Medicina della Luce

Medicina della Luce Medico chirurgo
Formazione specifica in: medicina generale | medicina integrata | omotossicologia | operatore di biorisonanza

PERILLA: ISTAMINA E QUANDO IL CORPO É INFIAMMATO (Di Patrizia Coffaro)In Oriente è considerata una pianta di fondo, non ...
22/01/2026

PERILLA: ISTAMINA E QUANDO IL CORPO É INFIAMMATO

(Di Patrizia Coffaro)

In Oriente è considerata una pianta di fondo, non l’erba miracolosa da usare una settimana, ma quella che riporta equilibrio quando il sistema è troppo acceso. E oggi, guardando lo stato di salute medio delle persone, direi che di sistemi troppo accesi ne vediamo parecchi.

Infiammazione cronica, istamina alta, allergie, intestino irritabile, pelle reattiva, respiro corto, ansia che non sai da dove arriva. E spesso tutto questo convive nello stesso corpo.

La Perilla entra proprio lì. Non spegne tutto con forza ma abbassa il volume. Ma andiamo per oridine... cos’è la Perilla e perché è così speciale?

La Perilla è una pianta aromatica della famiglia della menta, usata da secoli nella medicina tradizionale cinese, giapponese e coreana. Ma non è una menta qualunque. Ha un profilo biochimico che oggi la rende estremamente interessante anche per chi si occupa di infiammazione, immunità e mastociti.

Le sue foglie contengono, flavonoidi polifenolici, acido rosmarinico, luteolina... composti antiossidanti ad azione antiallergica

I semi, da cui si ricava l’olio, sono una miniera di omega 3, in particolare ALA, con un rapporto omega 3/omega 6 nettamente favorevole. Tradotto in linguaggio corporeo... la Perilla calma, modula, stabilizza. E oggi è esattamente ciò che manca a molti organismi.

E ora parliamo di Perilla e istamina.. se soffri di rinite, orticaria, prurito, occhi che bruciano, intestino che reagisce a tutto, gonfiore dopo i pasti, tachicardia strana, ansia immotivata… l’istamina probabilmente c’entra.

La Perilla è una delle poche piante con una documentata azione modulante sui mastociti, le cellule che rilasciano istamina. Non è un antistaminico chimico, non blocca a forza. Aiuta i mastociti a non esplodere. Questo significa che può essere utile in:

- Allergie stagionali

- Rinite allergica

- Dermatiti

- Orticaria

- Asma allergica

- Sensibilità alimentari

- MCAS e quadri istamino-correlati

E il bello è che non addormenta, non secca, non manda in tilt il fegato come certi farmaci. Ma attenzione, non è una bacchetta magica. Se l’intestino è distrutto o il sistema nervoso è in allarme costante, da sola non fa miracoli, però prepara il terreno.

L’olio di Perilla si ottiene dai semi ed è una delle fonti vegetali più ricche di acido alfa-linolenico (ALA), un omega 3 essenziale. Perché è interessante? Perché:

- Abbassa l’infiammazione sistemica

- Sostiene la fluidità delle membrane cellulari

- Modula la risposta immunitaria

- Aiuta il sistema cardiovascolare

- Sostiene cervello e sistema nervoso

In un corpo infiammato, le membrane cellulari diventano rigide. Rigide significa... segnali sbagliati, recettori confusi, cellule irritabili. L’olio di Perilla lavora proprio lì. È particolarmente utile in persone che:

- Non tollerano bene l’olio di pesce

- Seguono un’alimentazione vegetariana

- Hanno infiammazione cronica di basso grado

- Hanno pelle secca, reattiva, pruriginosa

- Soffrono di dolori articolari infiammatori

E no, non basta prenderlo a caso. Va inserito con criterio, dosi corrette, qualità elevata, e soprattutto dentro un contesto alimentare coerente. Altrimenti è come buttare acqua su un incendio mentre continui a versare benzina.

La tisana di Perilla è spesso sottovalutata. E invece è una di quelle cose semplici che, se usate bene, cambiano il terreno. Agisce su:

- Apparato respiratorio

- Intestino

- Sistema immunitario

- Sistema nervoso

È particolarmente indicata quando c’è:

- Muco persistente

- Tosse allergica

- Senso di oppressione toracica

- Digestione lenta

- Gonfiore

- Crampi intestinali

- Tensione nervosa

Nella visione orientale, la Perilla muove il Qi del Polmone e del Fegato. Tradotto... aiuta quando il respiro è corto e le emozioni sono bloccate. E qui apriamo una parentesi importante.

