Lucia Salani Osteopatia e Medicina Cinese

Lucia Salani Osteopatia e Medicina Cinese Via Ramedello 3 Cento (Fe)

Via Murri 45/A Bologna

24/02/2026

LA GUARIGIONE NON È UNA SCORCIATOIA

«Non promettete guarigioni facili, perché la guarigione, la vera guarigione, è un percorso molto faticoso» — Antonio Negro

Sono passati tanti anni da quando il prof. Negro pronunciò queste parole, eppure restano attuali, forse più di allora.

La guarigione non è un interruttore da accendere, ma è un processo.
La guarigione richiede tempo, pazienza e partecipazione.

Viviamo nell’epoca del “subito”: risultati immediati, sintomi silenziati in fretta, cambi di terapeuta al primo segnale di lentezza.
Si pretende che pochi giorni di cura riparino decenni di trascuratezza, stress, disarmonie. E se il cambiamento non è spettacolare, si conclude che “non funziona”.

Ma i veri cambiamenti accadono prima in profondità e spesso in silenzio.

Lo ricordava già Constantine Hering: la guarigione segue leggi precise, procede dall’interno verso l’esterno, dall’alto verso il basso, dagli organi più nobili a quelli meno.
Non si tratta di magia, ma di dinamica vitale.

Il medico non è un mago, ci mancherebbe.
Il medico è un intermediario, un accompagnatore.

Il protagonista (e il responsabile) resta sempre il paziente: nelle scelte quotidiane, nello stile di vita, nella disponibilità al cambiamento.
Senza questa assunzione di responsabilità, nessuna terapia può compiersi davvero.

Un tempo si facevano chilometri sotto la neve per chiamare una levatrice.
O si usciva prima dal lavoro per portare un figlio dal medico, senza troppe lamentele.
Oggi abbiamo tanti strumenti straordinari, ma decisamente meno pazienza.
Più mezzi, ma meno profondità.

I tempi cambiano, è vero, ma una cosa non cambia: la trasformazione reale comincia da dentro, nel profondo.

Personalmente, uso sempre la metafora dell'Arca di Noé: a bordo c'è posto per tutti, basta volerci davvero salire per non rimanere sommersi dalla tempesta.

29/01/2026

Se vuoi approfondire, entra nel Corso Yangsheng Sonno e Riposo, in cui lavoriamo in modo graduale su questi aspetti, considerando il sonno non come un

29/01/2026

LIVELLI DI VITAMINA B12
🔎 I LIVELLI DI B12 NELLE ANALISI EMATICHE SONO AFFIDABILI?
Purtroppo no, e ció crea non poca confusione - sia nel pubblico che negli stessi operatori sanitari.
🩸QUALI VALORI MINIMI E MASSIMI?
Il valore minimo di normalità riportato nei referti di laboratorio è solitamente 180 o 200 pg/ml (o ng/L), soglia sotto la quale si può sviluppare ANEMIA MACROCITICA.
La soglia che METTE AL SICURO dai "danni neurologici" E' MOLTO PIU' ELEVATA. Questi fenomeni neurologici iniziano e si mantengono quando i valori di B12 non sono ottimali, pur essendo nel range "di normalità".
🧪 COME CONTROLLARE LO STATO DELLA VITAMINA B12?
Gli esami ematici sono: emocromo, vit. B12, folati, omocisteina (esami disponibili in tutti i laboratori).
Il parametro più specifico sarebbe l’acido metilmalonico (MMA), che però non viene effettuato di routine nei laboratori.
Alcuni ricercatori sono riusciti a stabilire che il valore ematico di B12 che garantisce la normalità del parametro DEVE ESSERE SUPERIORE a 488 pg/ml (o ng/L).
Valori di vitamina B12 nella "zona grigia" (200-488 pg/ml) è potenzialmente carenza di B12 e a rischio di sviluppare complicanze neurologiche.
Nella mia "personale esperienza", il rischio si ha quando la b12 è al di sotto di 600-700
🩹QUALE DOSE ASSUMERE ?

