Mio figlio Sōsuke, 10 anni, si sveglia con un forte mal di testa. Non mi sento bene, dice, ho dormito male.
Neppure aspetto il termometro: - Allora resta a casa.
- Ma è solo un po’ di mal di testa.
Magari puoi entrare alla II ora o dopo la mensa, propongo, ma lui replica che alla I ora c’è la preparazione per l’evento di venerdì. Ci tiene.
- Ho capito, ma quando si sta male bisogna riposare, il corpo ha sempre ragione.
Mentre lui ribadisce che forse gli serve soltanto mettersi sul divano e riposare una mezz’ora io mi sorprendo della mia reazione, così diversa da quella che avrebbe avuto mia madre quando ero bambina. Se si trattava solo di un mal di testa valeva la pena di sforzarsi, sarebbe passato sicuramente. Eppure, memore del meglio e del peggio di ogni sentimento – anche della serietà con cui si mantiene un impegno, della tenacia, della resistenza alle difficoltà della vita – voglio che questi miei bimbi mettano il proprio benessere in cima alla lista delle priorità. È anche per via della cultura in cui stanno crescendo che resta per me la migliore possibile, in quanto l'ho scelta consapevolmente più di vent’anni fa per porvi radici, ma di cui conosco le fragilità.
Come scrivevo nella mia personale bibbia laica «WA, la via giapponese all’armonia» (.libri): «La cultura giapponese mostra di avere in sé il veleno e l’antidoto: da una parte il karōshi 過労死, la «morte per eccesso di lavoro», la spinta costante al superamento e all’onorare a ogni costo impegni e scadenze, e dall’altra la saggezza insita nella lingua, che ricorda come non darsi spazio per il riposo, spingere al limite la fatica, si traduce nella «morte del cuore». Trovare l’equilibrio tra il sospendere e il fare, tra il darsi da fare e il darsi del tempo per essere e basta, pare la chiave di lettura del tempo presente che oscilla, talvolta paurosamente, tra due estremi»
Alla fine Sōsuke è voluto andare a scuola ma, anziché andare al doposcuola e a piscina, nel pomeriggio è tornato dritto a casa. Sono stata contenta di aver avuto la possibilità di renderli consapevoli di qualcosa: Quando si sta male, si fa una pausa. si salta qualcosa!
Di strato in strato, spero che si modelli la coscienza.