23/03/2026
RICORDANDO LA FIERA 🐎🐴
Tra i ricordi più vivi dei nostri ospiti, molti sono legati alla fiera dei cavalli che si teneva, da tradizione, a fine marzo, quando il clima era ancora freddo e talvolta cadeva perfino la neve. Avvolti nelle sciarpe e ben coperti, ci si riversava tra le vie del paese e al Circolo per ammirare gli esemplari equini, per lo più animali da traino e salire sulle giostre.
Tra le attrazioni più frequentate ricordiamo le catenelle. I soldi erano pochi e spesso ci si univa a un amico per dividere le spese e formare una coppia per i celebri autoscontri. Le zingare leggevano la mano e noi bambine sognavamo di ascoltare promesse di destini amorosi felici e fortunati.
Gli adulti osservavano i cavalli, ne controllavano i denti e gli zoccoli; durante il giorno gli animali restavano legati agli anelli lungo le vie, mentre di notte venivano trasferiti negli stalli, piazzali adibiti a stalle a cielo aperto, uno dei quali si trovava in via Trieste. All’ippodromo non mancavano le gare tra cavalli, a volte anche tra calessi.
Trattorie e osterie erano sempre al completo. Il Bar Borsa era frequentato da ricchi possidenti provenienti da terre lontane; il personale indossava una divisa bianca con cravattino. Le signore eleganti, con guanti e cappello, accompagnate dai mariti o dai familiari, ordinavano una buona cioccolata al tavolo, mentre i più poveri osservavano dalla strada.
A noi, ragazzi e ragazze di allora, non restava che qualche “ciuccio”: il massimo che potevamo permetterci. Eravamo affamati, sì, di dolci e di cibo, ma soprattutto di vita, di sogni e di avventure.