Dr. Emiliano Zanier fisioterapista e osteopata

Dr. Emiliano Zanier fisioterapista e osteopata Mi occupo in particolar modo di Osteopatía Per la Vita: dalla gravidanza al post-partum ai bimbi in età pediatrica e neonatale.

01/02/2026

Circa 1 bambino su 5 nei Paesi industrializzati subisce episodi di bullismo.
La Danimarca è riuscita a ridurre questa statistica a circa 1 bambino su 16.
Non con punizioni più dure.
Non con politiche “zero tolerance”.

Ma insegnando empatia come una competenza di base, ogni settimana.

Dal 1993, nelle scuole danesi esiste uno spazio strutturato chiamato Klassens Tid:
bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni si siedono insieme per un’ora a settimana per parlare di relazioni, conflitti, esclusione, emozioni.
E quando non c’è un problema da risolvere, si fa qualcosa di altrettanto importante: si impara a stare insieme.
Nessuno viene ignorato. Nessuno sparisce.

Funziona perché non è “educazione morbida”.
La pratica ripetuta dell’empatia rafforza le aree cerebrali coinvolte nella regolazione emotiva, nel controllo degli impulsi e nella capacità di prendere la prospettiva dell’altro. Un sistema nervoso che si sente al sicuro non ha bisogno di attaccare per appartenere.

In classi costruite sulla collaborazione e non sulla competizione, il bullismo fatica a sopravvivere.
I bambini imparano a intervenire quando qualcuno viene escluso.
Il successo non è individuale, ma condiviso.
Lo stress resta più basso.
La fiducia diventa la norma.

Ed è per questo che l’intelligenza emotiva predice il successo a lungo termine meglio dei voti o dei test standardizzati.
Un’ora protetta a settimana, ripetuta nel tempo, diventa un vantaggio che si estende alle relazioni, alla leadership e alla resilienza emotiva per tutta la vita.

Se vogliamo crescere bambini capaci di gestire le emozioni, affrontare i conflitti e restare centrati sotto pressione, questa è la base.
Non controllo.
Non punizione.
Ma sicurezza, relazione e allenamento emotivo costante.

👉 Segui per altre ricerche spiegate in modo semplice e chiaro.

Fonti:
OECD, 2019. PISA Results: Bullying and Student Well-Being. OECD Publishing.

Olweus, D., 1993. Bullying at School: What We Know and What We Can Do. Blackwell Publishing.

Durlak, J. A., et al., 2011. The impact of enhancing students’ social and emotional learning: A meta-analysis. Child Development.

Decety, J., & Cowell, J. M., 2014. The complex relation between morality and empathy. Trends in Cognitive Sciences.

Blakemore, S.-J., 2012. Development of the social brain in adolescence. Journal of the Royal Society of Medicine.

31/01/2026

AUTISMO E SINDROME DI EHLERS-DANLOS: UNA CO-OCCORRENZA POCO CONOSCIUTA

Negli ultimi anni sta diventando sempre più evidente qualcosa che per molto tempo è rimasto sullo sfondo: autismo e sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) compaiono spesso insieme.
Non è solo una sensazione clinica o un racconto che circola tra pazienti: i dati lo confermano.

Una ampia revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2025 da Baeza-Velasco e colleghi ha analizzato i dati disponibili sull’autismo in persone con ipermobilità articolare e sindrome di Ehlers-Danlos, mostrando che la co-occorrenza è significativamente più alta di quanto ci si aspetterebbe per caso. Questo significa che non è un fenomeno isolato o aneddotico, ma si vede ripetutamente in studi con campioni grandi e metodi rigorosi.

Parallelamente, sempre nel 2025, Kindgren et al. hanno pubblicato uno studio che ha confrontato bambini con ipermobilità e diagnosi di EDS rispetto a gruppi controllo, evidenziando una maggiore prevalenza di ASD e ADHD nei primi. Anche qui si parla di numeri, non di impressioni.

Uno degli studi precedenti più solidi su questo tema è quello di Martin Cederlöf e colleghi (2016), basato su registri sanitari nazionali svedesi. Analizzando un’enorme popolazione, gli autori hanno osservato che le persone con EDS presentano un rischio significativamente più alto di condizioni psichiatriche e del neurosviluppo, tra cui autismo e ADHD, rispetto alla popolazione generale.
Parliamo quindi di numeri grandi, non di casi isolati.

