Studio Il Loto

Studio Il Loto Studio di Psicologia e Psicoterapia e attività laboratoriali, seminari multidisciplinari.

Quando ascoltiamo musica, soprattutto ritmica, si attivano i gangli della base: sono strutture profonde del cervello che...
12/01/2026

Quando ascoltiamo musica, soprattutto ritmica, si attivano i gangli della base: sono strutture profonde del cervello che regolano il movimento, il tempo e gli automatismi.
Ecco perché viene spontaneo ba***re il piede, dondolarsi o muoversi a tempo, anche senza volerlo.
La musica agisce anche sul corpo: può rallentare o accelerare il battito cardiaco, influenzare la respirazione e contribuire a ridurre lo stress.
Opera anche sul piano mentale ed emotivo: attiva il sistema limbico (emozioni e memoria), stimola il rilascio di dopamina (che è legata al piacere e alla motivazione) e facilita il richiamo di ricordi profondi, spesso autobiografici
Non a caso la musica è usata in ambito clinico:

- nella riabilitazione neurologica (per esempio nel Parkinson)
- nella gestione del dolore
- nel supporto emotivo.

Ma c’è di più. La musica ha anche un ruolo sociale fondamentale: cantare, suonare o ascoltare insieme aumenta il senso di appartenenza e di connessione. È un linguaggio che unisce prima ancora delle parole.

Ecco alcune domande che possono aiutarti a comprendere meglio come la musica ha a che fare con te.

C’è una musica che riesce a cambiarti lo stato d’animo in pochi secondi? Qual è?
Ti capita di accorgerti che il corpo si muove a tempo prima ancora che tu ci pensi?
Usi la musica solo come sottofondo o anche come strumento per prenderti cura di te?
Qual è la musica che ti fa sentire più “in sintonia” con gli altri?
Che cosa ti fa fare il corpo quando parte “quella” musica?
Ci piacerebbe che condividessi con noi le tue risposte!

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Ci sono quattro approcci che vengono generalmente usati per programmare le prossime vacanze.1. Lascio che sia qualcun al...
09/01/2026

Ci sono quattro approcci che vengono generalmente usati per programmare le prossime vacanze.

1. Lascio che sia qualcun altro a scegliere e io vado a rimorchio

2. Vado dove sono sempre andato e dove so che cosa aspettarmi

3. Metto in conto più viaggi, visite ed escursioni possibile, perché la vacanza è fare tutto e di più

4. Che sia alla maniera di una balena spiaggiata o nello stile di Nebbia (il cane di Heidi), l'importante è riposarmi e guai a chi mi sveglia.

Sono approcci molto diversi e, a dirla tutta, l'elenco non è neppure esaustivo. Ad esempio, manca la voce che riguarda l'attenzione verso coloro di cui abbiamo la responsabilità: bambini, anziani e animali. A meno di non considerarli pacchi al seguito, occorre tenere conto delle loro esigenze e preferenze.

Ma è importante rendersi conto che ognuno dei quattro punti è l'espressione di un bisogno interiore e che, proprio per questo, le vacanze sarebbero più semplici se fossimo pienamente coscienti di questo bisogno e fossimo anche capaci di condividerlo con le persone che abbiamo attorno.

Le vacanze vanno progettate tenendo conto delle esigenze del corpo, dello spirito e dell'anima.

Ma se le vacanze sono spesso per te la miccia che fa scoppiare la bomba, ti invitiamo ad esplorare il tuo vissuto per comprendere ciò che ti muove.

Se vuoi essere accompagnato in questo lavoro su di te, contattaci.

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La busta paga, i benefit aziendali e la vicinanza a casa sono i criteri più usati per valutare il lavoro. Ma ce ne sono ...
05/01/2026

La busta paga, i benefit aziendali e la vicinanza a casa sono i criteri più usati per valutare il lavoro. Ma ce ne sono altri che purtroppo sono tenuti quasi sempre in poca considerazione.

Eppure hanno a che fare con i bisogni più profondi dell'esistenza umana: dal sentire che trova espressione una parte importante di me, al sentire che sto facendo qualcosa di utile per la società, al vivere relazioni profonde e gratificanti.

Ridurre tutto a un calcolo economico è una vera e propria porcata, perché non tiene conto dei bisogni interiori. Per essere chiari: i bisogni primari sono mangiare, dormire e stare al caldo, oltre che poter contare su una certa sicurezza personale. Su questo non ci piove ed è sacrosanto che si stia attenti a questo. Ma non è tutto qui.

Se vivi un momento di insoddisfazione in ambito lavorativo e non sai deciderti su che cosa e su come cambiare, forse ti può essere utile un accompagnamento per fare chiarezza, a partire da ciò che è importante per te, che chiede a gran voce di vivere e che finora non è stato riconosciuto.