Chi vive in uno stato infiammatorio cronico spesso vive anche in allerta interna. Il corpo è sempre un passo avanti, pronto a difendersi. La Perilla, soprattutto in tisana, ha un effetto sottile ma reale sul sistema nervoso, non sedativo, non anestetico, ma rassicurante.

Aiuta il corpo a capire che non è sotto attacco continuo. Ed è per questo che spesso migliora anche sintomi che sembrano psicosomatici, ma che in realtà sono neuro-immunitari.

Come usare correttamente la Perilla:

Olio di Perilla:

- Va assunto a crudo

- Meglio lontano da fonti di calore

- Attenzione alla qualità e all’ossidazione

- Utile in cicli, non per forza tutto l’anno

Tisana di Perilla

- Può essere usata quotidianamente

- Ottima la sera o dopo i pasti

- Si può associare ad altre erbe calmanti o digestive

- Attenzione in caso di ipotensione marcata

E come sempre: se stai assumendo farmaci importanti o hai condizioni complesse, va valutata nel contesto. Le piante sono potenti, non caramelle.

La Perilla non è la pianta che fa effetto wow in tre giorni. È quella che, se usata con intelligenza e costanza, abbassa il rumore di fondo. E quando il rumore si abbassa, il corpo può finalmente ascoltarsi e iniziare a guarire.

Se sei infiammato, reattivo, stanco di reagire a tutto… forse non ti serve un altro stimolo. Forse ti serve qualcosa che insegni al tuo corpo a rilassarsi senza spegnersi. E la Perilla, in questo, è una grande maestra.
Associata a trattamenti di Detox profondo e riequilibrio energetico con la BIORISONANZA, il risultato sarà sorprendente !
STUDIO MEDICINA DELLA LUCE 🙏

VALORI "OTTIMALI" DEI MARCATORI lNFlAMMATORl(Di Patrizia Coffaro)Se hai stanchezza che non molla, dolori sparsi, pelle r...
19/01/2026

VALORI "OTTIMALI" DEI MARCATORI lNFlAMMATORl

(Di Patrizia Coffaro)

Se hai stanchezza che non molla, dolori sparsi, pelle reattiva, mal di testa intermittenti, pancia in subbuglio, sonno ballerino o cervello in “modalità nebbia”… c’è un indiziato che ricompare spesso sulla scena del crimine... l’infiammazione cronica a bassa intensità. Non è “la cattiva” in sé (l’infiammazione acuta è vita, ripara, difende, cicatrizza), ma quando resta accesa a volume basso, giorno dopo giorno, inizia a sabotare sistemi, ormoni, umore, metabolismo, energie.

La buona notizia? Si misura. Non a sensazione, non “a occhio”, ma con esami del sangue precisi. E una volta che hai una mappa affidabile, puoi intervenire in modo intelligente. In questo post ti spiego, con linguaggio umano e zero giri di parole, i marker di infiammazione che "dovrebbero" essere usati come bussola clinica, i range ottimali (non solo “nella norma”) e come prepararti perché i risultati non siano falsati dal giorno sbagliato o da una corsetta di troppo la sera prima. Ti dico anche come collegare i puntini... cosa suggerisce un profilo “tipo” e quali scelte pratiche puoi avviare.

Nota importante: quello che segue è materiale educativo. Non sostituisce la valutazione del tuo medico né equivale a diagnosi o terapia. Usalo per capire meglio il tuo corpo e per parlare in modo più consapevole con i professionisti che ti seguono.

Perché misurare l’infiammazione (e non inseguire a caso i sintomi)? L’infiammazione cronica non nasce da un solo fattore. È spesso la somma, dieta sbilanciata, picchi glicemici, stress nervoso prolungato, sonno corto, infezioni latenti, tossine ambientali, disbiosi, carenze nutrizionali, sedentarietà o, al contrario, sport intenso mal recuperato. Quando il “carico totale” supera la tua capacità di compenso, il sistema immunitario produce mediatori infiammatori in modo persistente. E tu lo senti: dolori, ritenzione, gonfiore, pelle che urla, mente spenta, ormoni disallineati, chili in più (o in meno), infezioni ricorrenti, umore fragile.

