08/02/2022
Ci sono tanti modi diversi per poter lavorare sulla propria Fertilità. C'è un piano fisico, la salute del nostro corpo. Noi siamo mammiferi, comunque animali che mirano alla propria sopravvivenza, contro tutto e tutti, e un corpo che non è al massimo della propria forma non potrà scegliere di accogliere una vita, un piccolo in arrivo, con tutte le risorse che necessita la sua crescita. Serve un corpo in salute, con una buona energia, ben nutrito e amato, per poter amare!!
Ci sono gli ormoni, piccole scintille che dirigono una danza così sottile che dovremmo festeggiare con fuochi d'artificio ogni gravidanza, per il miracolo che rappresenta!
C'è un piano emozionale, pieno di sussulti interni, di desideri, di sogni e di progetti. Ci sono vibrazioni e sudori, sorrisi e paure, che ci ricordano che anche noi siamo stati figli di qualcuno e che grande cambiamento può essere diventare genitori. Tutti i nostri tumulti emozionali ci spingono avanti e indietro sulla strada della fertilità, ci fanno comprendere, evolvere ed arrestare, perchè così va il flusso della vita.
Per una donna ogni emozione influisce sul suo ciclo! Quanto posso tenere, quanto posso lasciare andare! Il nostro cervello arcaico ci ricorda continuamente quanto siamo legate a doppio nodo, o meglio a doppia elica, al mondo che ci circonda, in ogni stagione, in ogni elemento!
C'è l'ambiente che ci circonda, le famiglie, la società, il lavoro, la carriera, la relazione, quello che ci si aspetta da noi, che serpeggiano la notte nei nostri pensieri, che ci programmano la giornata, la settimana a volte la vita. Che ci occupano e fanno correre in un ritmo innaturale da mattina a sera, senza esserne nemmeno coscienti, senza che ci siamo fermati nemmeno un minuto a sentire invece noi dove siamo. Quanto si fa stretto a volte lo spazio per una nuova vita in questo marasma....quanto spazio serve fare, dentro e fuori, perché qualcosa di nuovo arrivi?
C'è il piano spirituale o energetico o animico, chiamatelo come volete, ma so per certo che anche voi prima o poi la domanda ve la sarete posta. Ma da dove arriva questo bimbo? dov'era prima? perché è qui e ora e ha scelto precisamente questo tempo e questa famiglia? e che cosa ha vissuto fin'ora? da dove arriva, se i suoi occhi sono così pieni che sembrano contenere al momento della nascita tutta la saggezza del mondo intero..
E allora bisogna lavorare anche su questo di piano, perché un prima c'è...