11/04/2026
Da quell'incontro ne uscii umiliata e scoraggiata.
Fortunatamente ero già testarda… e non mi sono fermata.
Perché, poco dopo, avrei incontrato i veri Maestri.
Persone come Luisella: bella dentro e fuori, solare, accogliente, saggia, ironica.
Una di quelle donne che ti fanno ve**re voglia di crescere.
E come non menzionare il dottor Gharote, con cui ho avuto l’onore di lavorare come interprete durante un suo seminario a Monza.
Ricordo ancora quando, nella stazione centrale di Milano, aprì la sua grande valigia per regalarmi una profumatissima saponetta al sandalo di Bangalore, per averlo accompagnato a comprare una montagna di barrette di cioccolato… di cui non capiva nemmeno gli ingredienti.
Potrei continuare.
Ma la verità è che, ancora oggi, sono molte le persone che — come quel “grande maestro” — offrono una visione distorta dello Yoga.
Una visione che inganna o scoraggia… e che allontana da una disciplina che dovrebbe essere accessibile a tutti.
Krishnamacharya, uno dei più grandi Maestri di Yoga del Novecento, diceva:
“Non è il praticante che si deve adattare alla pratica, ma è la pratica che si deve adattare al praticante.”
Questo non significa inventarsi lo Yoga.
Significa riconoscere che è una disciplina così vasta che ognuno può trovare ciò che fa per sé.
Anche solo la variante di un’asana più adatta al proprio corpo, alla propria età, alle proprie esigenze.
E ricordare sempre una cosa:
Lo Yoga non è solo asana.
Tutti — ma proprio tutti — possono trarne beneficio.
Non sai da dove iniziare? Seguimi su qui su facebook.