Gli esami che stai per leggere non servono a spaventare. Servono a mettere i numeri dove spesso ci sono solo sensazioni. E a misurare i progressi, se cambi alimentazione, stile di vita, ritmo sonno-veglia, integrazione, gestione dello stress… i marker devono muoversi. È il cruscotto che ti dice se stai andando nella direzione giusta.

Ecco come prepararti agli esami (piccoli accorgimenti, grandi differenze):

- Digiuno: per la maggior parte dei test metabolici-infiammatori, 12–14 ore sono ideali. Se ceni alle 19:30, prelievo tra le 7:30 e le 9:30.

- Esercizio: evita sessioni intense nelle 24–48 ore precedenti. I DOMS (dolori post-allenamento) alzano la PCR e sballano letture.

- Idratazione: bevi acqua normalmente; arriva al prelievo né disidratata né “allagata”.

- Ciclo/Acuto: se hai un’infezione acuta, una febbrata o sei nel giorno di flusso molto intenso, rimanda, gli indici si alterano.

E ora i marker chiave (con range ottimali). Qui sotto trovi cosa misurano, come andrebberi letti e quali sono i range ottimali (diversi dai range “clinici” usati per pescare la patologia conclamata). Spesso “nella norma” non basta... vogliamo funzionare al meglio, non essere semplicemente “non malati”:

1) PRC -hs: Proteina C-Reattiva ad alta sensibilità

È il radar più semplice per l’infiammazione sistemica.

- Ottimale: 0–1 mg/L (io sorrido quando vedo ≤0,5 nei referti quando vado a fare il prelievo).

- Clinico: 0–3 mg/L.
Se supera 1 mg/L in modo stabile, c’è un fuocherello acceso (traumi, infezioni subcliniche, disbiosi, dieta pro-infiammatoria, scarso recupero). Attenzione all’allenamento il giorno prima...lo fa salire.

2) HbA1c — Emoglobina glicata

È la media dei tuoi zuccheri negli ultimi 3 mesi. Glicemia ballerina = infiammazione alta.

- Ottimale: 4,5–5,2 %

- Prediabete: ≥5,7 %

- Diabete: ≥6,5 %

Anche se la glicemia a digiuno pare “ok”, una HbA1c verso 5,4–5,6 indica già un terreno infiammatorio-glicotossico da sistemare.

3) Insulina a digiuno

Spesso è normale in laboratorio… quando in realtà è troppo per il benessere.

- Ottimale: 2,0–5,0 μIU/mL

- Clinico: 2,6–24,9 μIU/mL (range enorme).

Valori “ufficialmente normali” tipo 12–15 sono già un segnale di iperinsulinemia e infiammazione silente. Qui il digiuno prima degli esami di 12–14 ore è fondamentale.

4) Ferritina sierica

È la “cassaforte” del ferro. Sale con l’infiammazione (reattante di fase acuta) e scende nelle carenze.

- Ottimale: 50–150 ng/mL nelle donne; 75–150 ng/mL negli uomini.

Attenta, ferritina alta può voler dire infiammazione, fegato in sofferenza, infezioni o eccesso di ferro libero (ossidante). Ferritina troppo bassa = probabile carenza di ferro (verifica anche emocromo, transferrina, saturazione).

5) RDW: Ampiezza di distribuzione dei globuli rossi

Misura quanto sono uniformi le dimensioni degli eritrociti; risente di B12/folati, metilazione e stato infiammatorio.

- Ottimale: 11,5–13 %

- Clinico: 12,3–15,4 %

Sopra 13% in un contesto infiammatorio suggerisce maturazione eritrocitaria disturbata (controlla B12, folato, ferro, omocisteina).

6) Omocisteina

Aminoacido infiammatorio, ponte tra metilazione, sistema nervoso e vascolarità.

Ottimale: 7–9 μmol/L.

Clinico: 10–15 μmol/L.

Alta omocisteina = maggior rischio vascolare, pressorio, coagulativo, neurocognitivo. Spesso è carenza funzionale di B2, B6, B12, folati, zinco, colina (e/o polimorfismi MTHFR da considerare, senza farne un totem).

7) VES (velocità di eritrosedimentazione)

Marker “antico” ma utile, sale con proteine infiammatorie circolanti.

Ottimale: 20 mm/ora

In parallelo guarda le piastrine: lo “sweet spot” è 175–250 x10⁹/L. Sopra 250 il sangue tende a “incollarsi” (stato pro-infiammatorio/pro-trombotico); sotto 175 coagulazione e immunità possono risentirne.