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Mi piace questa citazione di Jung, perché in poche parole spiega il senso della psicoterapia: accompagnare le persone in...
02/01/2026

Mi piace questa citazione di Jung, perché in poche parole spiega il senso della psicoterapia: accompagnare le persone in un viaggio dentro di sé, di riscoperta e di apertura.

Il risveglio di sé stessi è possibile attraverso un viaggio nel profondo.

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Non preoccuparti: non è il solito post di fine anno che ti spiega, una volta di più, come fare l'elenco dei buoni propos...
29/12/2025

Non preoccuparti: non è il solito post di fine anno che ti spiega, una volta di più, come fare l'elenco dei buoni propositi per l'anno nuovo.

Men che meno, non saremo qui a riempirti la testa di consigli su come stilare progetti realizzabili, sostenibili a lungo e in sintonia con la tua sensibilità. Tanti altri l'hanno già fatto e in Rete di materiale ce n'è in abbondanza.

Vogliamo però svelarti il rovescio della medaglia.

Detto brutalmente: qual è il tuo tornaconto nel fallire una volta di più? Che cosa ci guadagni a fare progetti che poi vedi miseramente naufragare?

Sicuramente non sei una persona stupida, perciò se i tuoi buoni propositi sembrano costantemente votati al fallimento ci deve essere una buona ragione.

E non è la mancanza di determinazione o la mancanza di costanza...

Troppo spesso, i ripetuti fallimenti sono invece la giustificazione per non voler davvero cambiare stile di vita.
"Vorrei smettere di fumare". In realtà, fumare mi piace e non voglio smettere.
"Vorrei dimagrire". In realtà, mi piace mangiare e godere della buona tavola.
"Vorrei essere più buono". In realtà, il mondo è pieno di stronzi.
Eccetera.
Se i buoni propositi sono semplicemente una rinuncia a qualcosa che mi piace, sono sicuramente destinati ad essere disattesi.

In più, danno la scusa per dire: "Io ci provo, ma..."

Così assumiamo i panni della vittima e diamo la colpa alla vita, al destino, a questa società ingiusta o a chissà cos'altro.

Ora il domandone: perché voglio fare la vittima? Chi mi ha insegnato un simile atteggiamento verso la vita?

Lo sappiamo: come auguri di buon anno sono un po' bruschi. Ma sono sinceri: davvero a noi in Studio importa che ognuno possa diventare sempre più autenticamente sé stesso, libero di godere della propria vita, del proprio corpo e delle proprie relazioni.

Buon 2026!

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Diamo per scontato che tu abbia visto il film e che sappia perciò di che cosa stiamo parlando.La domanda che vogliamo po...
26/12/2025

Diamo per scontato che tu abbia visto il film e che sappia perciò di che cosa stiamo parlando.

La domanda che vogliamo porci è semplice: che cosa rende possibile il cambiamento del vecchio Lord?

È una persona gretta, piena di prosopopea ma delusa dalla vita. È sorretto solo dal senso del dovere e della propria superiorità sociale e manca di qualunque capacità di compassione.

E poi arriva questo nipote, che lo "costringe" a un radicale cambiamento, sia di atteggiamento sia di prospettive.

Come?

Secondo noi sono due gli elementi principali.

La benevolenza. Il piccolo Lord Fontleroy ha uno spirito aperto e sincero e vede il bene ovunque. Vuole bene a suo nonno, anche se agli occhi di tutto il paese è un vecchio dispotico.
La disponibilità al cambiamento. Il nonno è davvero un vecchio dispotico, ma non è impermeabile. Ha le sue convinzioni ferree, ma non abbastanza ferree da piegare i fatti ad esse: è capace di rivedere i propri giudizi.
Non è tutto qui, ovviamente. Ma questi sono gli ingredienti principali che possiamo usare anche noi nella nostra vita.

Forse non per cambiare gli altri, ma per rendere migliori noi stessi. E, così facendo, rendere il mondo un posto migliore.

Ti invitiamo a farci sapere sia il tuo pensiero sia il tuo modo di vivere: è prevalente il sentimento di gratitudine o ti sembra di essere sempre in guerra?

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Quel giorno camminavo in un bosco, arrampicandomi lungo un sentiero che saliva per la montagna.Passo dopo passo, mi trov...
22/12/2025

Quel giorno camminavo in un bosco, arrampicandomi lungo un sentiero che saliva per la montagna.

Passo dopo passo, mi trovavo sempre più in alto, finché gli alberi cessarono e ci fu solo prato e roccia e vento.

