16/02/2026
Tratto da “Attraversando il Bardo” di Franco Battiato, passo di Lama khangser Rimpoche.(Secondo il Buddhismo tibetano, il Bardo è il periodo tra la morte e la rinascita, di durata massima di 49 giorni. Nel Bardo, menti evolute potrebbero raggiungere l’illuminazione e sfuggire alla catena delle rinascite).“Con il morire vi è il dissolversi graduale della mente grossolana. In questo modo ha inizio il processo della morte, che è simile al momento in cui cadiamo nel sonno. Al termine di questo processo sorgerà la mente della Chiara Luce, che è una mente estremamente sottile che può riconoscere e comprendere la Vacuità, la natura ultima di tutti i fenomeni. Quando ciò avviene, il morente che in vita ha familiarizzato con la Vacuità raggiunge le più alte realizzazioni. Sarcasticamente, possiamo dire che il momento della morte è un’opportunità per ottenere direttamente la Vacuità. Colui che coglie questa opportunità avrà una mente di gioia; colui che ha timore dalla morte cadrà in depressione.I meditanti, sin dai tempi remoti, sin dalle epoche leggendarie, vedono il momento della morte come un’opportunità, un momento favorevole. Per il praticante che ha meditato sulla Chiara Luce e sulla Vacuità, che si è addestrato, al momento del processo della morte, quando sorgerà la mente di Chiara Luce, sarà in grado di riconoscere la Vacuità, e questo è quello che chiamiamo “l’unione della madre con il figlio”. In questo stato meditativo il praticante può restare diversi giorni, anche se è dichiarato clinicamente morto”.