8) LDH: Lattato deidrogenasi

Enzima “sentinella” del danno cellulare e della flessibilità metabolica.

Ottimale: 140–180 U/L

Clinico: 140–280 U/L

Alto = cellule inchiodate sul glicolitico (il famoso “effetto Warburg” non è solo canc*o... è anche mitocondrio pigro e infiammazione). Troppo basso (2 + piastrine >250 + ESR >20

Quadro infiammatorio sistemico attivo. Indaga bocca/seni paranasali, urgenze ortopediche, infezioni latenti, permeabilità intestinale. Rivedi subito alimentazione (zuccheri, farine, oli ossidati) e recupero.

- Insulina 10–15 μIU/mL + HbA1c 5,5–5,8 + trigliceridi/HDL >2
Insulino-resistenza in corso. Serve igiene glicemica: timing dei pasti, carico glicemico, movimento quotidiano, sonno, gestione stress.

- Ferritina 200–300 con PCR alta
Attenzione... non regalare ferro a un’infiammazione attiva. Capire perché è alta (fegato? infezione? sovraccarico reale di ferro?). Valuta transferrina, saturazione, epcidina se disponibili, enzimi epatici.

- Omocisteina 10–15 con RDW >13. Metilazione che zoppica. Controlla B2, B6, B12, folati, zinco, colina; lavora su proteine di qualità, fegato, verdure a foglia, riduci alcool; valuta stress ossidativo.

- LDH 220–260, stanchezza + “fiato corto metabolico”
Mitocondri in “modalità zucchero”. Ottimizza sonno, respiro, luce (mattina!), proteine e grassi buoni, passeggiate post-pasto, micro-allenamenti lenti ma costanti. Attento agli stimolanti: illusione di energia, poi crollo.

Senza infiocchettare... non esiste un integratore magico che “spegne” tutto. Esiste una strategia che ricrea sicurezza fisiologica. I pilastri:

1. Glicemia stabile:
Colazione proteica-grassa, carbo “intelligenti” (verdure, poca frutta intera), fibre tollerate, niente spuntini compulsivi; cena leggera e presto. Il corpo ama i ritmi.

2. Proteine buone:
Ogni pasto: quota proteica adeguata al tuo peso/metabolismo; ti tiene sazia, nutre fegato e muscoli, aiuta omocisteina e mitocondri.

3. Grassi antinfiammatori:
Olio extravergine vero, pesce azzurro piccolo, olive, avocado, tuorli (se tollerati), frutta a guscio solo se lo stomaco la gradisce. Limita oli di semi industriali.

4. Movimento quotidiano:
Non serve ammazzarsi, camminate post-pasto, mobilità, resistenza dolce, forza progressiva. Il sangue si “sgruma”, l’insulina si abbassa, l’umore risale.

5. Sonno protetto:
Schermi giù la sera, stanza buia e fresca, routine. La notte è antinfiammatoria per definizione.

6. Stress? Rinegoziamo:
Nervo vago, respiro, coerenza cuore-cervello, EFT, preghiera/meditazione: chiamala come vuoi, ma fallo. Il sistema limbico è il termostato dell’infiammazione.

7. Detox dolce, ma vera:
Fegato e bile vogliono amari, fibre tollerate, idratazione, magnesio adeguato, sudorazione moderata. Niente “bombe detox” su un intestino in fiamme.

8. Microbiota rispettato:
Fermentati solo se li tolleri, brodi, polifenoli, erbe aromatiche; attenzione a lieviti/muffe se sospetti sensibilità; lavora su permeabilità prima di “seminare”.

9. Sole, luce, natura:
Vitamina D endogena, cortisolo che si riallinea, sistema nervoso che scende di giri. Non è poesia... è biologia.