Vedevo chiaramente il panorama intorno a me: tutt'intorno, altre montagne e valli e fiumi. Sotto, i villaggi e una cittadina.

Io continuavo a salire, fino a intravvedere la vetta.

A un certo punto, scorgo, proprio vicino alla vetta, una casupola.

Mi avvicino ancora, con il mio passo.

Mentre sono oramai nei pressi della casupola, si apre la porta ed esce [un uomo | una donna (secondo che tu sia uomo o donna)] molto molto in là con gli anni.

Regge una cesta coperta da un panno.

Quando arrivo di fronte a questa persona molto anziana, mi rendo conto che sono io, tra tanti anni.

«Benvenut[o/a]!», mi dice porgendomi la cesta.

Io sollevo il panno e guardo nella cesta. Mi accorgo che c'è un neonato.

Prima di poter aprire bocca, mi rendo conto che il neonato sono io da piccol[o/a].

«Ora puoi prendertene cura tu», mi dice l'anzian[o/a]. «Non sprecare quest'occasione.»

L'anzian[o/a] torna nella casupola e io riprendo la strada del ritorno.

Avrai capito che abbiamo usato il Natale, cioè l'arrivo di un bambino Salvatore, per proporti di prenderti cura di te stess[o/a], del tuo Io Bambino. Ti diamo alcuni spunti per indagare nel tuo animo.

Com'era il mio passo durante la salita? Felice, sereno, affaticato, preoccupato? O come
Che cosa provavo, un passo dopo l'altro, mentre guardavo il panorama intorno a me?
Quando ho scorto la casupola, ne sono stato felice o ho avuto timore? Che cosa ho pensato?
Che cosa ho provato quando mi è stato affidato il mio io bambino?
In che modo me ne prenderò cura o non me ne prenderò cura?
Confidiamo che questo lavoro possa fornirti qualche luce interiore e suggerirti un piccolo cambiamento positivo. Se vuoi essere accompagnato professionalmente nel tuo viaggio, chiamaci.

Comunque, buon Natale!
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Il 19 di dicembre la newsletter è stata spedita a tutti gli iscritti.Se non sei iscritto, puoi comunque leggerla online ...
19/12/2025

Il 19 di dicembre la newsletter è stata spedita a tutti gli iscritti.

Se non sei iscritto, puoi comunque leggerla online cliccando sul link che trovi a fine testo.

Abbiamo fatto un piccolo elenco degli eventi che di solito caratterizzano il periodo di ferie italiane e, per ognuno, abbiamo delineato il modo in cui può diventare un’occasione di conoscenza di sé.

È interessante e curioso scoprire come gesti che appartengono alla tradizione e che perciò vengono compiuti quasi senza rendersene conto portino invece un carico di significati importanti. È la ricchezza della vita interiore che fa capolino, anche quando si tratta di significati dolorosi.

Anzi, proprio per questo, si rivelano indizi importanti di una vita che chiede di essere guarita, in modo che si possano liberare le potenzialità.

Ti invitiamo a leggere la newsletter. E a iscriverti: la riceverai ogni mese.

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Secondo san Paolo, noi siamo corpo, anima e spirito. Secondo i biologi, noi siamo corpo e attività cerebrale.In ogni cas...
15/12/2025

Secondo san Paolo, noi siamo corpo, anima e spirito. Secondo i biologi, noi siamo corpo e attività cerebrale.

In ogni caso, il nostro corpo è ciò che siamo, perché è attraverso di esso che interagiamo con ciò che esiste.

Ma i sensi corporei non ci parlano solo del mondo fuori di noi: ci parlano anche del mondo dentro di noi.

Il modo con cui respiriamo, una stretta allo stomaco, un mal di testa, una frenesia incontenibile, un'attrazione verso un'altra persona o un senso di pace sono solo alcuni dei segni che il corpo può dare per parlarci della nostra vita interiore.

Occorre che impariamo ad ascoltare il corpo. Occorre che impariamo a cogliere, a distinguere e a interpretarne i segnali.

Il primo modo per avanzare nella conoscenza e nella comprensione del nostro corpo è fare sport. Non serve fare sport agonistico, ma fare sport serio. Ciò permette di acquisire familiarità col corpo, conoscerlo nei bisogni e nei limiti. E così imparare a cogliere i segnali che vanno al di là dei bisogni fisici.

Il secondo modo è usare un metodi di formazione personale che miri specificamente alla connessione tra corpo e mente. Ad esempio, la Bioenergia è forse la scuola più conosciuta. È una fonte continua di scoperte, perché è davvero insospettabile la quantità di informazioni sulla vita interiore che il corpo offre incessantemente e che, nella vita frenetica di oggi, siamo portati ad ignorare.

