16/11/2025
A volte la coerenza sembra un lusso che certa sinistra non può permettersi.
Quando si tratta di scioperi che paralizzano servizi essenziali – ospedali, trasporti, scuole, perfino intere città – tutto viene giustificato, celebrato, perfino idealizzato. Anche quando le motivazioni sono poco chiare o sembrano più rituali che reali.
Poi ci sono gesti semplici, simbolici, rispettosi.
Come il mio: portare un mazzo di fiori alle vigilisse il 25 novembre, un omaggio silenzioso a chi serve la comunità, in un giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne.
Eppure, proprio questo gesto mi viene vietato, con la motivazione che “interromberebbe un pubblico servizio”.
Un paradosso talmente evidente da parlare da solo.
In politica si può discutere, ci si può confrontare, si può dissentire.
Ma quando il buon senso si perde per strada, diventa difficile non provare un misto di stupore e amarezza.
Non mi arrabbio: semplicemente mi dispiace, perché questa è la dimostrazione di quanto spesso ideologia e realtà vadano in direzioni opposte e di come cercano di fermare l'avversario che fa paura.