Studio Il Loto

Studio Il Loto Studio di Psicologia e Psicoterapia e attività laboratoriali, seminari multidisciplinari.

Riparte la Classe di esercizi bioenergetici di Studio Il loto: una nuova sessione (marzo–maggio 2026) per tornare in con...
27/02/2026

Riparte la Classe di esercizi bioenergetici di Studio Il loto: una nuova sessione (marzo–maggio 2026) per tornare in contatto con corpo, respiro ed emozioni, e imparare a leggere in modo più chiaro i segnali che il corpo manda, in un lavoro di gruppo guidato.

Prima di iniziare puoi partecipare a una serata di presentazione gratuita per verificare che sia proprio il momento per te.

Info pratiche (in sintesi)

Serata di presentazione gratuita: giovedì 12 marzo 2026, ore 20:00
Inizio ciclo: giovedì 19 marzo 2026
Frequenza: 10 incontri a cadenza settimanale
Orario abituale: giovedì 20:00–21:30 (con due eccezioni)
Dove: Studio Il loto, via del Lavoro 33, 21012 Cassano Magnago (VA)
L'occorrente per la classe è semplice: abbigliamento comodo, calze antiscivolo, coperta e tappetino.

Le classi sono condotte dalla dottoressa Chiara Fasoli.

Per altre info e per le iscrizioni:

Se vuoi vedere calendario completo e dettagli, trovi tutto qui: https://www.studioilloto.it/bioenergetica.



Quando una relazione ti fa sentire sempre più piccolo o piccola, non è amore: è controllo.Una relazione tossica può semb...
23/02/2026

Quando una relazione ti fa sentire sempre più piccolo o piccola, non è amore: è controllo.
Una relazione tossica può sembrare difficile da lasciare perché dà qualcosa (appartenenza, un “progetto”, una promessa di sicurezza, intimità), ma spesso lo fa negando bisogni fondamentali: fedeltà a te stesso/a, alternative, socialità, indipendenza, stabilità.

Segnali frequenti a cui prestare attenzione:

si bruciano le tappe (pressioni, convivenza/pregetti subito, “anime gemelle” dopo pochi giorni)
i tuoi confini non vengono rispettati (il tuo “no” diventa una colpa o una “prova d’amore”)
gelosia e possessività mascherate da amore
isolamento progressivo da amici e famiglia
controllo digitale (password, posizione, “prove”, interrogatori se non rispondi)
negazione dei fatti e inversione di colpa (inizi a dubitare di te)
ricatti e punizioni emotive, svalutazione, intimidazioni
controllo economico e pressioni sessuali o riproduttive
Una cartina al tornasole semplice:
Nelle ultime settimane, la mia libertà sta aumentando o diminuendo?

Se riconosci più segnali insieme, la priorità è la sicurezza: parlane con una persona fidata, ricostruisci i fatti in modo concreto (anche per iscritto) e valuta supporto specializzato. In emergenza immediata: 112 o 1522 (servizio pubblico antiviolenza e stalking).

Leggi l’articolo completo qui:
https://www.studioilloto.it/blog/amore-relazione-tossico-cause-segni-conseguenze-bisogni-soddisfatti-negati-riconoscere-uscire

Una domanda per te: qual è il segnale che, col senno di poi, ti sembra più importante non minimizzare?

Parliamo d'amore, ma l'obiettivo è evitare la banalità e portare l’amore su un terreno concreto. Per noi l’amore è una s...
20/02/2026

Parliamo d'amore, ma l'obiettivo è evitare la banalità e portare l’amore su un terreno concreto. Per noi l’amore è una scelta sostenuta da competenze, non solo un sentimento: è qualcosa che si costruisce e si cura nel tempo.

Lo esploriamo come esperienza incarnata, che richiede:

Intimità: contatto autentico, senza secondi fini e senza giochi relazionali.
Presenza corporea: capacità di sentire, respirare, restare in contatto con sé e con l’altro.
Regolazione tonico-emotiva e gioco: sicurezza, sintonizzazione, simbolizzazione, riparazione.
Nella newsletter trovi tre prospettive:

Analisi Transazionale: intimità, riconoscimenti sani, autonomia (e come copioni e giochi possono rendere difficile l’amore).
Analisi Bioenergetica: radicamento, vitalità, apertura del cuore, tolleranza della vicinanza e co-regolazione.
Psicomotricità: relazione come dialogo tonico-emozionale e gioco come palestra affettiva e simbolica.
C’è anche un approfondimento su amore tossico: non solo conseguenze, ma quali bisogni può soddisfare, quali nega e quali segnali indicano una deriva pericolosa.

Infine, i consigli di lettura e di visione e la ripresa delle classi di esercizi bioenergetici.

