04/12/2025
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Seguo con interesse Patrizia Coffaro..e direi che questiconsigli per una alimentazione anti infiammatoria siano utilissimi a tutti .grazie Patrizia
FIBROMIALGIA: IL CORPO REGISTRA TUTTO
(Di Patrizia Coffaro)
C’è un punto che prima o poi tutti notano, la digestione richiede una quantità enorme di energia. È uno dei processi più impegnativi che il corpo affronta durante la giornata. E quando si mangia in continuazione, quando si spilucca dall’alba alla notte, il corpo non ha più margini di riparazione. Rimane intrappolato in una modalità di processo attivo perenne, senza mai avere la finestra per occuparsi delle vere priorità, cioè smaltire l’infiammazione, rigenerare i tessuti, ricalibrare il sistema nervoso e ripristinare la funzione mitocondriale.
Nella fibromialgia questo discorso diventa ancora più evidente. Chi ne soffre ha meno mitocondri attivi rispetto a una persona sana, e molti di quelli presenti funzionano male, sono disaccoppiati, perdono efficienza. Significa meno energia cellulare, meno capacità antinfiammatoria endogena, meno resilienza allo stress. Quindi qualunque scelta che permette di risparmiare energia, come smettere di mangiare in modo continuo, stabilizzare la glicemia, ridurre lo zucchero e gli oli infiammatori, diventa subito un aiuto reale e tangibile.
E qualcosa sta cambiando negli ultimi anni, sempre più persone iniziano a collegare i puntini. Una volta, quando chiedevi se il cibo peggiorava i sintomi, molti professionsiti dicevano di no. Oggi quasi tutti rispondono di sì. È diventato evidente che zucchero, farinacei industriali, cibi ultra processati e picchi glicemici continui peggiorano la stanchezza, aumentano il dolore, fanno crollare l’energia mentale. E non perché siamo diventati più sensibili, ma perché il corpo non riesce più a tamponare un’infiammazione silenziosa che viene alimentata giorno dopo giorno.
Per questo chi soffre di fibromialgia migliora nettamente con un’alimentazione ricca di proteine e grassi sani. Proteine e grassi stabilizzano la glicemia, proteggono dai picchi insulinici, calmano l’infiammazione, danno sazietà, nutrono la mucosa intestinale, riducono il carico tossico. E, soprattutto, riducono l’impatto degli Omega-6 in eccesso.
Qui entra un tema centrale, gli Omega-6 non sono cattivi, sono essenziali. Il problema è la sproporzione, oggi molte persone arrivano a un rapporto 20:1 tra Omega-6 e Omega-3, quando la fisiologia umana richiederebbe un equilibrio quasi 1:1. E quando gli Omega-6 diventano troppi rispetto agli Omega-3, il corpo entra in una condizione pro-infiammatoria continua. Si produce più acido arachidonico, si attivano vie infiammatorie cellulari, aumenta la sensibilità al dolore, si amplifica la reattività nervosa. È come se il corpo vivesse con un meccanismo interno di allarme acceso.
Questa sproporzione non nasce dal consumo di noci o semi naturali, come molti credono. Nasce soprattutto dagli oli di semi industriali, mais, soia, cartamo, girasole raffinato, arachidi, canola. Sono ovunque, nei condimenti, nei sughi pronti, nelle salse “fit”, nei prodotti da forno, nei cibi confezionati considerati salutari (anche quelli senza glutine). Sono oli che irrancidiscono facilmente, diventano instabili, creano grassi trans interni, bombardano i recettori del sistema immunitario e accendono la risposta infiammatoria. Per chi ha già un sistema sovraccarico, sono micce accese infilate nel sistema nervoso.
La prima regola, dunque, è eliminarli. Non ridurli... eliminarli. E sostituirli con grassi sani, olio extravergine d’oliva ricco di polifenoli, b***o e ghee da animali allevati al pascolo (per chi non è vegano), avocado, olio di avocado, olio di cocco, olive, noci non ossidate, uova da allevamento reale all’aperto. Sono grassi che nutrono, non che infiammano.
E qui arriviamo a un altro punto cruciale, la qualità degli alimenti animali. Gli animali allevati a cereali hanno un profilo lipidico completamente diverso, un bovino alimentato a mangimi può arrivare a un rapporto 20:1 tra Omega-6 e Omega-3. Un bovino allevato ad erba, invece, si aggira intorno al 2:1 o addirittura 1:1. Gli animali alimentati a erba producono più vitamine liposolubili, più Omega-3, più CLA (acido linoleico coniugato), più nutrienti utili al sistema immunitario. Gli animali alimentati a cereali, invece, accumulano tossine, hanno un profilo infiammatorio e trasferiscono quel profilo a chi li consuma.
E questo non vale solo per la carne, vale per uova, b***o, latticini, brodi, tutto. È l’alimentazione dell’animale che determina l’informazione biologica che arriverà nel tuo corpo. Chi soffre di fibromialgia ha bisogno di proteine sì, ma proteine che non aggiungano infiammazione. Ecco perché la scelta della qualità fa la differenza. Perchè mangiare carne da aIIevamenti intesivi tutti i giorni (per chi fa chetogenica), i benefici che sente sono solo dovuti dal semplice fatto che, togliendo zuccheri, farine raffinate e spazzatura varia, qualsiasi metabolismo tira un sospiro di sollievo. Ma attenzione, il corpo non è stupldo. Puoi anche sentirti meglio per qualche settimana, ma se ogni giorno lo carichi con proteine provenienti da animali infiammati, pieni di Omega-6, residui di mangimi, antibiotici, stress da allevamento intensivo… lui registra tutto e accumula.
Accumula infiammazione, accumula tossine liposolubili, accumula stress ossidativo. E indovina dove finisce tutto? Nel fegato, nei tessuti, nel sistema immunitario.
Nella fibromialgia questo è ancora più evidente, il corpo è sensibile a tutto, i mastociti sono reattivi, il sistema nervoso già vive in modalità allerta. Se gli dai proteine sporche, non ti premia, anzi, più stanchezza, più dolore, più nebbia mentale.
Il punto non è togliere la carne è scegliere la carne giusta. Perché la carne di un animale allevato male è un messaggio infiammatorio. Entra nel sangue e cambia il tuo terreno. E molti miglioramenti veri nelle persone arrivano non quando smettono di mangiare carne, ma quando cambiano la qualità della carne. nche se non sono una pro carne (ma per una mia questione etica)
Quindi sì, puoi fare chetogenica, low carb, carnivora… quello che vuoi. Ma se lo fai con alimenti da allevamento intensivo, stai costruendo la tua salute su fondamenta fragili. All’inizio sembra tutto ok, poi il corpo presenta il conto, stanchezza che ritorna, dolori che peggiorano, insonnia, irritabilità.
E mentre tutto questo si sistema, proteine adeguate, grassi sani, niente zucchero, niente oli di semi, prodotti animali nutriti come la natura prevede, il corpo inizia finalmente a stabilizzare la glicemia. La glicemia stabile è la vera base della riparazione. Quando la glicemia sale e scende come un’altalena impazzita, il sistema nervoso vive come se fosse in pericolo. Quando invece è stabile, i mitocondri possono respirare, produrre energia, ridurre il cortisolo, calmare l'infiammazione.
E quando glicemia e mitocondri iniziano a collaborare, la guarigione accelera. Non è una dieta è un cambiamento di fisiologia. È un rimettere ordine nel corpo, e quando il corpo torna in ordine, la mente si calma, i sintomi si attenuano, la resilienza aumenta.
XO - Patrizia Coffaro