Dott.ssa E.Strati - Pediatra

Dott.ssa E.Strati - Pediatra Studio pediatrico

06/02/2026

Ero adolescente negli anni 90 e ricordo molto bene tutte le campagne informative e le pubblicità progresso sulla prevenzione dell'HIV e delle malattie sessualmente trasmesse.

Allora era una grande emergenza e i morti erano tanti.

Poi nel tempo la medicina ha fatto grandi passi nella cura di queste patologie e pian piano se n'è parlato sempre meno.

Ma non sono scomparse
Dobbiamo saperlo
E dobbiamo spiegarlo ai nostri ragazzi

Dobbiamo sapere
Cosa sono
Come si riduce il rischio
Quali sono i comportamenti a rischio
E cosa fare

Leggete queste informazioni del ministero della salute e parlatene con i vostri ragazzi
LA PREVENZIONE PRIMA DI TUTTO

Dottoressa Pani Claudia
Medico Pediatra
Progetto Crescere




05/02/2026

Epidemia di faringotonsillite da STREPTOCOCCO in classe: corriamo tutti a fare il tampone “per sicurezza”?

❌La risposta è no, se il bambino sta bene❌

Fare il tampone faringeo in assenza di sintomi non è utile e può persino essere dannoso.

Diversi bambini possono infatti essere portatori sani di streptococco: il batterio è presente in gola ma non causa malattia e non richiede antibiotici.

Scoprire la sua presenza con un tampone “preventivo” non protegge di più, anzi può portare a terapie inutili, con possibili effetti collaterali e aumento della resistenza agli antibiotici.

👉 Il tampone serve solo se ci sono sintomi (febbre, mal di gola importante, placche, linfonodi ingrossati).
👉 Se il bambino sta bene, la scelta migliore è osservare e niente tamponi.

Meno panico,
meno “tamponite” :
proteggere i bambini significa anche evitare esami e cure inutili.

Leggete alcune informazioni più dettagliate della Fimp sulla faringotonsillite da Streptococco, e in caso di dubbi rivolgetevi al pediatra che sarà indirizzarvi sulle giuste pratiche

Dottoressa Pani Claudia
Medico Pediatra
Progetto Crescere





04/02/2026

"Dottoressa, mi fa un certificato per la mensa? Ci sono troppe cose che il bambino non mangia, e mi hanno detto che se ci fa un certificato gli danno un piatto diverso che gli piace... così almeno siamo sicuri che mangi!"

Non sapete quante volte negli anni ho ricevuto richieste simili...

Ma la mia risposta è sempre la stessa: mi spiace ma non posso farlo!

Capisco bene le difficoltà legate all’alimentazione e le preferenze personali di ogni bambino, e capisco anche la preoccupazione dei genitori.

Tuttavia, come Pediatra, proprio per il bene dei bambini, non posso rilasciare certificati basati sulle preferenze individuali perché non farei per loro la scelta giusta.

Come medico, posso rilasciare certificazioni solo in presenza di reali motivazioni mediche, come allergie, intolleranze o condizioni cliniche specifiche.

I gusti personali, non rientrano in queste indicazioni e avallare queste richieste, credetemi, non è fare il meglio per i bambini.

La mensa scolastica è infatti anche un importante momento educativo: mangiare insieme ai compagni favorisce l’imitazione positiva, la curiosità verso nuovi alimenti e l’acquisizione di abitudini più varie.
Piano piano, un passettino alla volta.

Il gruppo, in un clima sereno, può aiutare il bambino a superare gradualmente le proprie resistenze, senza forzature.

Di contro, resto sempre disponibile al confronto con la famiglia per aiutarla ad accompagnare il bambino nel modo più rispettoso possibile, offrendogli le giuste esperienze per affrontare la sua selettività alimentare.

Credetemi: se non molliamo la presa spesso mangiare con i compagni "fa miracoli" 😉

Dottoressa Pani Claudia
Medico Pediatra
Progetto Crescere






22/01/2026
20/01/2026
09/01/2026

P.S. in tilt, reparti strapieni, sanità territoriale allo stremo.