Per leggere le newsletter e per iscriverti: https://www.studioilloto.it/newsletter


Non così vicino (il titolo originale è A Man Called Otto) non è dotato di una trama che brilli di originalità: dopo un q...
16/02/2026

Non così vicino (il titolo originale è A Man Called Otto) non è dotato di una trama che brilli di originalità: dopo un quarto d’ora prevedi già come andrà a finire.

Ma è un film delicato, che parla di vita interiore, di relazioni e di senso della vita. Il protagonista, Otto Anderson (interpretato da Tom Hanks) è un uomo ormai quasi anziano, vedovo, senza figli e perennemente ingrugnito ed incazzoso.

È un ingegnere che ama sapere come funzionano le cose ed è in grado di compiere miracoli con gli apparecchi. Probabilmente, la cosa che amerebbe di più sarebbe un manuale di istruzioni per la vita, che sembra spingerlo sempre più ai margini.

La trama e tutti i dettagli del film te li risparmio: li puoi trovare su Wikipedia.

Mi preme qui mettere in evidenza una sola cosa, tra le tante che il film suggerisce. Otto è intelligente, preciso e determinato, al punto che, al suo confronto, gli altri gli sembrano idioti. Inoltre, Otto è (proprio perché estremamente preciso) un uomo corretto e giusto. O, almeno, così lui si ritiene.

Per gli altri, è un ro******le antipatico.

L’aspetto interessante che voglio portare alla luce è che c’è molta differenza tra essere giusto e fare del bene. Otto lo scoprirà durante gli ultimi anni della sua vita (quelli raccontati dal film), quando rinuncerà ad aspirare alla perfezione e ricomincerà ad aprirsi alle relazioni.

Come dicevo, il film è di una delicatezza commovente. L’ho visto insieme ad un gruppo di trenta amici e, al termine della proiezione, c’erano poche persone che non avevano gli occhi umidi.

È già passato in TV e sicuramente lo puoi trovare in streaming.

Non così vicino, con Tom Hanks, Truman Hansk, Mariana Treviño, Rachel Keller, Manuel Garcia-Rulfo, Cameron Britton, Juanita Jennings, Mack Bayda. USA-Svezia, 2022.

Viviamo in modalità always on: online, reperibili, presenti ovunque. Eppure, sempre più spesso, emerge un bisogno sempli...
13/02/2026

Viviamo in modalità always on: online, reperibili, presenti ovunque. Eppure, sempre più spesso, emerge un bisogno semplice e radicale: disconnettersi non è un lusso, è una necessità.

Parliamo di disconnessione in senso ampio: non solo dai social, ma anche da dinamiche relazionali che durante le feste possono riattivare nostalgia, tristezza, conflitti e vecchi copioni.

Tocchiamo anche il tema del Natale No Contact: la scelta di evitare la famiglia di origine può essere legittima, ma ha valore soprattutto quando nasce da una decisione consapevole, non da reazioni guidate da rabbia, paura o dolore.

È un concetto chiave della bioenergetica: il grounding, cioè restare ancorati alla realtà, in contatto con sé stessi e con il mondo, per scegliere con più lucidità.

E poi c’è la pressione sociale (specialmente a Capodanno): l’idea che tutto debba essere memorabile, che bisogna mostrarsi felici e sul pezzo. Ricordiamo invece il valore psicologico delle tradizioni come àncore emotive e invitiamo a costruire, se serve, nuove tradizioni più adatte a chi siamo oggi.

Se senti che “staccare” ti riesce difficile, forse non è questione di forza di volontà: può essere utile un accompagnamento per ritrovare ritmo, respiro e autenticità.

E tu, da cosa avresti bisogno di disconnetterti per ricaricarti davvero?

https://www.studioilloto/sm9



Anche la notte più buia è seguita dall’alba. Ti è mai capitato di vedere nero? Di non riuscire a vedere la luce e pensar...
09/02/2026

Anche la notte più buia è seguita dall’alba. Ti è mai capitato di vedere nero? Di non riuscire a vedere la luce e pensare che quel momento fosse infinito? Magari quel momento è ora, ti sembra di essere senza speranza e di non riuscire a vedere le possibilità.

Ricorda che alla fine il sole sorge sempre.

Se non sai come fare, potresti avere bisogno di una lanterna che stia accanto a te durante la notte e abituarti gradualmente alla luce.

Se senti di avere questo bisogno puoi contattarci e prendere appuntamento con uno dei nostri professionisti. Saremo felici di illuminare il tuo cammino.

https://www.studioilloto.it/contatti

Non è corretto dire, allo stato attuale delle ricerche, che l'atteggiamento verso il cibo e quello verso il sesso sono u...
06/02/2026

Non è corretto dire, allo stato attuale delle ricerche, che l'atteggiamento verso il cibo e quello verso il sesso sono uguali e che vi è una corrispondenza diretta tra l'uno e l'altro.