Esistono 2 dosaggi diversi di integrazione: quello "di mantenimento" (per mantenere livelli già corretti) e quello "di attacco" (molto più alto, da assumere per UN CERTO NUMERO DI MESI al fine di riportare i livelli di B12 a una situazione ottimale, per poi passare alla dose di mantenimento).
1) "Attacco": 1000 mcg al giorno in forma di metilcobalamina - meglio se sublinguale (da sciogliere sotto la lingua) - il numero di mesi di "dose di attacco" dipende dai livelli iniziali di B12 e va personalizzato, facendo controllare i risultati da un medico o nutrizionista competente su questo argomento.
- "Mantenimento" è 1000 mcg 2 volte la settimana.
Il testo che leggi è riadattato da quanto scritto dalla dr.ssa Luciana Baroni Medico, Geriatra, Neurologa e Nutrizionista.
Il suo articolo qui: https://www.accademianutrizione.it/blog/vitamina-b12-a-cosa-serve-carenza
E questi sono consigli PER CHI PRATICA UNA DIETA VEGANA O VEGETARIANA.
Lo scrivo per rispondere inizialmente a tutte le domande che arrivano; perchè esiste un solo bene, la , e un solo male, l'ignoranza.
E perchè la tua salute vale 😉


🩻T.me/dottgabrieleprinzi 💊

29/11/2025
23/10/2025

LEGAME TIROIDE INTESTINO CHE NESSUNO SPIEGA (MA CHE CAMBIA TUTTO!)

Hai mai pensato che il tuo intestino e la tua tiroide potessero parlarsi?
No, non è un modo di dire — è biologia pura.

Negli ultimi anni, la scienza ha scoperto che esiste un vero e proprio asse intestino-tiroide: un sistema di comunicazione costante tra il microbiota, il sistema immunitario e la regolazione ormonale.
In pratica, ciò che accade nel tuo intestino può influenzare direttamente la funzione tiroidea... e viceversa.

Quando la flora batterica intestinale si altera (quella che chiamiamo disbiosi), oppure la barriera intestinale si indebolisce (il cosiddetto “leaky gut”), piccole molecole di cibo non digerito o tossine batteriche possono attraversare la mucosa intestinale.
Il sistema immunitario, nel tentativo di difenderti, si attiva in modo anomalo e può iniziare a “confondersi” tra sostanze esterne e parti del tuo corpo.

È qui che entra in gioco la tiroide. Alcuni frammenti proteici batterici assomigliano alle proteine tiroidee (fenomeno chiamato molecular mimicry).
Il risultato? Il sistema immunitario può iniziare a produrre anticorpi anti-TPO o anti-TG, tipici della tiroidite di Hashimoto e del morbo di Graves.

Un intestino in equilibrio non solo riduce l’infiammazione, ma aiuta anche a regolare l’assorbimento dei micronutrienti essenziali per la tiroide:

Selenio, fondamentale per convertire la T4 in T3 (la forma attiva dell’ormone tiroideo).

Zinco, che supporta la funzione enzimatica tiroidea.

Iodio, indispensabile ma da gestire con equilibrio.

Vitamina D, con un forte ruolo immunomodulante.

Inoltre, alcuni ceppi di probiotici (come Lactobacillus rhamnosus, Bifidobacterium longum, L. reuteri) possono migliorare la permeabilità intestinale e calmare la risposta autoimmune.

Molte persone con tiroidite autoimmune raccontano sintomi intestinali cronici: gonfiore, stipsi, meteorismo o intolleranze alimentari.
Non è un caso.
La tiroide, infatti, regola anche la motilità intestinale: se lavora male, il transito rallenta e la flora batterica cambia.
È un ciclo che si autoalimenta: intestino infiammato → disbiosi → tiroide alterata → intestino più lento → ancora disbiosi.

👉 Prendersi cura dell’intestino non è solo una questione di digestione: è una chiave per riequilibrare tutto l’organismo, ormoni compresi.
Non puoi “curare” la tiroide senza guardare anche a ciò che accade nel tuo intestino.

Virili C, Centanni M. "Does microbiota composition affect thyroid homeostasis?" Endocrine (2015).

Knezevic J et al. "Gut-thyroid axis and its impact on autoimmune thyroid disease." Frontiers in Endocrinology (2020).

Minich DM, Bland JS. "Leaky gut and autoimmune diseases: evaluating the link and nutritional interventions." Journal of Nutrition and Metabolism (2018).

Zhao F et al. "Gut microbiome alterations in Hashimoto’s thyroiditis." Thyroid (2018).

