27/05/2026
Ho letto la notizia del ricovero di Belén e la storia mi ha fatto riflettere.
Viviamo in un mondo che ci porta a pensare che la felicità abbia una forma precisa. Un certo peso. Un certo corpo. Una certa bellezza.
E allora passiamo anni a credere che “quando avrò quel fisico starò bene”, “quando perderò quei chili mi sentirò finalmente felice”, “quando mi piacerò allo specchio, tutto il resto si sistemerà”.
Poi guardi una donna che, agli occhi del mondo, sembra avere tutto.
Bellezza, successo, soldi, desiderio, approvazione.
Il fisico che tante donne sognano.
E capisci che evidentemente non basta.
Perché il benessere non nasce da una taglia.
Non nasce da un numero sulla bilancia.
E non nasce nemmeno dall’essere ammirate da tutti.
Puoi avere il corpo che hai inseguito per anni e sentirti comunque vuota.
Insicura.
Persa.
Stanca.
Da nutrizionista, questa è probabilmente una delle cose più importanti che ho imparato: il rapporto con il corpo non si cura cambiando il corpo.
Se dentro di noi c’è una guerra continua, nessun fisico riuscirà a portarci davvero pace.
E questo non significa “lasciarsi andare” o smettere di prendersi cura di sé. Significa smettere di credere che la felicità sia nascosta 3 chili più in basso.
A volte il lavoro più difficile non è perdere peso, è imparare a stare bene con se stesse.