Non è solo la risposta il problema.

O meglio, non è il problema principale.

Il vero nodo è la domanda.

La domanda di salute è oggi fuori controllo e finché non si interviene su quella non si va da nessuna parte.

Si è costruita una pazzesca ipocondria genitoriale, che non può essere contenuta perché non è razionale: nasce dall’ansia, viene alimentata da informazioni frammentarie e contraddittorie, è rinforzata dai social e non trova alcun vero intervento medico che possa sostenerla o arginarla.

Non si tratta di maggiore consapevolezza sanitaria, ma di una richiesta continua di rassicurazione che la medicina non può e non deve soddisfare.

La biologia ha tempi che non sono negoziabili.

Un raffreddore dura circa sette giorni e non esiste terapia in grado di accorciarlo in modo significativo: bisogna farsene una ragione.

La tosse dopo un’influenza può durare due o tre settimane senza che questo significhi malattia in atto o complicanza: anche di questo bisogna farsene una ragione.

La febbre nei bambini può oscillare, salire e scendere, senza che ogni variazione rappresenti un peggioramento clinico.

Eppure la domanda di salute oggi pretende che ogni sintomo abbia una terapia, che ogni terapia produca un effetto immediato e che ogni minimo cambiamento richieda una nuova valutazione.

Quando queste aspettative non vengono soddisfatte, non si accetta il limite biologico e clinico, ma si cambia medico, si accede ad altro servizio, si richiedono ulteriori accertamenti, si potenziano terapie.

Nasce così una transumanza sanitaria f***e.

Questo non è solo clinicamente inutile, ma organizzativamente devastante e culturalmente patologico.

Non migliora gli esiti di salute, aumenta l’ansia dei genitori, consuma risorse e finisce per delegittimare il professionista, perché il ricorso ripetuto ai servizi per la stessa patologia viene vissuto come la prova che la risposta precedente non era adeguata.

Il punto centrale è che questa domanda non è contenibile con gli strumenti della clinica.

Non si governa con più visite, non si placa con più prescrizioni, non si risolve con più accessi.

È una domanda emotiva, non razionale, e la medicina fallisce quando prova a rincorrerla invece di contenerla.

L’unica strada possibile è un cambiamento culturale profondo: un’educazione sanitaria chiara, coerente e ripetuta, messaggi pubblici semplici e condivisi su ciò che è normale e ciò che non lo è, la restituzione di dignità al non intervenire come atto medico e il recupero del senso del tempo della malattia.

Finché il sistema sanitario continuerà a rispondere a ogni richiesta come se fosse clinicamente fondata, continuerà a validare una domanda patologica.

E finché questo accadrà, non sarà possibile andare avanti.

Non per mancanza di umanità, ma per mancanza di senso del limite.

03/12/2025
25/11/2025

LA FIMP CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE: UN POSTER PER DIRE “NO!” ALLA VIOLENZA DOMESTICA

25 novembre: Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Con questo poster la FIMP vuole esprimere il proprio impegno a “violare” l’omertà di cui spesso si nutre la violenza domestica (da qui il colore viola dello sfondo) e ad abbattere il muro del silenzio che la circonda: l’informazione e la sensibilizzazione sono fondamentali per prevenire le gravissime conseguenze della violenza di genere sulla salute di donne e minori.

Il Pediatra di Famiglia è il tuo punto di riferimento: chiedi a lui per saperne di più oppure clicca su
https://www.fimp.pro/area-scientifica/aree-tematiche/abuso-e-maltrattamento/la-fimp-contro-la-violenza-di-genere-un-poster-per-dire-no-alla-violenza-domestica

15/11/2025
15/11/2025
15/11/2025

📍➡️ Vi aspettiamo nel nostro studio con gli specialisti di Dicembre! 🎄🪅🧑‍🎄

🏠 Viale Roma 56, Frosinone
☎️ +39 340 900 2585

Indirizzo

Piazza Madonna Della Neve 5 Frosinone
Frosinone

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 16:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
Giovedì 16:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 13:00

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