Se vuoi saperne di più e vorresti essere accompagnato in un percorso di formazione personale, contattaci e prendi un appuntamento.

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alvolta non serve intestardirsi a intervenire sul corpo, perché il malessere ha cause che risalgono alla tua storia e a ...
12/12/2025

alvolta non serve intestardirsi a intervenire sul corpo, perché il malessere ha cause che risalgono alla tua storia e a ciò che hai imparato.

Se frasi come

Non ce la farò mai da solo/a
Ho bisogno di qualcuno che mi sostenga
Sono sempre stanco/a e senza energie.
ti suonano familiari, non è necessariamente una cattiva notizia. Anzi!

Sicuramente hai ottime (e sane) ragioni per sentirti così. Tuttavia, ciò che era una risposta adeguata nel passato può non essere altrettanto adeguata nel presente, perciò va cambiato il modo in cui il tuo cuore sta nel mondo.

Si può fare!

Tu lo puoi fare!

È un percorso graduale che parte dalla consapevolezza dei segnali che il tuo corpo ti manda e arriva a un modo gratificante e pieno di gestire i tuoi vissuti.

Ti invitiamo leggere l'articolo che Chiara Fasoli ha scritto per il nostro blog: puoi così verificare se parla proprio di te.

https://www.studioilloto.it/cf3

Stiamo entrando nel pieno del vortice natalizio. È entusiasmante, certo. E purtroppo spesso è anche tremendamente frustr...
08/12/2025

Stiamo entrando nel pieno del vortice natalizio. È entusiasmante, certo. E purtroppo spesso è anche tremendamente frustrante, faticoso ed avvilente.

La cattiva notizia è che capita a tutti: in questo caso, il detto mal comune, mezzo gaudio non è consolatorio, ma solo la certificazione che nella nostra società ci sono forze che non vanno nella direzione del benessere.

La buona notizia è che abbiamo il potere di cambiare le cose e di riappropriarci di tempi rispettosi di noi stessi.

In un articolo scritto dopo le vacanze estive per il nostro blog, Serena Mottura ha delineato l'importanza dell'imparare a staccare, proponendo alcune riflessioni che ti possono aiutare a comprendere meglio sia come tu vivi le pause sia come possa migliorare il modo per recuperare energie e tranquillità.

Ti invitiamo a leggerlo (o a rileggerlo), per costruire con piccoli gesti concreti, efficaci e importantissimi un periodo natalizio sereno.

https://www.studioilloto.it/sm2

Le conseguenze che Recalcati trae dalle sue osservazioni, distruggono in un botto tutte le buone fiabe.Tra fratelli e so...
05/12/2025

Le conseguenze che Recalcati trae dalle sue osservazioni, distruggono in un botto tutte le buone fiabe.

Tra fratelli e sorelle, ciò che orienta il rapporto non è la fratellanza o la sorellanza, ma l'odio e l'inimicizia. Con la nascita di un fratello o una sorella la vita è esposta al regime plurale del due, all'impossibilità di essere un 1 indiviso. E la prima tendenza dell'essere umano non è accogliere il 2, ma di respingerlo e di negare la sua esistenza.

Fratelli e sorelle Sono sempre a rischio di un conflitto, di lotta senza esclusione di colpi di aggressività e di rivalità invidiosa e gelosa, che a volte sembra non conoscere alcuna pacificazione possibile.

La vera fratellanza non è determinata dal sangue, ma dalla capacità di superare la rivalità e costruire un legame basato sulla solidarietà e sul rispetto delle individualità.

Sotto le feste, le rivalità si possono riattivare se c'è stata una separazione emotiva o la percezione di un accudimento molto diverso, se sono state percepite preferenze e ciò ha provocato delle ferite profonde nell'altro fratello.

In genere chi soffre di più sono coloro che non hanno manifestato la gelosia e che sono anche più predisposti ad esserci per le figure genitoriali.

Questa conflittualità che è più interna che diretta ed è presente, per lo più, nei figli maggiori che hanno sperimentato l'esclusione o l'essere messi da parte, che ad un certo punto si sono sentiti poco visti e anche poco riconosciuti nelle loro fatiche e nei loro successi.

Consigliamo la lettura di questo testo per riscoprire parte di te stesso e avere una maggiore consapevolezza della relazione con fratelli o sorelle minori o (perché no?) anche, con fratelli e sorelle maggiori.

Se vivi una relazione problematica con un fratello o una sorella e vuoi l'aiuto di un professionista, contattaci.

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Massimo Recalcati, Uno diviso due, Feltrinelli

Indirizzo

Via Del Lavoro, 33
Cassano Magnago
21012

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 12:00

Telefono

+393407099445

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