Il tuo intestino non mente mai.

A volte è proprio da lì che inizia tutto: infiammazione, stanchezza, cambi d’umore, sbalzi ormonali.

Ascoltalo, nutri la tua flora, e forse… anche la tua tiroide ti ringrazierà.

02/10/2025

GLUCOSIO, STRESS E DEPRESSIONE

La depressione è una delle principali cause di disabilità negli Stati Uniti. Numerosi studi hanno dimostrato che sia lo stress cronico che un’elevata assunzione di zuccheri aggiunti possono aumentare il rischio di sviluppare sintomi depressivi.

Un recente studio ha voluto capire come questi fattori interagiscono tra loro, analizzando consumo di zuccheri, livelli di stress e sintomi depressivi in un campione di adulti, osservati in due momenti distinti.

I risultati:

Sia il consumo totale di zuccheri che quello di bevande zuccherate predicevano un aumento dei sintomi depressivi dopo un mese.

Tuttavia, solo le bevande zuccherate rimanevano un predittore significativo quando si teneva conto dello stress.

Lo stress non ha amplificato direttamente la relazione tra zuccheri e depressione, ma sembra influenzare la qualità della dieta, rendendo comunque il legame complesso.

Questo significa che non basta guardare solo alla quantità di zuccheri: la combinazione tra alimentazione e stress può avere un impatto rilevante sulla salute mentale.

In particolare, limitare le bevande zuccherate potrebbe essere una strategia semplice ma efficace per ridurre il rischio di sintomi depressivi, soprattutto in periodi di stress cronico.

Dal nutrizionista di paese è tutto e i Tacchini Ignoranti MUTI.

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https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39408356/

02/10/2025

COLON IRRITABILE

(tra scienza e poesia del corpo)

Anatomia e fisiologia

Il colon è l’ultimo tratto dell’intestino crasso.
È una strada lunga e tortuosa, che parte dal cieco e attraversa:
• colon ascendente
• colon trasverso
• colon discendente
• sigma
• retto

Le sue funzioni sono silenziose ma essenziali:
• assorbire acqua ed elettroliti,
• trasformare il chilo in feci,
• accogliere miliardi di microbi, custodi del nostro microbiota,
• dialogare costantemente con il sistema nervoso enterico, il cosiddetto “secondo cervello”, attraverso il nervo vago e il sistema simpatico.

Il colon non è solo tubo e mucosa: è un’orchestra di neuroni, ormoni e batteri che suona al ritmo dei nostri pensieri.

Sindrome del colon irritabile (IBS)

È un disturbo funzionale, non strutturale.
Non ci sono ulcere né tumori, ma un corpo che parla forte senza ferite visibili.

I sintomi principali:
• Dolore o fastidio addominale, che migliora o peggiora dopo l’evacuazione.
• Alternanza di stipsi e diarrea, oppure prevalenza di uno dei due.
• Gonfiore, meteorismo, sensazione di incompleto svuotamento.

Il colon irritabile è un teatro in cui la mucosa recita la parte del cuore ansioso.

Dolori collaterali e ripercussioni

Non è solo “pancia”. Il colon irritabile genera:
• Cefalee e tensioni muscolari: il diaframma si irrigidisce, il respiro si accorcia.
• Lombalgie e dolori sacrali: l’intestino tira con la sua rete fasciale sul bacino.
• Stanchezza cronica: il corpo lotta con l’infiammazione di basso grado.
• Alterazioni del sonno: la serotonina, prodotta anche nell’intestino, si riduce.

Il colon diventa così specchio infranto di un equilibrio globale.

Psicosomatica

Il colon irritabile è il grido silenzioso di ciò che non digeriamo nella vita.
• Rabbie represse, parole ingoiate, emozioni non espulse.
• Paura di lasciar andare, paura del cambiamento.
• Controllo eccessivo: chi soffre di colon irritabile spesso ha bisogno di tenere tutto sotto controllo, e il corpo lo traduce con spasmi.

Il colon è un bambino capriccioso: si gonfia, si svuota troppo, si blocca… sempre per dirci:
“Ascoltami. Non sto male da solo. Sei tu che trattieni o lasci andare troppo in fretta.”

Visione poetico-scientifica

Il colon è una galassia oscura di microbi che parlano con i nostri sogni.
Ogni dolore addominale è un verso strozzato, una poesia che non trova carta.

Quando la pancia si gonfia, non è solo aria:
è pensiero non espresso.
Quando la diarrea corre, non è solo acqua:
è fretta di liberarsi da un passato ingombrante.
Quando la stipsi trattiene, non è solo feci:
è paura di abbandonare vecchi legami, vecchie sicurezze.

Il colon irritabile è un diario emotivo scritto con crampi e silenzi.

Guarigione integrata

Non c’è una pillola magica. C’è un cammino:
• Alimentazione consapevole: ridurre irritanti (caffè, alcol, eccesso di latticini, glutine se sensibili). Aumentare fibre solubili e acqua.
• Microbiota amico: probiotici, fermentati, verdure vive.
• Respiro e movimento: il diaframma libera il colon, lo yoga e l’osteopatia sciolgono le catene fasciali.
• Psiche e parole: dare voce alle emozioni trattenute, parlare, scrivere, piangere.
• Accoglienza poetica: smettere di combattere il corpo, e ascoltarlo come un vecchio amico che si lamenta perché vuole compagnia.

In definitiva:
Il colon irritabile non è una malattia che ci condanna, ma un maestro poetico che ci insegna a digerire la vita con più lentezza e sincerità.
Ogni crampo è una virgola, ogni gonfiore una parentesi, ogni scarica un punto a capo.
E forse, imparando a leggere quel linguaggio, scopriremo che non era il colon ad essere irritabile,
ma la nostra anima, stanca di trattenere troppo.

Un present per te

Mantra del colon

“Io respiro, io accolgo, io lascio andare.
Il mio ventre è casa, non prigione.
Ogni onda che si muove in me porta via il superfluo,
ogni silenzio che resta accoglie nuova vita.
Io digerisco il passato, abbraccio il presente,
apro spazio al futuro.
Io sono flusso, non trattenimento.
Io sono armonia tra corpo e anima.”

Dal nutrizionista di paese è tutto e i Tacchini Ignoranti MUTI.

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Dal post di Dott Giuseppe Totaro Osteopata

26/09/2025

IL DIABETE NON E' SOLO ZUCCHERO NEL SANGUE: E' ANCHE FAME DI EMOZIONI

Quando pensiamo al diabete, la mente corre subito a valori di glicemia, insulina, diete e controlli. Ma c’è un aspetto che passa spesso in secondo piano: quello emotivo. Sempre più studi ci ricordano che il corpo e la mente parlano la stessa lingua. E a volte, dietro a un valore alterato, c’è una storia che non riguarda solo ciò che abbiamo nel piatto, ma anche ciò che portiamo dentro.

Il corpo affamato e l’anima che cerca affetto. Nel diabete, le cellule faticano a utilizzare il glucosio e restano in una condizione di “fame” energetica. Ma non è raro che questa fame si intrecci con un bisogno emotivo di nutrimento. Molti pazienti raccontano di rifugiarsi nei dolci: non è solo questione di gusto, ma anche di ricordi profondi, legati al latte materno, ai gesti di cura, all’idea che “zucchero” significhi protezione.

Lo stress non vive solo nella testa. Ansia, solitudine o la sensazione di non avere più il controllo hanno conseguenze anche misurabili sul metabolismo. Nei soggetti sani il corpo trova rapidamente un equilibrio, ma in chi convive con il diabete, la bilancia si inclina con più fatica. E così un conflitto, una perdita o un periodo di forte pressione possono riflettersi nei numeri delle analisi.

Tipo 1 e tipo 2: due facce della stessa medaglia.

Nel diabete di tipo 1, che si manifesta spesso in età giovanile, l’iperglicemia può essere letta anche come simbolo di una difficoltà a separarsi dal mondo familiare, restando in una posizione di dipendenza affettiva.

Nel tipo 2, tipico dell’età adulta, gli eventi di perdita o i cambiamenti di vita possono riattivare vecchi modelli relazionali fragili, incrinando quell’autonomia conquistata negli anni.

Integrare cura medica e supporto psicologico è fondamentale.

Le terapie mediche sono essenziali, ma accanto a queste la psicoterapia può fare la differenza: aiuta a dare un nome ai propri bisogni, a gestire meglio lo stress e a cambiare la relazione con il cibo. Non è un “di più”, è un modo per vedere la persona nella sua interezza – corpo, mente, emozioni.