Se vuoi fare le cose per bene (e monitorare i progressi ogni 3–6 mesi), chiedi:

- PCR -hs, ESR (VES), emocromo con piastrine e calcolo NLR (neutrofili/linfociti in valori assoluti)

- HbA1c, glicemia e insulina a digiuno

- Lipid panel completo (HDL, LDL, trigliceridi, VLDL) con rapporti

- Ferritina, transferrina, saturazione (per leggere bene il ferro)

- Omocisteina, B12, folati, (eventualmente B2, B6, zinco)

- LDH

- AST, ALT, ALP, GGT

- Vitamina D (25-OH)

Se c’è storia clinica complessa, si ragiona su test infettivi, autoimmunità, tiroide (TSH, FT4, FT3, AbTPO/AbTG), marker di permeabilità e feci (zonulina, calprotectina, elastasi, microbiota), ma non partiamo dalla Luna...prima la base

E ora le domande che ricevo spesso:

- “Sono nella norma, ma non sto bene: ha senso?” Sì. “Nella norma” è la media statistica che esclude le patologie gravi, non il tuo stato di performance e benessere. Lavoriamo per portare i marker negli intervalli ottimali.

- “Quanto ci mette a scendere la PCR?” Dipende dal carico infiammatorio e da quanto coerentemente agisci su dieta/sonno/stress/movimento. Spesso in 4–8 settimane vediamo movimenti misurabili, in 3–6 mesi cambi di profilo.

- “Posso fare sport il giorno prima?” Allenamento leggero sì. HIIT, pesi pesanti, lunghe corse NO: falsano PCR, CK, a volte LDH e perfino emocromo.

- “Integro direttamente per abbassare un numero?” Prima si capisce il perché, poi si integra con criterio. Esempi... omocisteina alta? Ok B-complex attivo, ma anche proteine adeguate, zinco, colina (se non hai disbiosi oppure fosfatidilcolina, ne abbiano parlato ieri), fegato che dreni, stress che cali. Insulina alta? Non esiste capsula che batta ritmo dei pasti, camminate post-pranzo, sonno.

Un percorso pratico:

1. Fai il pannello. Preparati bene, evita sport intenso 24–48h.

2. Metti i numeri in tabella. Evidenzia quelli fuori dall’ottimale.

3. Scegli 2–3 leve prioritarie (glicemia, sonno, intestino, bile/fegato).

4. Agisci 6–8 settimane, non 6–8 giorni. Misura come ti senti e cosa dicono i marker.

5. Rivaluta. Se qualcosa non scende, chiediamoci perché... c’è un’infezione dentale? muffe? farmaco che irrita? allergeni non visti? allenamenti in eccesso?

6. Itera con gentilezza e tenacia. Il corpo risponde alla coerenza, non agli sprint.

L’infiammazione cronica è la lingua con cui il corpo ti avvisa che serve un cambio di rotta. Questi esami sono il tuo alfabeto, semplici, accessibili, potentissimi per orientarti. Non c’è bisogno di fare la guerra al corpo... c’è bisogno di ascoltarlo, misurare, intervenire con intelligenza e amore. Quando lo fai, i numeri scendono, l’energia sale, la mente si rischiara. E no, non è magia... è fisiologia che torna a casa.

MEDICINA INTEGRATA E BIORISONANZA

INTESTINO E VISTA(Di Patrizia Coffaro).. E se ti dicessi che la vera causa dei tuoi problemi di vista non è nei tuoi occ...
18/01/2026

INTESTINO E VISTA

(Di Patrizia Coffaro)
.. E se ti dicessi che la vera causa dei tuoi problemi di vista non è nei tuoi occhi, ma nel tuo intestino?

Lo so, sembra assurdo. Tutta la vita ci hanno fatto credere che per proteggere la vista bastino colliri, integratori di luteina e occhiali più forti. Ma la verità è che il corpo non funziona per compartimenti stagni. Non esiste un occhio malato separato da un intestino infiammato. Tutto comunica e tutto è connesso.

Le nuove ricerche lo confermano, la salute dell’intestino influenza direttamente la nostra capacità di vedere chiaramente.

Partiamo da un dato che molti ignorano: oltre il settanta per cento del sistema immunitario si trova nel tratto digerente.

Significa che l’intestino è il vero quartier generale della nostra difesa, il luogo dove ogni giorno il corpo decide se attaccare o proteggere.

Quando questo delicato ecosistema di batteri buoni si altera (a causa di stress, antibiotici, alimentazione industriale o intolleranze ignorate), si innesca un’infiammazione silenziosa. E questa infiammazione non resta confinata nell’intestino. Si espande, come una miccia che accende lentamente tutto il corpo.

Il sangue porta quelle citochine infiammatorie ovunque… e gli occhi, con i loro tessuti finissimi e un bisogno costante di ossigeno e micronutrienti, diventano tra i primi bersagli.

