26/05/2026
Per molte persone il problema nel fare attività fisica non è “la mancanza di motivazione”.
È il contesto.
Allenarsi mentre si ricevono commenti, sguardi o giudizi continui può essere estremamente faticoso.
E quando gli spazi non sono progettati per accogliere corpi diversi, il messaggio implicito diventa:
“questo posto non è pensato per te”.
Inoltre, non tutte le persone hanno lo stesso accesso al movimento: palestre, corsi e attrezzature spesso hanno costi elevati e non sempre sono economicamente accessibili per tuttə.
Ma tutto questo non è soltanto una questione individuale.
Anche l’ambiente in cui viviamo influenza profondamente la possibilità di muoversi con serenità.
La presenza di aree verdi, spazi pubblici sicuri e accessibili, quartieri ben collegati e ambienti inclusivi può facilitare il movimento, la socialità e il benessere psicofisico della popolazione.
Al contrario, disuguaglianze sociali ed economiche possono limitare fortemente queste possibilità.
Per questo motivo, fare movimento (o non farlo) e, più in generale, la salute non dovrebbero essere affrontati solo come responsabilità personali, ma anche come questioni collettive e politiche.
Anche la formazione dei* professionisti* della salute è importante: promuovere il movimento non dovrebbe significare colpevolizzare le persone o focalizzarsi esclusivamente sul peso.
L’attività fisica non dovrebbe essere una punizione né uno strumento per rendere i corpi più accettabili.
Può essere cura, benessere, scarico dello stress, energia, socialità, piacere, connessione con il proprio corpo.
E questi benefici esistono indipendentemente dalla perdita di peso.