25/12/2025
Caro Babbo Natale,
lo so, il contenuto delle mie lettere è sempre lo stesso ogni anno; ma sai…vedo che 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 e continuo a chiedere il tuo intervento!
Mi piacerebbe vivere in un mondo in cui una 𝐦𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐚𝐠𝐢𝐨: nessuna pressione, nessun giudizio, nessuna intromissione.
Solo un rispetto sacro per chi si prende cura di una nuova vita che nasce.
Tu sei un uomo, riesci a immedesimarti? Sai quanto è trasformativo l’atto di dare alla luce?
𝐂𝐢 𝐬𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐮𝐜𝐞, 𝐬𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚 𝐞 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐬𝐝𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚: 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐮𝐞.
Ma noto spesso che questo enorme compito viene dato per scontato.
Tu per caso puoi fare qualcosa?
𝐕𝐨𝐫𝐫𝐞𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞. Dove i neonati possano sostare a lungo al seno della mamma o tra le braccia del papà senza che qualcuno dica “lo stai viziando”. Dove le mamme possano allattare ovunque senza sguardi di disapprovazione. Dove i papà possano partecipare a pieno titolo ai compiti di cura, senza sentirsi chiamare “mammo” (che espressione orribile!)
Vorrei meno consigli non richiesti e più “come posso aiutarti?”.
Meno “ai miei tempi si faceva così” e più “tu cosa senti che è giusto per te?”.
Più “Fai quello che ti senti” e meno “ma quando ne fate un altro???”
𝐌𝐞𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢 su chi allatta, chi non allatta, chi dorme poco, chi dorme troppo, chi torna al lavoro, chi resta a casa.
𝐏𝐢𝐮̀ 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐏𝐢𝐮̀ 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐨. Più persone che si prendono cura delle famiglie, non che le giudicano.
Vorrei che ogni donna che diventa madre potesse sentirsi sostenuta, non osservata. Accompagnata, non giudicata. Celebrata, non criticata.
Vorrei che ogni famiglia potesse vivere questo passaggio con la libertà di sbagliare, di imparare, di trovare la propria strada. Senza pressioni esterne, senza standard impossibili, senza il peso delle aspettative altrui.
(Continua nel primo commento)