A questo punto la domanda diventa inevitabile: PERCHÉ PROPRIO QUESTE CONDIZIONI SI TROVANO SPESSO INSIEME?

Una parte importante della risposta sta nella genetica e nello sviluppo precoce.
L’EDS è legata a varianti genetiche che coinvolgono il collagene e la matrice extracellulare. Queste strutture non servono solo a “tenere insieme” il corpo: durante lo sviluppo embrionale hanno un ruolo chiave anche nel modo in cui il sistema nervoso si organizza. Influenzano la migrazione dei neuroni, la formazione delle connessioni e la stabilità delle reti cerebrali.

Questo collegamento non è teorico.
Uno studio di Eccles e colleghi (2012) ha mostrato differenze nella struttura cerebrale in persone con IPERMOBILITÀ ARTICOLARE, indicando che le caratteristiche del tessuto connettivo possono riflettersi anche sull’organizzazione del cervello.

In altre parole, alcune varianti genetiche possono aumentare contemporaneamente la probabilità di un corpo ipermobile e di un neurosviluppo atipico.
Non perché una condizione “provochi” l’altra, ma perché partono, almeno in parte, dallo stesso terreno biologico.

C’è poi un secondo livello, molto concreto, che riguarda come il corpo e il sistema nervoso funzionano ogni giorno.

Molte persone con EDS convivono con:
dolore cronico, affaticamento marcato, disautonomia (come la POTS, con tachicardia e intolleranza allo sforzo).

Lo studio di Sinibaldi et al. (2015) descrive chiaramente quanto siano frequenti, nell’EDS, le manifestazioni neurologiche e sensoriali, inclusa un’elaborazione atipica del dolore e dei segnali corporei.

Dall’altra parte, sappiamo che l’autismo è spesso associato a una maggiore sensibilità sensoriale e interocettiva.

Il lavoro di Quattrocki e Friston (2014) mette bene in luce quanto, nelle persone autistiche, l’integrazione dei segnali corporei possa essere complessa e faticosa.

Quando queste due condizioni coesistono, il sistema nervoso si trova a gestire: un corpo che invia segnali intensi, instabili o dolorosi
un cervello che li percepisce in modo molto preciso, con poca possibilità di “abbassare il volume”.

Il risultato, nel tempo, può essere un sovraccarico cronico dei sistemi di regolazione, che si manifesta come: ipervigilanza, ansia che non nasce da pensieri o paure specifiche, rigidità, shutdown, meltdown o burnout.

Un altro tassello importante arriva dagli studi sull’ipermobilità e i tratti neurodivergenti.
Bulbena e colleghi (2017) hanno trovato una relazione significativa tra ipermobilità articolare, tratti autistici e ansia. Anche qui, il punto non è una causalità diretta, ma l’idea che alcuni sistemi biologici siano più vulnerabili in partenza.

Messa così, la co-occorrenza tra autismo ed EDS smette di sembrare strana o casuale. Entrambe coinvolgono: lo sviluppo del sistema nervoso, la regolazione sensoriale e autonomia, l’equilibrio energetico dell'organismo.
Da angolazioni diverse, insistono sugli stessi punti delicati.

Questo aiuta a capire perché molte persone con entrambe le condizioni funzionano bene per anni e poi, a un certo punto, iniziano a crollare.
Non perché “regrediscono” o perché “non ce la fanno più psicologicamente”, ma perché il costo fisiologico accumulato diventa troppo alto.

Riconoscere questa co-occorrenza non serve ad aggiungere etichette, ma a leggere in modo più onesto e rispettoso il funzionamento di sistemi che partono già con un carico maggiore.

E spesso, solo questo, fa una grande differenza.
Dott.ssa Aurora Bellucci

Riferimenti principali:
- Baeza-Velasco C., Vergne J., Poli M., Kalisch L., Calati R. (2025). Autism in the context of joint hypermobility, hypermobility spectrum disorders and Ehlers-Danlos syndromes: A systematic review and prevalence meta-analyses. Autism.

- Kindgren E., Quiñones Perez A., Knez R. (2021). Prevalence of ADHD and Autism Spectrum Disorder in Children with Hypermobility Spectrum Disorders or Hypermobile Ehlers-Danlos Syndrome: A Retrospective Study. Neuropsychiatric Disease and Treatment.