In altre parole, non si può affermare che se si vive la sessualità in un certo modo si vive anche l'alimentazione allo stesso modo.

Tuttavia, cibo e sesso sono due luoghi dove si vede molto bene il rapporto tra corpo, emozioni e relazione.

Per esempio, sia l'alimentazione sia il sesso possono essere sperimentati con vissuti simili elencati nei punti seguenti.

Come mera soddisfazione di un bisogno fisico: soddisfatto il bisogno, non occorre altro.
Come occasione di socialità e di condivisione: sia la sessualità sia l'alimentazione possono soddisfare un bisogno di relazione profonda.
Come accumulazione che non è mai abbastanza: i fenomeni del binge eating (l'abbuffamento incontrollabile) e della dipendenza dal sesso sono oggi ben documentati.
Come ansiolitico: la scorpacciata o l'orgasmo sono due potenti regolatori emotivi che, in sé stessi, non sono patologici; ma lo diventano in caso di perdita di controllo e conseguenze negative.
Come fonte di repulsione o disprezzo: la forte limitazione o anche l'assenza di attività sessuale e alimentare sono anch'essi fenomeni conosciuti.
A causa di queste similitudini, quando in uno dei due domini compaiono segnali di perdita di controllo, di evitamento e repulsione o di un uso sistematico come regolatore emotivo, spesso vale la pena esplorare con delicatezza anche l’altro dominio, cercando le variabili comuni: vergogna corporea, interocezione, coping, attaccamento, trauma, depressione o ansia.

Vuoi che nel blog dello Studio dedichiamo un intero articolo di approfondimento su questo tema? Lascia un commento per richiederlo.

https://www.studioilloto.it

Lacci si concentra principalmente sui legami di coppia e familiari, affrontando tematiche profonde come la crisi coniuga...
02/02/2026

Lacci si concentra principalmente sui legami di coppia e familiari, affrontando tematiche profonde come la crisi coniugale, la rabbia e la sofferenza che possono scaturire dalle difficoltà relazionali.

La forza del romanzo risiede nella capacità di suscitare reazioni diverse in chi legge: a seconda della propria visione della coppia e della propria storia personale, si può provare empatia verso i protagonisti o, al contrario, nutrire sentimenti di astio nei confronti di uno o più personaggi. Questo coinvolgimento emotivo rende la lettura ancora più intensa e personale.

Lacci invita il lettore a interrogarsi sul senso più profondo delle relazioni, sulla libertà individuale e su quanto, talvolta, la famiglia possa trasformarsi in una sorta di piccola gabbia. La storia spinge a riflettere sulla propria idea di famiglia e a chiedersi come ci si comporterebbe in situazioni simili a quelle dei protagonisti.

Il romanzo lascia spazio a interrogativi importanti: è giusto rimanere insieme per il bene dei figli? Oppure è più corretto separarsi pensando proprio a loro? Cosa farei io se mi trovassi in una situazione analoga? Queste domande, sollevate dalla lettura, restano sospese e accompagnano il lettore ben oltre l’ultima pagina, rendendo Lacci un libro che va oltre la semplice narrazione per diventare uno spunto di riflessione personale.

Se senti che per te è importane riguardare la tua storia familiare per un percorso di crescita, contattaci.

https://www.studioilloto.it/contatti



 #  si pensa che, per stare bene, sia necessario trovare un lavoro creativo.Ma le ricerche in psicologia del lavoro racc...
30/01/2026

# si pensa che, per stare bene, sia necessario trovare un lavoro creativo.
Ma le ricerche in psicologia del lavoro raccontano qualcosa di diverso: non è tanto il tipo di lavoro a fare la differenza, quanto il modo in cui lo si abita.

La creatività non è solo fare arte o inventare cose nuove.
È il modo personale di affrontare un compito, di risolvere problemi, di metterci del proprio. Quando una persona può usare iniziativa, curiosità e intelligenza, anche un lavoro semplice diventa più gratificante.

Inserire creatività nel lavoro:

aumenta il senso di autonomia
sostiene la motivazione
alimenta il divertimento
soddisfa il bisogno di sviluppo mentale.
La psicologia parla di job crafting: la capacità di modellare il proprio lavoro dall’interno, dando significato a ciò che si fa.
La filosofia, da Aristotele in poi, ricorda che la realizzazione umana non dipende solo dal “che cosa” facciamo, ma dal come lo facciamo.

In questo senso, la creatività non è un’aggiunta opzionale, ma una funzione vitale: permette di non vivere il lavoro in automatico, di sentirsi presenti, coinvolti, vivi.

In che modo riesci a portare la tua creatività nel lavoro che fai oggi?

