Dario Francolino

Dario Francolino Milanese, 55 anni, vivo a Lesmo da oltre 11 anni, con mia moglie e i miei due figli, dopo aver girato moltissimo per lavoro in Italia e all’estero.

Laureato in Scienze Politiche, ho fatto un master in marketing e comunicazione e ho frequentato il corso di Referendario Parlamentare presso la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Manager in multinazionali farmaceutiche e società di relazioni pubbliche globali, oggi faccio l’imprenditore nell’ambito dei new media e della comunicazione. Insegno, come professore a contratto al MIP del

Politecnico di Milano e al CUOA (Consorzio Universitario di Organizzazione d’Impresa) di Altavilla Vicentina. La politica per me è un passaggio indispensabile per ogni cittadino da svolgere, per un tempo limitato. Presidente di (Open Rsa Now). Oggi punto di riferimento per tutti i familiari di ospiti in RSA italiane. Per Lesmo voglio occuparmi di infanzia, sanità, in particolare per persone anziane e non autosufficienti; sicurezza stradale, e manifestazioni artistico-musicali. Adoro i gatti, l’arte contemporanea, nel tempo libero divoro serie fantasy su Netflix e amo la musica trap americana e italiana. Cantanti preferiti Vasco Rossi e Madame. Sub, innamorato del mare e del sole, mi immergo sempre e ovunque. Il mio motto è: come accade sott’acqua, nessuno si salva da solo. Adoro i romanzi di Simenon, i saggi di politica ed economia-

Mi chiamo Tina e sono la più grande
31/05/2023

Mi chiamo Tina e sono la più grande

È la notte del 1 Luglio 1976 quando Tina Turner scappa dal suo aguzzino.
Lui è uomo che l’ha resa una star della musica e ha persino coniato il suo nome d’arte: ha trasformato Anna Mae Bullock in Tina (ispirato al fumetto Sheena regina della giungla) e Turner che è il cognome di lui, Ike Turner.
Quando lo incontra Tina ha solo 18 anni ed è già madre di un bimbo dopo un'adolescenza difficile abbandonata dai genitori.
Ma Ike - che nonostante le dipendenze è un chitarrista talentuoso - intuisce subito la smisurata potenza del mix di doti canore, carisma, sensualità.
E ci vede giusto, perché già il primo singolo del nuovo duo "Ike e Tina Turner" è un successo enorme, li porta alla corte di Phil Spector e ad aprire per tre anni per i Rolling Stones, poi a un Grammy con “Proud Mary”.
Dopo 5 anni di relazione, Ike la sposa; per festeggiare la porta a visitare un bo****lo.
Il successo, calamitato dalle performance scatenate di Tina, dura per 10 anni, prima di iniziare a flettere, mentre nel privato il disastro inizia molto presto e lei è vittima delle continue violenze di Ike, che abusa di droghe e psicofarmaci e la tiene praticamente segregata appena scendono dal palco. Ha perfino registrato il marchio “Tina Turner”, affinché lei non possa usare quel nome da sola.
Lui le getta caffè bollente in faccia, ustionandola, la prende a pugni con particolare attenzione per il naso, tanto che spesso lei canta con la gola che sanguina. Le rompe la mascella.
Tina tenta il suicidio con 50 sonniferi e al risveglio lui le dice “Era meglio se morivi”.
Ma lei prende la sopravvivenza come il segno che deve lottare.
La sera in cui scappa da Ike in tasca ha solo 36 centesimi eppure - paradosso - s'indebita: ha causato un danno, fuggendo nel pieno di un tour.
Ignoti sparano al parabrezza della sua agente e una volta contro casa sua, lei stessa gira armata.
Tina riesce a divorziare da Ike nel 1978, rinunciando a tutti i guadagni ottenuti; conserva però la possibilità di usare il nome d’arte con cui è diventata famosa.
Torna da solista, ma fa fatica, così ricomincia a esibirsi prima in piccoli locali poi in catene di alberghi e casinò, in particolare con l’aiuto dell’amica Cher, anche lei reduce da relazione difficile con il compagno artistico Sonny che ne aveva compresso ogni libertà, anche economica.
Ovunque la sua bravura e il suo carisma brillano, inalterati; anzi, liberata da Ike, sperimenta soluzioni vocali nuove.
Si ripresenta in programmi televisivi, ma il music business non ritieni sufficienti il talento e la lotta che si porta dietro; la preferiva in coppia con Ike.
Poi però una sera, mentre suona al Ritz di New York, in città passa la superstar David Bowie e quando tutti prendono dalle sua labbra e gli chiedono dove passerà la serata, lui risponde che andrà al Ritz a sentire la sua cantante preferita: Tina Turner.
Queste parole cambiano tutto, il mondo musicale torna a credere in Tina Turner e le pubblica con tutti i fondi necessari “Private dancer”, successo mondiale trascinato dalla bellissima canzone omonima scritta da Mark Knopfler per "Love over gold" ma scartata. Il pezzo parla di una pr******ta che deve soddisfare le richieste di uomini che la pagano e lui non si sente di cantarla, così la affida alla Turner, che la canta come nessun altro al mondo ispirandosi alle sofferenze passate con Ike.
Tina Turner riesce a creare un mix unico di elementi soul, gospel, pop anni 80, rock and roll, grinta e gentilezza che la porta a una serie di album di successo mondiale e a a vendere qualcosa di stimato in 200 milioni di dischi.
Nel 1986 Tina incontra Erwin Bach, tedesco, direttore musicale della EMI, 17 anni più giovane di lei ed è amore a prima vista.
Dopo 3 anni lui le chiede di sposarla, ma lei è troppo scottata e preferisce evitare le nozze.
Ma Erwin non si dà per vinto, la relazione continua, felicissima.
Nel 2007 Ike Turner muore, per un'overdose di cocaina.
Nel frattempo Tina ha adottato due dei figli che lui aveva avuto da un'altra donna.
Poi, 23 anni dopo dalla prima richiesta di nozze, durante una crociera privata sul Mediterraneo, Erwin fa deviare la nave sull’isola greca di Skorpios.
A sera, per la cena, gli uomini si presentano vestiti di bianco.
“Che bello, pensai, stanno benissimo con i jeans e le magliette bianche”.
Ma anche le donne sono molto eleganti e Tina, che ha solo un abito fresco di lino nero, capisce che qualcosa non quadra.
In effetti Erwin s'inginocchia con una scatola in mano e le chiede di sposarla.
“Risposi convinta: Sì! In quel momento stavo dicendo sì a Erwin e sì all’amore, un impegno che per me non era per niente facile. Insomma, avevo 73 anni e stavo per diventare una sposa, per la prima volta. Esatto, per la prima volta. Mi chiamo Tina Turner, e sono stata sposata con Ike Turner, ma non sono mai stata una sposa vera e propria”
Nel 2017, quando Tina si ammala gravemente ai reni e la sola prospettiva è un trapianto o la dialisi, lei ha già deciso che non vivrà attaccata alle macchine e firmato per il suicidio assistito.
Ma è suo marito Erwin a donarle un rene e permetterle di riprendersi.
Tra il 2018 e il 2022 deve sopportare la tragica perdita di due figli naturali: uno per suicidio e uno di malattia. Le restano i due figli adottati da Ike Turner.
Ciononostante nel 2022 dichiara: “Ricordando l’antica massima buddhista ‘Si può sempre trasformare il veleno in medicina’ io ora posso guardarmi indietro e comprendere il mio karma. Dal male è nato il bene. Dal dolore è nata la gioia. E non sono mai stata così assolutamente felice come oggi”.
Mercoledì è morta serenamente nella villa comprata con Erwin in Svizzera, a 83 anni.
Ha detto di voler essere ricordata come la Regina del Rock e sfido qualcuno a trovare un’artista e una donna che le possa contendere il titolo.
You know that big wheel keep on turning,
Proud Tina keep on burning.
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Visto che spesso si leggono solo i post e non i nomi degli autori: io sono Riccardo Gazzaniga e scrivo libri per Rizzoli. Le condivisioni dei post sono graditissime, i copia e incolla no.
Se seguite questa pagina, ogni tanto pubblico nuove storie.
Qui, invece, trovate il mio ultimo romanzo.
https://tinyurl.com/5n7rj3mc
Buone parole.

22/05/2023

Cercheremo di ripristinare al più presto le linee, ma al momento non è ancora possibile avere tempi certi sia sulle comunicazioni infra che verso la Romagna.
Quel che è certo è che con Ferrovie, Anas, Aspi e tutti i soggetti preposti stiamo lavorando incessantemente per consentire appieno la mobilità delle popolazioni colpite.

09/04/2023

Gesù è risorto! È la festa della gioia e della speranza. E auguro a tutti voi di poterla trascorrere con questi sentimenti nel cuore.
Buona Pasqua di Resurrezione

Buon viaggio
31/03/2023

Buon viaggio

Gli avevano dato 20 giorni di vita, un tumore al pancreas. Incurabile per i medici.

E invece Andrea Spinelli, siciliano di nascita ma vissuto a Pordenone, è andato avanti per quasi dieci anni, di cui due di chemio pesantissima, ha percorso più di 18mila chilometri, 30 milioni di passi, attraversato l’intera Europa a piedi e raccontato tutto nei suoi libri, che sono diventati sfogo ed esempio per altri nelle sue condizioni.

Qualcuno, nell’ossessione che abbiamo di etichettare tutto, lo ha definito “il Forrest Gump italiano”, ma la verità è che Andrea Spinelli è stato veramente un essere umano unico nel suo genere, capace come pochi di empatizzare e creare ponti, indicare e ba***re sentieri dove nessuno li vede più.

Lo ha fatto fino a stamattina, quando se n’è andato a 50 anni nell’hospice del Cro di Aviano dove era ricoverato, in ritardo di 10 anni sulla tabella di marcia.

Se ciò che siamo è quello che ci lasciamo alle spalle lungo il cammino, a leggere le decine, centinaia di messaggi splendidi di chi ha percorso un pezzo di strada con lui c’è da credere che sia stata una persona straordinaria, e che ne sia valsa davvero la pena.

Buon viaggio Andrea. E grazie.

Bellissimo
22/03/2023

Bellissimo

📌 Il progetto Involontaria Off incontra i giovani! All’Università LUMSA di Roma, il 22 Marzo alle ore 14.30 nell’evento "Giovani, attori del cambiamento": un…

Io mi commuovo sempre
21/03/2023

Io mi commuovo sempre

"Sono alto un metro e novantadue, ma ho la visuale di un bambino di dieci anni. Quando ho visto il terrazzo mi sono detto: voglio poter guardare fuori. Ci sono riuscito dopo qualche mese, grazie ai tutori che mi tengono dritte le gambe. Li uso certo. Ma penso anche: non voglio stare in piedi con quelli. Voglio tornare a camminare davvero. Mi alleno tutte le mattine. Prendo l’auto, tornare a guidare mi ha dato un senso di libertà meraviglioso, e vado in palestra, poi in piscina. Quando passi attraverso una cosa del genere, diventi molto più sicuro. Ho trovato la mia identità, adesso so chi sono. Oggi se mi chiedi di parlare di me so che cosa dire, se me lo chiedevi prima avrei risposto che non ero niente"

Manuel Bortuzzo

Disarmante.Addio Sofia
21/03/2023

Disarmante.
Addio Sofia

Autunno di due anni fa: sui social esplode l'immagine di una ragazza radiosa, con i capelli lunghi e biondi sciolti, la pelle bianchissima e gli occhi che brillano guardando l'obiettivo e lo sguardo della persona amata, il fidanzato Nicolò. Poche settimane fa, ecco la stessa persona, Sofia Sacchitelli, 23 anni, sorridere con il volto appesantito dai farmaci, mentre parla da un letto d'ospedale davanti al consesso più alto dell'Ateneo di Genova. Tutti riuniti ad ascoltare la lectio magistralis in cui lei, studentessa del quinto anno di Medicina, dopo qualche attimo di imbarazzo racconta la sua malattia (un angiosarcoma cardiaco) e la sua sfida: gettare le basi perché chi verrà dopo di lei possa essere curato, mentre l'Università conferisce - per la prima volta nella storia - una medaglia d'oro al merito a una sua studentessa.

Eccola, l'eredità di Sofia, il dono più prezioso che nel giorno del dolore viene consegnato a chi resta: è un'eredità materiale (già 100 mila euro da destinare alla ricerca sui sarcomi e le malattie rare raccolti nel giro di poche settimane dalla onlus «Il sogno di Sofia») ma è soprattutto un insegnamento. «La ricerca richiede tempo e investimenti, per me il tempo non c'è più - spiegava - per questo ho voluto che nascesse una associazione destinata a far sì che la conoscenza e le cure possano progredire». […]

Ne scrive Bruno Viani su La Stampa

Istituzioni al lavoro
19/03/2023

Istituzioni al lavoro

Prima riunione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia questo pomeriggio al 25° piano di .

Il Presidente Federico Romani: "Nella seduta di oggi abbiamo acceso i motori della XII° legislatura regionale. La prossima seduta dell’Assemblea è in programma martedì 21 marzo quando il Presidente Fontana illustrerà in Aula in suo programma di governo. Sarà l’ascolto dei territori a guidare il lavoro del nostro Ufficio di Presidenza perché solo dall'ascolto si possono conoscere i problemi e cercare di trovare soluzioni concrete”.

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