Ti sarà capitato di sentire dire:

- “Eh, è normale, con l’età la vista cala.”

- “È genetico, tua madre aveva la degenerazione maculare.”

Ma la genetica spiega solo una piccola parte della storia. La vera domanda è... perché certe predisposizioni si attivano e altre no?

La risposta è l’infiammazione sistemica.

Quando l’intestino è infiammato o permeabile, frammenti di proteine non digerite, tossine e batteri entrano nel flusso sanguigno. Il sistema immunitario li riconosce come nemici e scatena una risposta difensiva. Il risultato?

- I capillari oculari si infiammano.

- Le cellule retiniche subiscono stress ossidativo.

- Le ghiandole lacrimali riducono la loro secrezione.

- La pressione oculare può alterarsi.

Ecco perché, anche se cambi occhiali ogni due anni, la vista peggiora lo stesso. Perché stai curando il sintomo, non la causa.

Alcuni studi recenti hanno scoperto che chi soffre di degenerazione maculare presenta una flora batterica completamente diversa rispetto a chi ha una vista sana.

Specie batteriche benefiche come Lactobacillus e Bifidobacterium risultano ridotte, mentre aumentano quelle associate a infiammazione e permeabilità intestinale.

In altre parole, il modo in cui digerisci il cibo decide anche come vedi il mondo.

Eppure, la medicina oculistica tradizionale continua a trattare gli occhi come se fossero entità isolate dal resto del corpo. Si prescrivono colliri e integratori come se bastasse nutrire la retina senza chiedersi da dove parta la carenza.

La domanda vera dovrebbe essere:

- Perché il corpo non riesce più ad assorbire quei nutrienti?

- Da dove nasce l’infiammazione che infiamma anche gli occhi?

Ci sono segnali che il corpo ci manda, ma che pochi riconoscono. Te ne elenco alcuni, non come lista medica, ma come inviti ad ascoltare il corpo in modo più profondo:

- Occhi secchi che non migliorano con nessun collirio.

- Visione offuscata al mattino o dopo i pasti.

- Sensazione di sabbia o bruciore oculare.

- Maggiore sensibilità alla luce.

- Frequenti infezioni agli occhi o palpebre gonfie.

Molte persone con questi sintomi raccontano anche gonfiore addominale, stitichezza, reflusso, intolleranze o addirittura ansia e stanchezza cronica.

Non è un caso. È un linguaggio del corpo. Il tuo intestino sta cercando di dirti che qualcosa non va. E lo sta dicendo… attraverso gli occhi.

Un intestino infiammato non è solo un fastidio digestivo. È una centrale elettrica di messaggi infiammatori che viaggiano attraverso il sangue. E sai cosa succede? Queste molecole infiammatorie raggiungono il nervo ottico, la retina, i muscoli oculari… e li irritano.

Nel tempo, questo può favorire o peggiorare patologie come:

- Degenerazione maculare senile

- Uveite

- GIaucoma

- Retinopatie vascolari

- Sindrome dell’occhio secco cronico

In pratica, gli occhi diventano un termometro dell’infiammazione sistemica. Ecco perché le persone con malattie autoimmuni, disbiosi o intestino permeabile sviluppano più facilmente disturbi oculari.

Cosa succede quando l’intestino guarisce? Ti sorprenderà sapere che, lavorando sul microbiota, molte persone riferiscono miglioramenti visivi spontanei, occhi più luminosi, meno bruciore, lacrimazione più equilibrata, visione più nitida al mattino.

Quando l’intestino torna a essere un filtro intelligente, non più una porta aperta alle tossine, anche l’infiammazione oculare si riduce.

Il sangue torna più pulito, l’assorbimento dei nutrienti migliora, la microcircolazione si rafforza. In pratica, il corpo torna a vedere... non solo con gli occhi, ma con tutte le sue cellule.

Parliamo di cibo, che è la prima medicina. Se vuoi davvero migliorare la vista, non partire dagli occhiali, ma dal piatto. Elimina progressivamente i grandi sabotatori: zuccheri raffinati, oli industriali, farine bianche, latticini pastorizzati e glutine in eccesso. Tutti aumentano la permeabilità intestinale e l’infiammazione sistemica.

E introduci invece alimenti che spengono il fuoco:

- Verdure amare e ricche di zolfo (rucola, cicoria, cavolo nero).

- Fibre solubili da semi di lino o radici di cicoria, che nutrono i batteri buoni.

