05/02/2026
QUANDO UN GENITORE È IMMATURO
Quando un figlio prova rabbia o prende le distanze da un genitore, spesso quel genitore non riesce a riconoscere di aver trasmesso ferite emotive o di aver chiesto, in modo implicito, al figlio di diventare il suo “genitore” o il “partner” sostitutivo.
Essere genitori è complesso. Ma quando non abbiamo elaborato le nostre ferite, o non siamo in grado di vederle, finiamo per chiedere ai figli responsabilità che non spettano loro.
Bert Hellinger ricorda che i genitori danno e i figli prendono: è una delle leggi dell’Amore nelle costellazioni familiari. L’amore e la vita scorrono dai genitori ai figli, non il contrario. Rispettare questa gerarchia è fondamentale per l’equilibrio emotivo dei figli, che non dovrebbero mai sentirsi obbligati a dare ai genitori ciò che non compete loro.
Un genitore non può pretendere riconoscenza solo per aver dato la vita perché è un dono che si fa senza che venga chiesto ma raccoglierà ciò che ha seminato nella relazione, quando il figlio sarà adulto.
Eppure molti figli si ritrovano a fare da “genitori” ad adulti psicologicamente immaturi, ancora intrappolati nell’Archetipo del Puer o della Puella: il loro bambino interiore ferito.
I bambini, per natura, sono centrati sui propri bisogni narcisistici. Ma quando questa struttura infantile non evolve, anche a 40, 50 o 60 anni si può restare psicologicamente adolescenti: incapaci di prendersi cura di sé, degli altri e della propria realizzazione.
La psicoanalista Ginette Paris descrive gli archetipi come grandi ideali – libertà, amore, giustizia, protezione delle nuove generazioni – che ogni generazione tenta di incarnare, senza mai riuscirci del tutto. Per questo nessun genitore, nemmeno il più amorevole, può evitare completamente di ferire i propri figli. Nel tentativo di non ripetere gli errori dei nostri genitori, finiamo per commetterne altri.
Quando però le ferite sono troppo profonde, o quando l’autorità adulta viene esercitata con malizia, l’immagine interna del genitore e dell’archetipo genitoriale si distorce.
Il bambino cresce, ma non matura davvero.
Gli psicologi definiscono questo adulto come “narcisista”: qualcuno che non ha ricevuto la sua parte e continua ad aspettarsela da tutti. Il corpo invecchia, ma la coscienza non evolve in quella di un adulto.