23/02/2026
YOGA DEL QUOTIDIANO- less is more
Tutta questa frenesia di essere, di fare , di comprare, di addizionare esperienze proprio non mi appartiene, anzi rende il mio passo sincopato, altera il battito, toglie energia.
Se c’è una cosa che si sta facendo terribilmente chiara in me è che devo togliere, riportarmi all’essenziale, abitare lunghe pause, spazi ampi, tempi lenti. Cerco questo ritorno al minimo anche nella pratica, pochi gesti, tanto respiro, una pratica più lenta, la volontà di riscoprire la semplicità del movimento che non è facilità ma capacità di riconoscere la linea di forza essenziale che lo rende stabile, armonico, funzionale.
Cerco questo anche nelle relazioni, nelle mie amicizie, nella coppia: una forma di pulizia che toglie il superfluo per far emergere ciò che mi nutre davvero: l’essere riconosciuti, l’onestà intellettuale, il rispetto reciproco.
Credo davvero che questo bisogno di fare e di essere sia solo destabilizzante, sembra che niente ci basti e continuiamo a rincorrerci, alla continua ricerca di qualcosa… ma se continuiamo a ricoprirci di bisogni forse continuiamo solo ad anestetizzare la nostra capacità di ascolto e rimaniamo confusi e insoddisfatti. Forse invece dobbiamo iniziare a togliere, a fermarci, a riscoprire l’umilta del poco e del niente, a stare cosi come siamo, dove siamo…. nella semplice di chi siamo.