16/02/2026
Lei non dubita di meritare amore.
Noi umani sì.
E non perché siamo fragili.
Ma perché siamo stati educati così.
Fin da piccoli impariamo che l’amore va meritato.
Che arriva quando siamo bravi.
Quando non disturbiamo.
Quando performiamo.
Quando siamo utili.
Così il nostro sistema nervoso associa il valore personale alla prestazione.
Un cucciolo non si chiede se è abbastanza.
Non si giudica se sbaglia.
Non si punisce quando cade.
Noi sì.
Perché abbiamo interiorizzato una voce che ci valuta continuamente.
E spesso quella voce non è nemmeno nostra.
È l’eco di aspettative, confronti, standard irraggiungibili.
Il punto è questo:
non è che non sappiamo amarci.
È che non ci è stato insegnato come farlo.
E allora si pratica.
Come si pratica qualsiasi cosa.
Ecco 5 micro-pratiche concrete di autocompassione:
1️⃣ Quando sbagli, prova a dirti: “Sto imparando.” Non “sono sbagliato.”
2️⃣ Metti una mano sul petto per 30 secondi quando ti senti in difficoltà. Il corpo registra sicurezza prima della mente.
3️⃣ Chiediti: “Se fosse Théa al posto mio, cosa le direi?” Poi dillo a te.
4️⃣ Rallenta il tono interiore. L’autocompassione è anche una questione di linguaggio.
5️⃣ Ogni sera scrivi una cosa che hai fatto bene. Anche minuscola.
L’amor proprio non nasce da un pensiero positivo.
Nasce da una relazione costante con il tuo corpo, con il tuo sentire.
È un allenamento del sistema nervoso.
È tornare a casa.
Se senti che questo tema ti riguarda, salva questo post.
Rileggilo quando ti accorgi che sei più duro con te stesso che con chi ami.
E se vuoi imparare a praticare davvero questa gentilezza nel corpo, continua a seguirmi. 💛