- Alimenti ricchi di luteina e zeaxantina, come cavolo riccio e spinaci.

- Omega-3, anche da alghe o semi di chia macinati.

- Curcuma e zenzero freschi, che riducono l’infiammazione.

- Kefir o fermentati vegetali, per ricostruire il microbioma.

Non dimenticare l’acqua, l’occhio è composto per oltre il novanta per cento da liquidi, e la disidratazione cronica è un nemico silenzioso della vista.

Molti pensano che basti buttare dentro antiossidanti per proteggere la vista. Ma se l’intestino non assorbe, stai solo producendo urine costose.

Prima ripulisci e riequilibra. Poi, con criterio, puoi aiutarti con:

- Probiotici mirati (ceppi Lactobacillus plantarum, Bifidobacterium longum) per ridurre la permeabilità intestinale.

- Zinco carnosina, cofattore essenziale per la retina e per la mucosa intestinale.

- Astaxantina e Q10 (ubiquinolo non ubiquinone), due antiossidanti potentissimi per proteggere i fotorecettori.

- Vitamina D e K2, che regolano il metabolismo del calcio e la microcircolazione oculare.

- Magnesio, indispensabile per la contrazione dei muscoli oculari e la gestione dello stress ossidativo.

Ricorda, non è la quantità a fare la differenza, ma la capacità del corpo di utilizzarli. E questa dipende sempre dall’intestino.

Non dimentichiamolo, l’intestino è anche un organo emotivo. Il nervo vago connette stomaco, cuore, polmoni, occhi e cervello. Quando vivi in uno stato di allerta cronica, il sangue si sposta verso i muscoli e lontano dalla digestione e dalla rigenerazione.

Risultato?

- Digestione lenta, disbiosi, infiammazione.

- Microcircolazione oculare ridotta.

- Sensazione di vista pesante e occhi stanchi anche senza schermo.

Rilassare il sistema nervoso è quindi una terapia oculare indiretta. Respirazione profonda, meditazione, eco-meditazione, camminare nella natura, ridurre la luce blu la sera (indossa gli occhiali che schermanobla luce blu) tutte pratiche semplici, ma potenti, che favoriscono la coerenza cuore-cervello-occhi. Il corpo si rigenera, se glielo permetti.

Il messaggio che voglio lasciarti è questo, Non esiste una separazione tra organi. Il corpo è un’unica sinfonia, e quando una parte stona, come l’intestino, anche gli occhi ne risentono (Il fallimento della medicina sono state proprio le specializzazioni, dove hanno diviso il corpo in parti non comunicanti).

Ma la guarigione è possibile. Non immediata, non magica, ma reale.
Serve pazienza, costanza e un po’ di fede nel fatto che il corpo, se messo nelle condizioni giuste, sa tornare alla chiarezza. Purtroppo, oggi, vogliamo tutto e subito, siamo abituati ai farmaci che ti fanno passare il mal di testa in cinque minuti. E se un percorso dopo una settimana non desse miglioramenti, si abbandona e si passa al prossimo rimedio o al prossimo specialista. Questo è il problema di molte guarigioni interrotte.

La vista non è solo un atto fisico. È un atto di percezione, di consapevolezza, di apertura. Quando depuri, quando riduci il rumore infiammatorio, non migliori solo la retina... vedi la vita in modo più limpido. E questo è forse il dono più grande di tutti.

🎄STUDIO MEDICINA DELLA LUCE 🎄
25/12/2025

🎄STUDIO MEDICINA DELLA LUCE 🎄

Nel nostro centro MEDICINA DELLA LUCE pratichiamo la medicina per uomini e donne LIBERI !!
03/12/2025

Nel nostro centro MEDICINA DELLA LUCE pratichiamo la medicina per uomini e donne LIBERI !!

I chakraChakra è un termine sanscrito che significa "vortice" o "ruota" che indica il continuo ruotare di questi centri ...
31/10/2025

I chakra

Chakra è un termine sanscrito che significa "vortice" o "ruota" che indica il continuo ruotare di questi centri di energia nei nostri corpi sottili, infatti grazie a questi vortici, vi è la trasmissione di energia vitale o prana ai diversi organi.

Spesso vengono raffigurati con il fiore del Loto o dei veri e propri vortici di luce.

