17/03/2026
DOLORE
Ci vuole sempre un po’ di tempo prima che il dolore mi arrivi, perché lo evito, lo fuggo, cerco in ogni modo di non sentirlo, ma poi arriva prepotente e prende spazio, occupa anfratti e zone lontane del mio cuore e del mio stomaco.
E allora finalmente decido di attraversarlo, esprimerlo, sanarlo, permettendomi di salutare.
Il dolore arriva potente ma non va a sporcare i ricordi, puntuali, di alcune tue parole, di alcuni tuoi sguardi.
Come tutti i tuoi studenti possiedo un bel sacchetto colorato di tuoi ricordi, quando ci hai insegnato a scrivere poesie con parole di libri raccolti da terra, perchè la creatività non è altro che riposizionare cose giá esistenti nel mondo, oppure quando hai provato in tutti i modi a farmi giocare con te alle macchinine usandi due pacchetti di si*****te e io non volevo, non riuscivo…non ero ancora pronta… adesso ho capito…adesso gioco alle macchinine, agli animali, addirittura alle bambole.
Mi ricorderó per sempre la prima volta che ti ho conosciuto, dovevo scegliere la scuola di specializzazione, precisamente 10 anni fa, ed ero spersa e tu mi hai detto di ve**re ad un tuo gruppo di terapia.
Sono entrata e nella penombra insieme ad altre 4 persone sono rimasta lì immobile per quasi 2 ore e non c’ho capito niente, la stanza era piena di cose, di emozioni, di tappeti, dí chiari scuri, e sono rimasta stordita, spaventata, affascinata…colpita così intensamente che anche se non avevo capito nulla (e ho ancora tanta strada per capirci qualcosa) ho scelto d’istinto di tornare e cosi è stato. Sempre torno alle tue parole e alla gestalt.
Adesso ti ritrovo ogni settimana nella mia terapeuta e mi sento molto fortunata: ha le tue espressioni, usa le tue parole, a volte sembra che ti abbia mangiato e così continui ad esistere e a parlarmi, rimani dentro me ed ognunə di noi.
E ti immagino così, a parlare di massimi sistemi con Che guevara, Pasolini e De Andrè, con Sergio e Alessandra, con gli anarchici e i ribelli, con tutti quelli che sempre andranno in direzione ostinata e contraria.
Anche oggi mi hai ricordato come stare nel dolore.
Grazie
esseregrati