Se senti che la tua attività lavorativa non è gratificante per te, forse è il caso di esplorare ciò che vuole vivere e come può farlo. Contattaci per essere accompagnato in questo percorso.

https://www.studioilloto.it/contatti



Quando si parla di violenza, l’attenzione va (giustamente) alle forme più evidenti: aggressioni fisiche, femminicidi, ab...
26/01/2026

Quando si parla di violenza, l’attenzione va (giustamente) alle forme più evidenti: aggressioni fisiche, femminicidi, abusi. Sono fatti gravi, drammatici, che richiedono condanna e intervento immediato.
Ma la violenza non inizia quasi mai da lì.
Esiste una forma di violenza molto più silenziosa, difficile da riconoscere e spesso socialmente accettata: rendersi indispensabile per l'altro, fino a togliergli autonomia.
Non è la violenza di chi colpisce, ma di chi:

- decide al posto tuo “per il tuo bene”
- si offre come unico punto di riferimento
- ti fa sentire incapace senza di lui o di lei
- ti protegge… ma solo a patto che tu resti dipendente

È una violenza che non urla, non minaccia apertamente, non usa le mani.
Usa il bisogno, il senso di colpa, la paura di perdere l’altro.
Progressivamente, chi la subisce smette di scegliere:

- si affida
- delega
- rinuncia
- si adatta

E spesso fatica perfino a chiamarla violenza, perché viene scambiata per amore, premura, sacrificio.
Ma una relazione sana non rende indispensabili.
Rende liberi di esserci.
Riconoscere queste dinamiche è fondamentale, perché la violenza più pericolosa è spesso quella che si traveste da cura.
E ogni percorso di consapevolezza inizia da una domanda semplice, ma radicale:

In questa relazione sto diventando più me stesso… o sempre più dipendente?
E ripensa a tua mamma e a tuo papà: la loro presenza ti portava all'autonomia o alla dipendenza?
Se pensi di essere dentro una relazione di dipendenza sotto l'aspetto di una relazione di cura e vuoi essere accompagnato a risanare la situazione, chiamaci.

https://www.studioilloto.it/contatti


“Mamma, ho sepolto pathos in panciaOra la ragione è il mio rottweiler da guardiaE guarda, non fa più una grinza la facci...
23/01/2026

“Mamma, ho sepolto pathos in pancia
Ora la ragione è il mio rottweiler da guardia
E guarda, non fa più una grinza la faccia
Si confonde tra quelle dell’Isla de Pascua
Viaggio fuori dalla pathosfera
Sto andando fuori dalla pathosfera
Troppi asteroidi nella pathosfera”
Caparezza, Pathosfera, da Orbit Orbit

Il 5 dicembre è uscito in tutte le radio “Pathosfera” secondo singolo tratto da Orbit Orbit di Caparezza, ultimo album pubblicato lo scorso 31 ottobre 2025. Si è fatto attendere qualche anno, ma è tornato con il botto e come sempre ha qualcosa da dire.
Questa canzone è veramente interessante su un piano psicologico e sociale; come molti suoi testi, del resto. Invitiamo ad ascoltarla, ma anche a prestare attenzione alle parole. Qui riportiamo il ritornello, ma anche le strofe sono interessanti e molto esplicite.
Il brano “Pathosfera” pone al centro della sua narrazione la tematica della dissociazione emotiva, interpretata come una strategia di autodifesa. Attraverso riferimenti diretti e immagini evocative, l’autore descrive una condizione in cui il pathos, cioè la componente emotiva più profonda e autentica, viene “sepolto” e messo da parte. Questa scelta non nasce da superficialità, ma piuttosto da una necessità di protezione nei confronti di un mondo percepito come ostile o troppo invadente.
Il viaggio “fuori dalla pathosfera” diventa metafora di un percorso di distanziamento dalle emozioni, quasi un’esplorazione di una nuova dimensione in cui si cerca di sfuggire agli agli ostacoli e ai traumi che risiedono nella sfera emotiva.

La conosci? Cosa ne pensi?

Per ascoltarla su YouTube: https://youtu.be/pLNfH7TTUhM

https://www.studioilloto.it/

Dal 30 gennaio partono le supervisioni psicocorporee per i professionisti della salute che integrano l’uso del proprio c...
22/01/2026

Dal 30 gennaio partono le supervisioni psicocorporee per i professionisti della salute che integrano l’uso del proprio corpo nel loro intervento terapeutico con minori o adulti.

A partire dalle sensazioni del proprio corpo, ognuno ha l'opportunità di approfondire il proprio vissuto all'interno di un gruppo protetto, per decifrarlo ed integrarlo. Può così diventare un professionista d'aiuto più solido, più competente e più empatico.

Se sei interessato, leggi l'articolo di presentazione al link riportato sotto, dal quale puoi anche scaricare il volantino.



https://www.studioilloto.it/supervisione

Indirizzo

Via Del Lavoro, 33
Cassano Magnago
21012

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 12:00

Telefono

+393407099445

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