Per quanto riguarda l'essere umano si è soliti distinguere sette corpi energetici o aure, o emanazioni. I Chakra sono sistemi energetici che collegano queste emanazioni tra di loro e con la realtà esterna.

La vitalità e la salute stessa del corpo fisico, così come l'evoluzione personale sono in connessione con il grado di armonia e di funzionalità dei chakra.

Tutti i chakra non sono sempre aperti, ma sono più o meno disarmonici, vale a dire un’alternanza di chakra aperti e chiusi, in armonia tra di loro.

1° Muladhara Chakra

È la radice dei Chakra. Il suo nome significa “base per l’Origine”.

È situato nella regione pelvica, alla base della spina dorsale tra l’ano e i genitali (zona perianale). È un “magazzino” di energia ed è l’origine del destino, governa i plessi nervosi del coccige e del sacro.

È collegato all’elemento terra è collegato con i nostri istinti di sopravvivenza ed al nostro senso di realtà.

La pratica su questo Chakra porta stabilità.

2° Svadhistana Chakra

Significa “posto dell’origine del Sé”.

E’ situato nella regione pelvica, tra i genitali e il p**e, all’altezza dell’ombelico.

È responsabile della sessualità, regola e governa le funzioni digestive e intestinali e gli organi correlati; é associato alle gonadi, ai genitali, ai reni, al basso addome e ai sistemi circolatori.

La pratica su questo Chakra libera dai blocchi emotivi.

3° Manipura Chakra

Il terzo chakra in lingua sanscrita viene chiamato Manipura, che significa “città dei gioielli ”.

Esso é localizzato a livello del plesso solare ed é associato a fegato, pancreas, stomaco, milza, la parte alta dell’intestino e a tutte le funzioni metaboliche e vegetative, si occupa di tutte le trasformazioni nel corpo.

Dal punto di vista psico-energetico la sua funzione più importante é relativa al Karma, all’affermazione personale ed all’esercizio del potere individuale rispetto al sociale ed all’ambiente in generale (indica la realizzazione della persona, quanto essa vede realizzabile il suo desiderio di vita, quanto vuole e desidera combattere per se stesso, quanto una persona s’ama).

La pratica su questo Chakra facilita metabolismo, digestione, assimilazione ed eliminazione.

4° Anahata Chakra

Significa “suono non conosciuto”.

Il Chakra del cuore é collocato sullo sterno, all’ incirca all’altezza della linea mediana orizzontale dei seni.

E’ il chakra dei sentimenti. Questo centro energetico é associato al cuore, ai polmoni, al timo, agli arti superiori, alla circolazione e al sistema linfatico e alla ciclicità, al flusso della vita.

Le patologia connesse al suo squilibrio sono asma, ipertensione arteriosa, patologie cardiache, patologie polmonari, ecc.

La pratica su questo Chakra fa fiorire l’amore, la tenerezza e la compassione.

5° Vishuddi Chakra

Significa “purificante”.

È situato in corrispondenza della gola.

È un fiume d’aria che sempre fluisce, regola e governa i polmoni ed i gangli cervicale e le funzioni correlate a questi organi.

La pratica su questo Chakra purifica, rivitalizza, dà energia e creatività.

6° Ajna Chakra

Significa “potere dell’intelligenza”.

Il sesto Chakra é localizzato al centro della fronte, circa due dita al di sopra della radice del naso, tra le sopracciglia. È il terzo occhio.

Questo chakra é collegato alla ghiandola pituitaria, al controllo del sistema ormonale, al cervelletto.

La pratica su questo Chakra aiuta a ragionare e ad analizzare.

7° Sahasrara Chakra

Significa “cerchio dell’estasi”. Chacra della Corona o Loto dai 1000 petali.

Il settimo Chakra e’ localizzato al vertice del cranio, alla sommità, nella zona del bregma (fontanella).

Regola e governa la corteccia cerebrale, il sistema nervoso centrale, i tessuti, gli organi ed i ritmi dell’intero organismo.

La pratica su questo Chakra porta pace e contentezza
Con la BIORISONANZA è possibile riequilibrare in modo efficace e naturale , i chakra bloccati , favorendo l'autoguarigione !
Vieni a trovarci , effettuiamo un primo CHECK gratuito in cui ti segnaleremo quali blocchi potresti avere , causa dei tuoi disturbi 🙏

Indirizzo

Via Matteotti 19
Cerro Maggiore
20023

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Medicina della Luce pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram