01/02/2026
Eccoci qui, dopo sette anni.
Non pensavamo sarebbe mai arrivato questo momento, o comunque, speravamo che sarebbe arrivato tardi, invece no: dobbiamo andare via, ora, urgentemente, a quanto pare.
Non siamo preparati, non l'abbiamo scelto, abbiamo combattuto e sperato ma non c'è stato niente da fare: la nostra storia in questo luogo termina qui.
Sono stati anni pieni, in quelle due stanzette siamo diventati adulti, qualcuno è invecchiato, qualcuno si è innamorato, qualcuno si è trasformato; abbiamo cercato di valorizzarci a vicenda, ci siamo scontrati, abbiamo discusso, ci siamo scusati e abbracciati.
Grazie ai luoghi che più ci rappresentavano (la nostra sede, salone parrocchiale, il cortile e la villa della trasfigurazione in estate), abbiamo scoperto che da soli siamo speciali, ma insieme siamo preziosi.
Per quanto si sia tentato di cancellare, ognuno di voi - probabilmente - avrà un ricordo di noi che, speriamo, porti nel cuore.
L'associazione Anspi ha una storia lunga, che origina nel 2002, questa sede però è stata affidata al nostro Circolo soltanto nel 2018 e dal 2020 abbiamo iniziato a fare oratorio nel salone: sono luoghi che abbiamo desiderato, arredato, a cui abbiamo ridato una nuova vita.
Tante sono state le difficoltà di questo ultimo anno, le incomprensioni si sono trasformate in silenzi, le visioni discordanti in immobilità, e le congetture in realtà.
Abbiamo sofferto, ci siamo posti talmente tante domande da non dormire la notte, ci siamo arrabbiati, però è questo che succede quando piombano addosso decisioni non motivate, quando si pensa di essere parte di qualcosa che poi va in frantumi, ma non fa parte di noi né la rassegnazione né l'arrendevolezza, abbiamo cercato di creare un dialogo, di colmare le nostre lacune e ci scusiamo se qualche nostra azione abbia potuto ferire qualcuno, di trovare una soluzione che ci permettesse di vivere e operare con serenità, ci dispiace, non ci siamo riusciti.
Probabilmente vi diranno che il nostro comportamento è stato fin troppo ostinato, in realtà abbiamo chiesto degli incontri chiarificatori, abbiamo esposto il nostro punto di vista con la quasi assoluta certezza di non essere ascoltati e dunque compresi, ma non siamo mai andati oltre ciò che era lecito ed in nostro potere.
Leggerete rabbia nelle nostre parole ma non sconsideratezza, la lucidità ci ha permesso in questo anno di portare a compimento un Grest che abbiamo voluto tanto - ci perdonerete se siamo stati ostinati anche in questo - cercando di essere sempre accoglienti e sorridenti, quando dentro di noi vi era solo incertezza, solitudine, disagio, malessere per donarvi ancora una volta il piacere di condividere con noi questo momento, ma tanti sono stati gli ostacoli, le dicerie, la paura di non farcela e quella di non essere all'altezza.
Non sappiamo dirvi i motivi reali per i quali è stata presa questa decisione, sappiamo solo dirvi che era necessario fare spazio in favore di qualcosa che, a quanto pare, arriverà. Noi non siamo gente sprovveduta: crediamo nei progetti quando sono definiti, delineati in tutte le loro parti e con un fine che condividiamo; questo progetto non ci è mai stato presentato in modo chiaro, per questo motivo non abbiamo mai declinato nessun invito, ma abbiamo soltanto richiesto chiarezza.
Restiamo attoniti nel credere che davvero all'interno della Chiesa Cattolica si debba avere un solo organismo per gestire tutte le sue componenti, dove la pluralità di visioni e quindi di enti, sia una debolezza che incute timore e non un arricchimento spirituale.
Desideriamo particolarmente ringraziare chi in questi anni ha fatto parte del nostro Circolo, tutti i giovani che si sono avvicendati e hanno lasciato un segno, è stato stimolante camminare con voi anche se per un periodo limitato, ognuno di voi ha dato un contributo e ha permesso che un sogno diventasse realtà.
Grazie anche a tutti coloro che in questi anni ci hanno supportato, ci siamo sentiti parte di questa comunità e siamo orgogliosi di ciò che abbiamo realizzato insieme, speriamo di avervi lasciato un po' di noi e del nostro modo di fare.
È andata così, sappiate che ci abbiamo provato, abbiamo combattuto: questa volta abbiamo perso.
Tuttavia, con il cuore colmo di nostalgia e incertezza, rimarremo sempre quei ragazzini che in questa sede sono entrati con il cuore pieno di sogni e speranze, e queste ci continueranno a muovere nel nostro cammino: con sogni e speranze diversi ricostruiremo da quello che resta, adesso siamo adulti con più consapevolezza di cosa significa operare in questo strano mondo, ma abbiamo la certezza che quegli occhi speranzosi con cui siamo entrati qui dentro tanti anni fa siano gli stessi che ci permetteranno di vivere in una nuova realtà, in un altro luogo, con nuova linfa e nuovi sogni.
Non chiuderemo il nostro Circolo, lo renderemo nuovo e accogliente per ciascuno che voglia continuare o cominciare a camminare insieme a noi.
Ci vediamo lì, certi di essere dalla parte giusta della storia.