- Cederlöf M. et al. (2016). Nationwide population-based cohort study of psychiatric disorders in individuals with Ehlers-Danlos syndrome. Journal of Child Psychology and Psychiatry
Eccles J. A. et al. (2012).

- Brain structure and joint hypermobility. NeuroImage
Bulbena A. et al. (2017). Joint hypermobility, anxiety and neurodevelopmental traits. CNS Spectrums

- Sinibaldi L. et al. (2015). Neurological manifestations in Ehlers-Danlos syndrome. American Journal of Medical Genetics

- Quattrocki E., Friston K. (2014). Autism, oxytocin and interoception. Neuroscience & Biobehavioral Reviews

27/01/2026

3 indizi per riconoscere un fisioterapista abusivo!

Prima di tutto:

1) Il numero di followers non fornisce una laurea ad honorem.

Attenzione a non farsi ingannare dai numeri.

Avere tanti follower potrebbe indicare semplicemente la capacità di essere un bravo intrattenitore.

È facile trovare persone non laureate parlare di salute e riabilitazione, questo non fa di loro dei professionisti del settore.

2) Cerca nella bio “fisioterapista”, attenzione ai giri di parole.

Attenzione a nomi vaghi o troppo tecnici.

“Esperto del movimento funzionale antidolore. Risolti più di 1000 casi”

Espressioni ambigue o troppo generiche senza riconoscimenti ufficiali devono insospettire.

3) Verifica l’iscrizione all’albo dei fisioterapisti.

Cerca nome e cognome sull’albo ufficiale FNOFI.

Lo puoi fare a questo link: https://fisionet.fnofi.it/albo-professionale

24/01/2026

💛 𝐔𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚
A Milano è stata presentata la 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐕𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨𝐧𝐢, voluta da Roberto Vecchioni, dalla moglie Daria Colombo e dalla famiglia, in memoria del figlio Arrigo, scomparso dopo una lunga battaglia contro la malattia mentale.

🧠 L’obiettivo è combattere lo stigma sociale, sostenere le famiglie e rendere la salute mentale un tema aperto e discusso senza vergogna.

✨ La Fondazione ha già in programma eventi e iniziative per sensibilizzare la comunità, trasformando un dolore personale in un 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐨

19/01/2026

One version of one of Leon's favourite slides about the complexity - and simplicity - of breathing dysfunction and its multiple impacts and feedback loops. This is one he also used to show patients to explain how so many of their non-pathological, but frightening symptoms, could be traced back to dysfunctional breathing patterns.

Which of these aspects led you to suspect breathing dysfunction in your clients and how did you approach it?

07/01/2026

Nel XII secolo bevevano spezie. Tu bevi scuse.

Tra il 1098 e il 1179, nel cuore del Medioevo europeo, Ildegarda di Bingen faceva la badessa in Germania e anche la “poliedrica”: mistica, e compositrice di oltre 70 melodie sacre.

E sì, è pure l’unica donna citata da Dante nella Divina Commedia.

Nei suoi trattati medici *Physica* e *Causae et Curae* mette nero su pergamena un rimedio chiamato “Fidelis”, detto anche elisir di spezie calde.

Ricetta da manuale: 3 grammi di radice di zenzero fresco, 2 grammi di cannella in stecca e 1 grammo di galangal (affine allo zenzero, originario dell’Asia minore).

Poi 250 ml di vino bianco e un cucchiaio di miele.

Bolli per 10 minuti e lo prendi tiepido al mattino. [pausa]

Lei lo scrive senza giri: “risvegliare il fegato pigro, scacciare la malinconia e infondere vigor corporis”. Traduzione d’epoca: stanchezza cronica, digestione lenta, umori depressivi, dentro la teoria dei quattro umori.

Comunque: quei nomi poetici oggi suonano meno mistici e più “microbioma”.

Ricerche nel *Journal of Ethnopharmacology* (2018) e in *Frontiers in Microbiology* (2020) citano composti precisi: gingerolo nello zenzero (fino al 3% nella radice fresca), cinnaldeide nella cannella (fino all’80% negli oli essenziali) e galangina nel galangal.

E qui arriva il bello: effetti prebiotici e antimicrobici selettivi.

