14/05/2025
Alcuni anni fa ho acquistato una pianticella di Mirto, per farla crescere con me, prendermene cura, ascoltarla… capire un po’ la sua segnatura emotiva.
A distanza di tempo, non so se io abbia colto appieno la sua essenza, ma posso dire che anche in questo caso, è stata lei a prendersi cura di me.
E’ sempre così.
Nella striscia di terra sul retro di casa, dove tengo le piante più grandi, è di fianco ad Alloro e circondato da polloni di Menta rotundifolia che da qualche metro più in là hanno deciso di ve**re a fare il girotondo intorno a lui.
Quando nei corsi descrivo il Mirto, uso l’immagine di due bambini che fanno la pace.
Due minuti prima si sono detti le peggio cose (che ai miei tempi sarebbero state “faccia di serpente” oppure… “non sono più tua amica!”) allontanandosi imbronciati, per poi tornare sui propri passi chiedendosi l’un l’altro:
“Facciamo la pace?”
“Sì…” - pausa di due secondi… non di più. “Giochiamo a chi arriva prima al muretto?”
“Sì, dai! Aspetta però” - sbarrando la strada all’altro con il braccio - “Dico io quando partiamo: uno, due tre… via!”
E giù a ridere.
Dimenticando il resto.
Tenendo la bellezza.
Custodendo quella cosa che quando sei piccolo non hai bisogno di definire, e che da grande - quando arriva la pessima abitudine di dover dare per forza un nome ed una etichetta a tutto - indichi come purezza, o candore.
Forse da grandi non sappiamo definirla perché la perdiamo.
Non sappiamo più cancellare le parole dette con un colpo di spugna.
In me per esempio restano, come scolpite nella roccia: per un po’ posso tentare di mettere un velo sopra a quelle incisioni… ma il vento, la brezza, la pioggia… quel velo tendono a disfarlo, spostarlo, lacerarlo. E talvolta, è come se fossero incise sulla mia pelle, come un tatuaggio.
E chiudersi è un attimo.
Mirto è comprensivo: osservando le sue foglie, il suo portamento, mi sembra che capisca la tensione alla chiusura e all’isolamento. Non è caciarone, è anzi molto composto.
Ma quando fiorisce… allora cogli il suo invito: purezza è essere autentici, bellezza è condividerla col mondo.
Facendo pace col mondo.
E con se stessi.
E tu? Riesci a vivere la purezza ed il “fare pace” di Mirto?