Insulina e ipoglicemizzanti orali sono la terapia d'elezione ma dieta e movimento sono la base della cura. Affiancare psicoterapia (o interventi psicologici strutturati) non è “ornamento olistico”: aiuta a nominare i bisogni, gestire lo stress, rimettere il cibo al suo posto. E i dati non sono opinioni: una meta-analisi del 2025 su 61 studi (19.537 partecipanti) mostra che depressione e “diabetes distress” si associano a HbA1c più alta e a peggiori comportamenti di autocura.

Consiglio pratico (da mettere in pratica già da domani)
Per 10 giorni, prima dei pasti principali, prova questa semplice routine:
- Check-in emotivo (2 minuti). Dì ad alta voce come ti senti in quel momento. Tre parole secche bastano.
- Respiro 4-6 (3 minuti). Inspira dal naso contando fino a 4, espira contando fino a 6. Ripeti per tre minuti: è un reset per il sistema nervoso.
- Scala della fame (30 secondi). Valuta la tua fame fisica da 0 a 10 (non emotiva!) e scrivi in una riga qual è l’obiettivo del pasto: saziarti, coccolarti, recuperare energie…

- Nota post-pasto (a 90 minuti). Segna come ti senti (energia, umore, digestione). Se usi glucometro o sensore CGM, registra anche il valore di glicemia o il picco.
È un mini-protocollo di autoregolazione: abbassa lo stress, ti aiuta a mangiare con più consapevolezza e spesso migliora anche gli indici metabolici.

N.B. Se sei in terapia farmacologica, non modificare né sospendere MAI senza il parere del diabetologo.

Diabetes Res Clin Pract. 2025;221:112014. doi:10.1016/j.diabres.2025.112014

26/09/2025

Una dieta equilibrata e personalizzata è essenziale per gestire le malattie renali croniche, con particolare attenzione al bilancio proteico, all’idratazione e alla riduzione del sale. Scopri come …

19/09/2025
Shanghai mi ha accolta con un mix di energia, tradizione e insegnamenti preziosi. 📖 Lezioni con professori e medici che ...
30/08/2025

Shanghai mi ha accolta con un mix di energia, tradizione e insegnamenti preziosi.

📖 Lezioni con professori e medici che ci hanno fatto entrare nel cuore della MTC.

🌀 Momenti di pratica di Qigong insieme al gruppo, fondamentali per ritrovare equilibrio ed energia prima di iniziare la giornata.

Esperienze dirette con tecniche come l’auricoloterapia, tecniche di manipolazione e giornate trascorse nei reparti, osservando e imparando.

Non torno a casa solo con un attestato, ma con una visione più ampia e profonda di cosa significhi prendersi cura della persona nella sua totalità.

26/08/2025

Indirizzo

Cento

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:30
Martedì 08:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 19:30
Giovedì 08:30 - 19:30
Venerdì 08:30 - 19:30
Sabato 10:00 - 13:00

Telefono

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Tanti pezzetti di un unico puzzle: dalla Biologia alle Discipline Bionaturali

Ho iniziato a studiare Biologia nel 2008 all’Università di Ferrara. Nel 2012 mi sono laureata in Scienze Biologiche con indirizzo sperimentale, successivamente ho frequentato il corso magistrale in Biologia Molecolare e Cellulare laureandomi, sempre a Ferrara, nel 2016.

Durante gli anni universitari, gli interessi sempre maggiori per le discipline legate alla natura e alla salute mi hanno spinto a cercare un percorso, che potesse conciliare il concetto di benessere fisico ricercato dalla medicina tradizionale occidentale, con il concetto di salute più olistico della medicina orientale. Per questo motivo, nel 2013 ho iniziato a frequentare un corso triennale di Shiatsu MTC (Medicina Tradizionale Cinese).

Sono diventata Operatrice Shiatsu diplomandomi nell’ottobre 2017. Mi sono quindi iscritta al registro della FISieo (Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti ed Operatori) come socio professionista attestato.

Siccome non si finisce mai di imparare e di migliorarsi, ad oggi studio e lavoro regolarmente con lo Shiatsu e frequento corsi di aggiornamento inerenti alle Discipline Bionaturali (delle quali lo Shiatsu è parte) come il Linfodrenaggio.