21/02/2023
Paola non mangia nulla. Questa era la ragione che aveva portato B. a scegliere di una consulenza con me.
Sono tante le ragioni per cui un bimbo, può fare fatica ad iniziare a mangiare cibo altro dal latte. Spesso sono più di una, insieme.
Con B. abbiamo parlato di Paola, com’è al di là del momento delle pappe, com’è il loro rapporto, il rapporto di Paola con la scoperta.
Il momento del passaggio al cibo solido non parla mai solo di cibo, un neonato nemmeno contempla la possibilità di alimentarsi in altro modo. Ma allo stesso tempo è un momento in cui, forse per la primissima volta, un neonato accetta di far entrare qualcosa dentro di sé che sia altro, diverso, sconosciuto e allo stesso modo intrigante.
Non tutti i bambini sono pronti a questo momento di autonomia allo stesso tempo, può capitare che per qualcuno la curiosità anticipi di un pochino, per altri, come nel caso di Paola, capita di procedere con calma. Ci sono bimbi ad alto contatto, bimbi più diffidenti, bimbi allattati al seno, tanti bimbi diversi tra loro, che sentono ancora forte il legame all’universo della mamma per cui il mondo fuori ancora non attira. Possono essere tante le possibilità.
In aiuto arriva il pensiero che attraverso il passaggio al cibo dei grandi stiamo mettendo un importante tassello nella nostra relazione, è una fase che ci chiede di guardarci e riconoscere i nostri bisogni, di grandi e piccini.
Il mondo del cibo va reso interessante, allegro, leggero, avvolgente.
B. ha iniziato a godersi di più questo momento di prezioso scambio con la sua bimba, lavava le carote e mentre qualcuna veniva pelata un’altra era tra le mani della piccola per essere scoperta, così il porro, il cavolo; il vaso delle erbe aromatiche era diventato un luogo di odori nuovi e di solletichii al naso; i barattoli della dispensa, fonte di magici esplorazioni tattili. Così, per gradi, Paola ha scoperto un mondo nuovo, fatto di profumi, consistenze e gusti e la famiglia si è riscoperta vicina, intorno alla tavola.