In test su modelli umani si parla di aumento di *Lactobacillus* e *Bifidobacterium* del 25–40%, e di riduzione dell’infiammazione sistemica via inibizione di NF-kB.

In uno studio clinico su 150 pazienti con sindrome da stanchezza, la fatica cronica scende del 30%.

C’è anche una meta-analisi su 12 trial randomizzati (2022, *Nutrients*).

E il “jolly” medievale? Il galangal, raro in Europa e importato via Vie della Seta.

Uno studio del 2019 su *Phytotherapy Research* dice che i suoi polifenoli riducono del 50% la crescita di patogeni come *E. coli* senza intaccare i simbionti.

Nei manoscritti benedettini lei cataloga oltre 200 piante e minerali, e quei testi sono conservati nella biblioteca di Wiesbaden.

E annota pure un protocollo: “un pollice di radice al giorno per 7 giorni”, contro la sua “paralisi da freddo”.

Oggi il microbioma lo hai “mappato” solo dal 2000 con lo Human Microbiome Project, e intanto i probiotici muovono 50 miliardi di euro l’anno. 🙂

Ieri si chiamava vigor corporis. Oggi lo vendi in capsule.

La storia cambia lessico, non sempre la sostanza.

Ildegarda (1098–1179) codifica il “Fidelis” in *Physica* e *Causae et Curae*
Ricetta: zenzero 3 g + cannella 2 g + galangal 1 g in 250 ml vino bianco + miele, 10 min
Studi 2018–2022 citano composti e effetti su microbiota (25–40%) e infiammazione (NF-kB)
Dato clinico riportato: -30% fatica su 150 pazienti; meta-analisi 2022 (*Nutrients*)
Microbioma: Human Microbiome Project (2000) e mercato probiotici ~50 mld €/anno

30/12/2025

È bastata una sola dose per eliminare completamente il tumore nei topi. Il responsabile? Un batterio nascosto nell’intestino delle rane.

Una scoperta sorprendente che potrebbe rivoluzionare la lotta al cancro: https://fanpa.ge/DaFow

24/12/2025

Un gene agisce come uno scudo invisibile, aiutando i tumori a resistere agli attacchi del sistema immunitario. I ricercatori spiegano che senza questo “interruttore” le cellule tumorali diventano più vulnerabili.

Un grande autore del quale ho avuto l’onore di essere curatore di un libro. Grande ora il lavoro della figlia Sasha Chai...
23/12/2025

Un grande autore del quale ho avuto l’onore di essere curatore di un libro.
Grande ora il lavoro della figlia Sasha Chaitow che porta avanti la produzione letteraria del padre!

Introducing The Leon Chaitow Library of Bodywork and Movement Therapies.

Revised and updated editions of internationally influential clinical texts by Leon Chaitow, ND, DO, a defining figure in modern manual therapy and integrative healthcare.

The Library brings together manual therapy, bodywork, movement, breathing, rehabilitation, and pain management in a clinically practical, evidence-informed series designed for whole-person healthcare in real-world practice.

Titles are revised by carefully selected clinicians and researchers and curated with an explicit aim of Interdisciplinary integrity, strengthening integration across manual therapy, movement, breathing, rehabilitation, pain care, and biopsychosocial clinical reasoning.

Leon Chaitow, ND, DO authored over seventy books and was the founding Editor-in-Chief of the Journal of Bodywork and Movement Therapies (Elsevier). He lectured worldwide and helped foster translational evidence development and its clinical application across hands-on and movement-based healthcare.

Series Editor: Sasha Chaitow, PhD, Interdisciplinary Specialist, School of Physiotherapy, University of Patras.

Published by Elsevier.

———
Current Library titles:

Chaitow’s Breathing Pattern Disorders (3rd ed.), forthcoming 2026

Chaitow’s Muscle Energy Techniques (5th ed.), 2023

Links in comment

L’importanza delle cure palliative non è mai sottolineata abbastanza… per una cura rispettosa della persona e della dign...
18/12/2025

L’importanza delle cure palliative non è mai sottolineata abbastanza… per una cura rispettosa della persona e della dignità umana..

Indirizzo

Viale Venezia 50
Cassola
36022

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dr. Emiliano Zanier fisioterapista e osteopata pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare