Dott.ssa Amadio Elisa - Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Dott.ssa Amadio Elisa - Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale - Ordine delle Marche (Sezione A-N°2935)

Troppe volte rimaniamo impigliati nell'irrealistica pretesa di riuscire a cambiare le persone attorno a noi. Rimaniamo a...
01/05/2026

Troppe volte rimaniamo impigliati nell'irrealistica pretesa di riuscire a cambiare le persone attorno a noi. Rimaniamo ancorati a questo imperativo, impegnandoci in un tiro alla fune che spesso ha come conseguenze il privarci di tutte le nostre energie e il farci entrare a contatto con emozioni fortemente dolorose.
Ci lasciamo guidare da un nostro ideale e cerchiamo a tutti i costi di far aderire l'altro a quello che secondo noi è il giusto modo di agire, pensare, sentire.
Ma la verità è che non è in tuo potere il cambiamento di tua moglie, di tuo marito, dei tuoi amici, del tuo collega di lavoro, dei tuoi genitori o di chiunque altro.
Puoi sicuramente provare a motivarli, a far vedere loro la strada del cambiamento, ma niente di più. C'è una soglia oltre la quale non puoi spingerti, e se proverai a oltrepassarla, i tuoi sforzi saranno vani e il solo o la sola che ci rimetterà sei proprio tu!
Questo non avviene perché sei una persona incapace. La ragione sta semplicemente nel fatto che la decisione di cambiare è strettamente personale e legata a una spinta che può ve**re soltanto dall'interno.
Lo stesso vale per noi psicologi. Possiamo analizzare attentamente col paziente i vari pezzi presenti sulla scacchiera, riflettere sulle possibili mosse che può compiere e sulle conseguenze che potrebbero avere, eppure alla fine non può essere lo psicologo a decidere se muovere l'alfiere o arroccare...Ma solo e soltanto il paziente.
Lascia quindi andare la presa su ciò che non è in tuo potere. Se non lo farai, chi ne pagherà le conseguenze sarai proprio tu. Tu e solo tu.

Dott.ssa Amadio Elisa

“Non aspettarti di poter cambiare un uomo, a meno che non sia ancora in età da pannolini.”
SUSAN SAVANNAH

Non abbiate fretta!Fretta di star bene, di non avere ansia, di non sentire la tristezza, di recuperare il tempo perduto....
24/04/2026

Non abbiate fretta!
Fretta di star bene, di non avere ansia, di non sentire la tristezza, di recuperare il tempo perduto.
Corpo e mente hanno bisogno del loro tempo per rimarginare le ferite!
La fretta non porta da nessuna parte.
Quando si lavora sulle ferite del corpo e dell'anima, il tempo non è mai perso.
Non cercate di accelerare e forzare i tempi. Sostate invece nel tempo presente, prendendo quel che di buono c'è adesso e facendo in modo che il cambiamento possa finalmente avve**re.
Lentamente.
Un po' per volta.

Dott.ssa Amadio Elisa

C'è una sofferenza che le parole faticano a spiegare.È la sofferenza di chi vive quotidianamente con un Disturbo Ossessi...
18/04/2026

C'è una sofferenza che le parole faticano a spiegare.
È la sofferenza di chi vive quotidianamente con un Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC).
Un'etichetta dietro la quale si nascondono persone... in carne ed ossa...Che soffrono, gridano, pregano, che cercano disperatamente un respiro da loro stesse.
Persone che pensano incessantemente, che cercano di proteggersi da pericoli irreali che il corpo sente come imminenti.
Persone i cui pensieri si rincorrono, si susseguono, si attaccano alla pelle, senza tregua, senza pietà, scavando solchi, creando dubbi, costringendo a gesti che sembrano incontrollabili.
Persone la cui mente smette di essere casa e diventa un tribunale che non concede mai l'assoluzione. Dove un solo pensiero, anche il più assurdo, ha il potere di far sentire un mostro, obbligando a espiare colpe che non sono mai state commesse.
Persone alla ricerca estenuante di una sicurezza che non arriverà mai, che barattano la propria libertà in cambio di un istante di calma che svanisce non appena si prova a respirare.
A loro, quindi, mi rivolgo...
Vorrei che sapeste che questa tempesta nella quale vivete non è la vostra identità.
Quei gesti, quei dubbi, quelle sbarre invisibili dietro le quali vi confinate... "NON SONO VOI".
Siete voi che, per troppo timore di fare del male ed essere rifiutati, avete finito per dimenticare come ci si sente a stare alla luce, senza dover prima chiedere il permesso alla paura.
Per uscire da questa tempesta non avete bisogno di trovare la risposta certa o la soluzione perfetta, ma di trovare il coraggio di essere imperfetti. La soluzione sta nell'imparare a guardare quell'ombra con dignità e compassione, nell'imparare a stare nel "non so", nella colpa, nell' errore, nell'imperfezione, accettando l'incertezza; la soluzione sta nel guardare quel pensiero che vi terrorizza e nel dirgli: "Ti vedo e ti lascio lì".
Perché meritate molto più di una vita passata a rincorrere la certezza e la perfezione. Meritate di tornare ad abitare voi stessi, in pace...

Dott.ssa Amadio Elisa

A chi non è capitato di restare intrappolati tra mille pensieri ripetitivi cercando di prevedere o di "risolvere" a ment...
12/04/2026

A chi non è capitato di restare intrappolati tra mille pensieri ripetitivi cercando di prevedere o di "risolvere" a mente situazioni che non sono ancora accadute?
Non si tratta di una semplice abitudine , ma di una strategia che usiamo per cercare di controllare l'ansia e l'incertezza.
Il problema? Più rimuginiamo, più l'ansia cresce.
Cosa possiamo fare quindi per arrestare questa trappola mentale?
Ecco alcuni possibili passi:
🌸 Riconosci il rimuginio come un "processo": Il primo passo è accorgersi che non stiamo risolvendo un problema, ma siamo dentro un meccanismo ripetitivo. Invece di dirci "sono preoccupato", proviamo a dirci: "Sto attivando il rimuginio". Questo distacco è il primo atto di libertà.
🌸 Metti in discussione l'utilità: Spesso pensiamo che rimuginare ci aiuti a essere preparati. Chiediamoci onestamente: "Pensare a questo per la centesima volta mi sta davvero aiutando a trovare una soluzione pratica o sta solo consumando la mia energia?". Riconoscere che il rimuginio è un'illusione di controllo ci permette di lasciarlo andare.
🌸 Sposta l'attenzione. Il rimuginio ci isola dal mondo. È pertanto utile allenarsi a spostare l'attenzione sui momento presente, ancorandosi ai propri sensi. Non è "non pensare", ma scegliere attivamente di guardare fuori invece che solo dentro la propria testa.
🌸 Pianifica lo spazio per le preoccupazioni: Stabilisci un momento della giornata (es. 15 minuti nel pomeriggio) dedicato solo ai tuo rimuginio. Se i pensieri arrivano in altri momenti, di' loro: "Vi ascolterò più tardi", rimandando le preoccupazioni al momento della giornata deputato al rimuginio.
Ricorda: la tua mente sta solo cercando di proteggerti, ma a volte usa strumenti che rischiano di peggiorare le cose. Imparare a gestire il rimuginio significa darsi il permesso di non dover avere tutto sotto controllo per essere al sicuro.

Dott.ssa Elisa Amadio

Tantissimi auguri di buona Pasqua a tutti voi!Che vi porti finalmente il coraggio di osare🌸Dott.ssa Amadio Elisa        ...
05/04/2026

Tantissimi auguri di buona Pasqua a tutti voi!
Che vi porti finalmente il coraggio di osare🌸

Dott.ssa Amadio Elisa

"Mi sei mancata."Non è una frase che ci si aspetta di sentire in un setting di terapia, eppure a volte succede.Una delle...
01/04/2026

"Mi sei mancata."
Non è una frase che ci si aspetta di sentire in un setting di terapia, eppure a volte succede.
Una delle frasi più cariche di significato e che più riescono a commuovermi, come è successo ieri in seduta.
Quando un paziente lo dice, non sta parlando della persona che ha davanti, ma dello spazio sicuro che costruiamo insieme ogni settimana. Quel "mi sei mancata" significa: "Mi è mancato il posto dove posso essere me stesso senza filtri. Mi è mancata la possibilità di dare voce a quel peso che porto dentro, senza sentirmi giudicato. Mi è mancato questo spazio in cui posso sentirmi libero da tutti i pesi che porto con me."
Sentire la mancanza della terapia e comunicarlo non è "dipendenza". È la massima espressione di un bisogno fondamentale: quello di essere visti, ascoltati, accettati e contenuti. In quel "mi sei mancata" c'è il desiderio di entrare in contatto con se stessi di fronte a uno sguardo che non giudica.
Quel "mi sei mancata" è il segno che la relazione terapeutica è diventata un luogo dove sentirsi al sicuro. E quando ci sentiamo al sicuro, iniziamo davvero a guarire.
È in questi attimi così profondi, in queste piccole ma enormi verità, che risiede la straordinaria bellezza e dolcezza del mio lavoro.

Dedicato a una ragazza dolcissima..

Dott.ssa Amadio Elisa

Quante volte capita di definire chi siamo sulla base dei problemi psicologici che abbiamo...E quante volte capita che al...
26/03/2026

Quante volte capita di definire chi siamo sulla base dei problemi psicologici che abbiamo...
E quante volte capita che altre persone ci definiscano sulla base di questi stessi problemi...
Io SONO depressa/o, io SONO ansiosa/o, io SONO anoressica/o, io SONO alcolista, io SONO borderline, io SONO bipolare, io SONO bulimica/o...
Tu SEI questo...tu SEI quest'altro.
SONO. SONO. SONO.
SEI. SEI. SEI. SEI. SEI.
Quando ci definiamo sulla base della nostra sofferenza psicologica o lasciamo che gli altri ci definiscano in base ad essa, è come ritrovarsi murati vivi. Ci sentiamo intrappolati, impossibilitati a muoverci. Ci sentiamo soffocare e non riusciamo a vedere alcuna via di fuga contro il dolore che stiamo vivendo.
Imparare a riconoscere che noi non SIAMO il problema stesso, ma che ABBIAMO un problema che può essere chiamato ansia sociale, anoressia, bipolarismo, depressione, alcolismo, tossicodipendenza, ci libera da una catena, ci ridà voce, respiro, coraggio e soprattutto la motivazione e la forza di lottare. Imparare a sostituire il verbo essere con il verbo avere ci da l'idea che si può fare qualcosa per stare meglio e che si può riuscire nell'intento, così come si può tornare a stare bene quando ABBIAMO il raffreddore, ABBIAMO la polmonite ABBIAMO la febbre, ABBIAMO una frattura.
Non dimenticare mai...
Tu non SEI anoressica/o....Tu HAI l'anoressia.
Tu non SEI ansiosa/o...Tu HAI l'ansia.
Tu non SEI depressa/o...Tu HAI la depressione.
Tu non SEI alcolista...Tu HAI l'alcolismo.
Un verbo ti cambia la vita.

Dott.ssa Amadio Elisa

Non devi sempre dare spiegazioni...Di ciò che provi, di ciò che pensi, di ciò che fai.Non devi stare sempre a spiegare l...
19/03/2026

Non devi sempre dare spiegazioni...
Di ciò che provi, di ciò che pensi, di ciò che fai.
Non devi stare sempre a spiegare le tue scelte, i tuoi desideri, le tue preferenze.
Sai, puoi vivere anche senza doverti giustificare continuamente.
Puoi vivere anche senza dover sempre spiegare il perché di ogni cosa.
Senza sentirti sbagliato, senza sentirti in colpa, senza vergognarti.
Senza sentirti per forza un imputato al cospetto di un giudice.
A volte puoi anche vivere con leggerezza.
Vivere liberamente.
Vivere e basta.
Come vuoi tu .

Dott.ssa Amadio Elisa


Ci sono persone che sentono, nel profondo del loro cuore, che tutto dipende da loro.Persone che si sentono colpevoli per...
12/03/2026

Ci sono persone che sentono, nel profondo del loro cuore, che tutto dipende da loro.
Persone che si sentono colpevoli per ogni cosa.
Persone a cui è stata data la colpa per tutto... direttamente o con punizioni che sapevano di silenzi.
Persone che hanno imparato a sentirsi sbagliate, difettose, di troppo...
Persone che ogni rabbia, ogni lacrima, ogni sguardo fuori posto, ogni dolore, ogni crepa in una relazione è colpa loro.
Persone sensibili, attente, abituate a prendersi cura dell'altro.
Persone che hanno imparato presto a controllare parole, silenzi, equilibri, reazioni.
Ma portare sulle spalle ciò che non ci appartiene e che non è sotto la nostra responsabilità è
estenuante.
Possiamo essere presenti. Possiamo ascoltare.
Possiamo sostenere.
Possiamo comunicare.
Ma non dipende tutto da noi.
Non possiamo salvare tutti.
Non possiamo curare tutte le ferite delle persone, né controllare le emozioni e le scelte degli altri.
Ci sono cose che sfuggono...
Cose che non sono sotto il nostro controllo..
Cose che non sono responsabilità nostra...
Cose che non dipendono da ciò che siamo, facciamo, scegliamo.
E allora liberiamoci da questo peso una volta per tutte e sentiamoci leggeri...
"Siamo meno importanti di quel che crediamo"...per fortuna!

Dott.ssa Amadio Elisa

̀

Chi ha sofferto di attacchi di panico sa quanto possano essere spaventosi. I secondi che non passano mai, la mente che s...
05/03/2026

Chi ha sofferto di attacchi di panico sa quanto possano essere spaventosi. I secondi che non passano mai, la mente che sembra estraniarsi, il cuore che sembra esplodere da un momento all'altro. Gli occhi si spalancano e si vorrebbe fuggire da un qualcosa che non si sa bene cosa sia. Si vorrebbe urlare, scappare, mettersi al sicuro. Dall'esterno non c'è nulla che non vada, eppure dentro si cerca disperatamente di rimanere in vita.
Nel corso dei miei anni, mi è capitato di viverne alcuni, quanti ne bastano per capire come ci si possa sentire piccoli, fragili, inermi. Pochissimi attacchi di panico in cui mi aggrappavo disperatamente alla vita...
Un piccolo autosvelamento per dire che ognuno di noi è un essere umano, e che capita a chiunque di ve**re in contatto con fragilità e sofferenze...
Ciò che fa la differenza, però, non è non soffrire mai, ma imparare a surfare sull'onda della sofferenza, senza lasciarsi inghiottire dal mare..
E anche sul panico si può imparare a surfare.
Per farlo, una cosa indispensabile è riconoscere che tutte quelle sensazioni fisiche spiacevoli che stiamo provando sono la conseguenza dell'ansia, una normalissima emozione che arriva quando abbiamo percepito un pericolo e che prepara il nostro corpo a fronteggiarlo.
Altrettanto indispensabile è accogliere questa emozione, ponendoci in ascolto dell'ansia e accogliendola con dei respiri lenti e profondi...
Cominciamo a respirare lentamente, allungando il tempo di espirazione, e ripetendo dentro di noi che è solo un'emozione che, così come è arrivata, piano piano passerà.
Respiriamo lentamente ed entriamoci dentro a questo respiro. Lasciamo che con esso respiri tutto il nostro corpo. Focalizziamo tutta l'attenzione su di esso e sui movimenti che il nostro addome fa nel tentativo di respirare...e lasciamo andare...
E vi assicuro che la vita non cesserà...

Dott.ssa Amadio Elisa

"L'importante nel panico, è non farsi prendere dal panico."

Un giorno capirai che la vera vittoria non è riuscire a far ragionare le persone, non è neanche avere la loro comprensio...
26/02/2026

Un giorno capirai che la vera vittoria non è riuscire a far ragionare le persone, non è neanche avere la loro comprensione. Vincerai nel momento stesso in cui riuscirai a farti scivolare di dosso ogni differenza, ogni azione priva di rispetto, ogni dimostrazione di menefreghismo. Lì, in quel preciso istante, capirai che tutto dipende da te. E riuscirai finalmente a sorvolare su tutto quello che, un tempo, non faceva che avvelenarti il cuore.

Flavia Zarbo

Se io potrò impedirea un cuore di spezzarsinon avrò vissuto invanoSe allevierò il dolore di una vitao guarirò una penao ...
20/02/2026

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano

-Emily Dickinson-

❤️

Indirizzo

Colli Del Tronto

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Amadio Elisa - Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Amadio Elisa - Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale:

Condividi

Digitare